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Il governatore banderuola, il populista anti-vaccini – Tiscali Notizie

di Giuseppe Turani

La circolazione delle idiozie è poco studiata in fisica, che preferisce occuparsi di liquidi e di particelle. Ma è fondamentale perché è contagiosa. E non ha confini politici: quelli che le fanno circolare le idiozie sono ovunque, non stanno mai zitti e, anzi, ambiscono a farsi ascoltare da tutti.Il primo della serie è uno ritenuto una persona seria, fino a poco tempo fa (a parte la mania di ricoprirsi di brillantina). E cioè il governatore leghista della regione Veneto, una delle più importanti, Luca Zaia. Già si era segnalato qualche settimana fa aprendo una vertenza durissima con il Friuli per stabilire quale sia davvero la patria del dolce tiramisù. Veneta, dice Zaia, friulana dicono i suoi vicini di casa e concorrenti.La ridicolaggine della cosa è evidente a chiunque, ma Zaia è intenzionato a ricorrere fino in sede europea, i cui vertici saranno chiamati, carte e pergamene alla mano, a stabilire chi abbia inventato il tiramisù. Ma non basta. Adesso lo stesso Zaia si appresta a emanare (o ha già emanato) una legge regionale che impone l’obbligo, negli uffici pubblici, di esporre la bandiera del veneto, quella con il leone di San Marco. Bellissima bandiera, ma uscita da tempo dal cuore dei veneti e di chiunque altro.Con tutte queste storie (compreso un inutile referendum sulla separazione del Veneto) a che cosa punta Zaia? Intanto a farsi notare e poi, secondo lui, a rimarcare l’identità veneta. Finirà che le sue bandiere verranno esposte e dimenticate, lasciate in cima ai palazzi comunali a prendere sole, polvere e vento. L’identità del Veneto è cosa già acquisita da tempo. Bellissima regione, dotata di un dinamismo economico quasi superiore a quello dei lombardi e protagonista in questi anni di uno sviluppo fra i più forti d’Italia. Anche senza le bandiere di San Marco a garrire al vento.Il secondo personaggio che si arraffa in questo periodo a far circolare idiozie (politicamente parlando, ovvio) è il ministro della Giustizia, il pd Andrea Orlando. Il suo collega Minniti (Interno) aveva dichiarato che il continuo arrivo di immigrati poneva seri rischi per la tenuta democratica del paese. Orlando contesta: nessun rischio. E quindi è accertato che non legge i giornali, non guarda la televisione, e forse non parla nemmeno con i parenti. Le tensioni determinate dall’arrivo indiscriminato di immigrati sono sotto gli occhi di tutti (ormai ci si picchia nelle strade) e l’azione di Minniti, che in qualche modo è riuscito a rallentare questi flussi, è lodata ovunque, in Italia e anche all’estero. L’unico che si oppone è appunto Orlando, contro l’intero paese.Il terzo rappresentante della categoria è il governatore della Puglia, il pd Michele Emiliano. Non nuovo a iniziative senza senso (appoggio al referendum sulle trivelle (zero trivelle in Puglia). L’ultima iniziativa, mentre la sanità della sua regione affonda, è quella di fornire un appoggio della regione (avvocati e spese) a tutti quelli che contestano la legge (dello Stato) sull’obbligatorietà dei vaccini. Forse li aiuterà a presentare ricorso fino alla Corte costituzionale. Che dire? Perdigiorno, cacciatori di pretesti per farsi notare, piantagrane per scelta esistenziale? Purtroppo sono ministri o presidenti di regioni. L’élite, si sarebbe detto una volta. Una volta, tanti anni fa.

Sorgente: Il governatore banderuola, il populista anti-vaccini – Tiscali Notizie

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