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Giulio Regeni, le prove date dagli Usa all’Italia sono davvero così “esplosive”? – Wired

L’amministrazione Obama avrebbe dato all’Italia prove del coinvolgimento delle autorità egiziane nella morte di Regeni. Renzi smentisce – di Giuditta Mosca

Il New York Times Magazine ha dedicato ampio spazio a Giulio Regeni la cui morte, avvenuta tra la fine del mese di gennaio e l’inizio del mese di febbraio del 2016, è ancora un rebus.

Il giovane italiano, dottorando all’università di Cambridge, è stato rapito il 25 gennaio 2016 e il cadavere è stato rinvenuto il 3 febbraio, quindi a cavallo dell’anniversario delle proteste di piazza Tahrir, la rivoluzione egiziana iniziata nel 2011.

Nell’articolo trova conferma la teoria che aveva preso corpo subito dopo il ritrovamento del cadavere di Regeni, secondo cui le autorità governative egiziane fossero coinvolte nel rapimento, nella tortura e nell’omicidio dell’allora 28enne, anche a causa dei depistaggi nelle indagini svolte dalle autorità italiane.

L’intelligence Usa, secondo quanto scritto dal Nyt, avrebbe dato a Palazzo Chigi prove certe della complicità di funzionari del Cairo, senza però scendere nei dettagli e non comunicando, per esempio, quale agenzia per la sicurezza egiziana fosse coinvolta.

Già a fine settembre del 2016 le autorità egiziane, contrariamente a quanto dichiarato con fermezza fino a quel momento, hanno confermato che Regeni era indagato dalle forze di polizia locali.

Nell’articolo del Nyt non c’è però alcun riferimento temporale. Quando gli Usa avrebbero passato queste informazioni al governo italiano? In quale momento dell’indagine?

E, ancora, dal momento che la complicità delle autorità egiziane è apparsa chiara sin da subito, quanto e come sarebbero state “esplosive” queste prove?

Inoltre, quanto possono essere attendibili delle prove che il dipartimento di Stato americano ha confermato di avere reso sommarie per proteggere la fonte?

L’ex premier Matteo Renzi, tornato sull’argomento, ha negato che le prove fossero “esplosive” e il ministero degli Esteri ha deciso di inviare al Cairo l’ambasciatore Giampaolo Cantini dopo che, a inizio aprile 2016, l’allora rappresentante dell’Italia in Egitto, Maurizio Massari, era stato richiamato a Roma a causa della scarsa collaborazione offerta dalle autorità locali.

Sorgente: Giulio Regeni, le prove date dagli Usa all’Italia sono davvero così “esplosive”? – Wired

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