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Dopo il caos di roma – Migarnti, Gentiloni sposa la “linea Minniti”: «Non si accoglie senza legalità» | italia | Il Secolo XIX

ilsecoloxix.it – Migarnti, Gentiloni sposa la “linea Minniti”: «Non si accoglie senza legalità» –  Fabio Martini

Torino – Nelle ultime settimane il profilo del governo sta cambiando. Il principio della legalità – dalle Ong agli sgomberi degli abusivi a Roma – sta corroborando l’immagine di “forza tranquilla” espressa sinora dalla figura del presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni sta assecondando questa correzione e il silenzio-assenso sugli scontri di piazza a Roma lo conferma.

Nessuna dichiarazione pubblica su una vicenda che, alla resa dei conti si è conclusa con qualche contuso e molte polemiche, ma l’appoggio alla linea Minniti da parte di Paolo Gentiloni (espressa personalmente al ministro), si riassume in due sostantivi: «L’accoglienza non può essere disgiunta dalla legalità».

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In altre parole soltanto governando i flussi si può garantire un’accoglienza umana per i migranti. Sia alle frontiere che nelle città, dove va salvaguardato il principio della legalità.

Per Gentiloni questa deve essere – e deve restare – la linea di una sinistra di governo e infatti in queste ore il presidente del Consiglio insiste su una espressione che riassume l’“ideologia” del governo nei prossimi mesi: «Serve una conclusione ordinata della legislatura» su tutti i dossier, dalla politica per i migranti alla legge di Stabilità.

A Palazzo Chigi nei giorni scorsi sono stati informati sulla decisione delle forze di polizia di intervenire e nessuna obiezione è stata opposta alla attuazione della direttiva del Viminale che prevede il progressivo svuotamento di tutte le occupazioni abusive.

Naturalmente la gestione concreta degli interventi spetta a prefetto, questore e forze sul campo e su questo aspetto eventuali obiezioni e critiche non cambiano – nell’ottica del governo – l’opportunità dell’intervento.

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Dunque, il silenzio di queste ore del presidente del Consiglio è da intendersi come un silenzio-assenso alla linea della legalità interpretata dal ministro dell’Interno.

 Una linea che, dal punto di vista comunicativo, si traduce in un approccio sobrio, riassunto nel concetto: “parlino i fatti”. Un approccio molto evidente sulla vicenda degli sbarchi.
Da metà luglio, come è noto, gli arrivi di migranti si sono drasticamente ridotti, con un calo del 72 per cento nel mese di agosto, ma Gentiloni e Minniti – con una differenza abissale rispetto al precedente governo – hanno omesso di sottolineare un dato così eclatante.

Un omissis naturalmente a tempo, nella speranza che il dato si consolidi e diventi in modo inoppugnabile la conseguenza oggettiva delle scelte del governo. Una sordina che presidente del Consiglio e ministro dell’Interno hanno deciso di concerto.

Una “coppia”, quella Gentiloni-Minniti, che comincia a fare ombra alle altre “filiere” del Pd, quelle che si preparano a contendersi la gestione della campagna elettorale.

Sotto questo punto di vista si può leggere la sortita fortemente critica da parte del presidente del Pd Matteo Orfini: «Quello che è accaduto a Roma in questi giorni non è normale. E non lo deve diventare. Non si può continuare a pensare che un dramma sociale possa essere ridotto a questione di ordine pubblico».

E ancora: «A essere inadeguata è stata anche la gestione da parte delle forze dell’ordine. Non si esegue uno sgombero con quelle modalità e non lo si fa senza una adeguata soluzione alternativa. Soprattutto, non si risponde alla povertà con le cariche e con gli idranti».

Una posizione fortemente critica con la quale Orfini, da una parte si candida a “leader” della sinistra Pd, in coppia col ministro Maurizio Martina e dall’altra “prenota” un posto al sole nella battaglia interna, che si preannuncia durissima, per la conquista di uno spazio politico in campagna elettorale al fianco del leader Matteo Renzi.

In vista di quell’appuntamento le varie aree – Orfini-Martina, Franceschini, Delrio – contenderanno lo spazio di visibilità al tandem che finora ha mostrato qualità politica e crescente consenso tra l’opinione pubblica: la coppia Gentiloni-Minniti.

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Giuliano Ibrahim Delnevo (a sinistra) con Andrea Umar Lazzaro

Sorgente: Dopo il caos di roma – Migarnti, Gentiloni sposa la “linea Minniti”: «Non si accoglie senza legalità» | italia | Il Secolo XIX

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