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Firenze, scesi dal tetto gli anarchici per gli attentati a una libreria e alla caserma dei carabinieri – Repubblica.it

Cinque fermi per il pacco bomba di Capodanno nel negozio di Casapound che aveva ferito un artificiere della polizia, tre per la molotov lanciata in una stazione dell’Arma ad aprile. Sei bloccati, i quattro che si erano barricati sul tetto dell’edificio occupato sono scesi

di MASSIMO MUGNAINI

Otto decreti di fermo per un gruppo di anarchici accusati di due attentati avvenuti a Firenze e Rovezzano (alle porte della città) negli ultimi mesi. Cinque persone sono accusate per l’attentato contro la libreria “Il Bargello”, legata a Casapound. Altri tre anarchici sono stati arrestati per l’attentato del 21 aprile scorso, quando una molotov fu lanciata contro una caserma dei carabinieri a Rovezzano.

Durante l’operazione di polizia e carabinieri due delle otto persone per cui era stato disposto il fermo sono salite, insieme ad altri due giiovani, sul tetto de “La Riottosa Squat”, la base principale degli anarchici fiorentini. L’edificio di via Senese, al Galluzzo, venne occupato dieci anni fa. I quattro hanno resistito sul tetto, per più di dieci ore, fino a che non sono finite le scorte d’acqua. Una volta scesi, senza alcun intervento attivo da parte delle forze dell’ordine, i due destinatari del fermo sono stati arrestati e portati al carcere di Sollicciano. Gli altri due sono stati denunciati a piede libero.

Nell’esplosione di un ordigno artigianale, avvenuto a Capodanno, rimase gravemente ferito, perdendo una mano e un occhio, l’artificiere della polizia Mario Vece. Il pacco bomba era stato collocato davanti al in via Leonardo da Vinci, a Firenze: aveva un timer ed è esploso quando il tecnico della polizia ha iniziato a esaminarlo.

IL VIDEO DELL’ATTENTATO

Le province interessate dall’esecuzione degli 8 fermi complessivi – motivata dal pericolo di fuga degli indagati – sono tre: Firenze (6 fermi), Roma e Lecce. Le accuse a vario titolo nei confronti dei fermati sono di tentato omicidio, costruzione detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo e danneggiamento aggravato.

Durante l’operazione alla Riottosa una ventina di anarchici, solidali con i fermati e contrari allo sgombero, hanno bloccato in un primo momento la strada all’altezza dell’edificio occupato. Adesso, in via Senese, resta un presidio d manifestanti: il blocco stradale è stato sciolto.

Firenze, anarchici sul tetto: murano finestre per impedire lo sgombero

Non si fermeranno con gli otto fermi le indagini condotte da polizia e carabinieri. “Altri soggetti restano da individuare” ha spiegato Eugenio Spina, dirigente superiore della polizia di Stato, a capo del servizio centrale dell’antiterrorismo. Spina ha poi spiegato di riferirsi in particolare agli accertamenti su una presunta associazione a delinquere nata all’interno dei gruppi anarchici fiorentini, a seguito dei quali il 31 gennaio scorso il gip di Firenze aveva già emesso dei provvedimenti restrittivi.
Le indagini che hanno portato agli arresti degli anarchici per l’attentato di Capodanno a Firenze, ha proseguito Spina, “sono partite la notte stessa dell’attentato, con un sopralluogo della polizia scientifica durato tutta la notte e l’intero giorno successivo”. Quello avvenuto a Firenze, ha precisato Spina, “è stato un attentato ben organizzato, ma subito ci siamo rimboccati le maniche”, con la collaborazione anche “delle digos di Torino, Genova, Padova, Perugia e Latina”.

I nomi. Ecco chi sono gli otto destinatari del decreto di fermo. Rispondono per la bomba davanti alla libreria: Nicola Almerigogna, 34 anni, fiorentino; Roberto Cropo, 31 anni, torinese; Pierloreto Fallanca, 30 anni, residente a Martinsicuro (Teramo); Giovanni Ghezzi, 31 anni, di Pistoia, residente a Firenze e Salvatore Vespertino, 31 anni, di Rimini. Sono accusati per la bomba carta davanti alla caserma dei carabinieri: Micol Marino, 30 anni, fiorentina; Marina Porcu, 34 anni, di Sassari e Sandro Carovac, 33 anni, pratese, residente a Pontassieve.

L’arresto in Salento. Si trovava in Puglia, ospite in un centro sociale, Pierloreto Fallanca, di 30 anni originario della provincia di Teramo, raggiunto da un provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Firenze con l’ accusa di concorso in tentato omicidio, fabbricazione detenzione e porto abusivo di materiale esplodente, nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato di Capodanno a Firenze nel quale rimase gravemente ferito un artificiere della Polizia.
Il blitz é scattato all’alba quando gli agenti dell’unità operativa di primo intervento della Questura di Lecce e della Digos hanno fatto irruzione in una villetta di Roca, marina di Melendugno, occupata abusivamente da qualche settimana da gruppi di militanti anarchici e trasformata in un centro sociale denominato “Caura”. Al momento dell’irruzione Fallanca dormiva. Insieme a lui c’erano altre sette persone, uomini e donne salentini appartenenti all’area antagonista. Alla vista dei poliziotti, Fallanca non ha opposto resistenza. Pierloreto Fallanca si trovava nel Salento già da qualche giorno.

Il Dna. A uno dei presunti responsabili della bomba di Capodanno gli investigatori sono arrivati attraverso un frammento di Dna repertato sulla parte interna

del nastro adesivo con cui era stata costruita la bomba. Secondo gli investigatori, oltre a partecipare all’azione a Firenze, sarebbe la persona che ha materialmente assemblato l’ ordigno. In base a quanto emerso, pochi giorni dopo l’episodio si era allontanato da Firenze, muovendosi prima in Italia e poi per tutta Europa, fermandosi infine in Francia. Rientrato a Firenze per un breve periodo nei giorni scorsi, questa mattina è stato fermato dalla polizia.

Sorgente: Firenze, otto arresti fra gli anarchici per gli attentati a una libreria e alla caserma dei carabinieri – Repubblica.it

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