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Dalle crociate al terrorismo isis – di m@cwalt – un colpo di remo

uncolpodiremo – Dalle crociate al terrorismo isis – di m@cwalt

Le guerre di religione sono vecchie come il cucco. Se ne ha notizia nella Bibbia tra le tribù di Israele ( e si comincia ) e gli egiziani e anche contro le tribù maccabee, gli zeloti e i fantasmi sul monte Sinai. Un poco la guerra dei sei giorni di allora.

In epoca medievale cominciarono i Crociati – crousader – che partirono fiduciosi e unti verso le terre di Palestina contro Saraceni, Mori e infedeli, senza denari e senza pane. Presero d’assalto Gerusalemme e vi insediarono un cavaliere incoronato Re dopo un massacro in “nome di quel Dio” che dicevano di amare.

Il servizio gli fu reso e poi andarono rimbalzando una volta per uno per molti decenni finché tutti si stancarono e i Mogul costruirono un Impero dall’Afganistan al Marocco e i Mori entrarono in terra di Spagna e vi rimasero con molti onori e benefici alle popolazioni fino al Regno di Castilla con quei coronati che fecero dono al Cristobal Colon di 3 caravelle partite verso l’America che cambiarono il Mondo … ma questa é un’altra storia.

Mentre nel 1300 Granada in Spagna era illuminata a gas, qui in terra d’Europa si moriva di stenti, di spade e peste nera, si che farsi una casa e darsi una occupazione fu fatica di anni, ma non c’era altro se non le pagine di messer l’Alighieri che però sapevano leggere in pochi.

Dante stigmatizzò anche quella moda di andare in terre d’Oriente a combattere per un sepolcro che aveva perduto la propria santità, ma gli fu imposto il silenzio pena l’esilio… e sappiamo com’è andata, povera Beatrice, povero Dante e anche povera Firenze così ignorante.

La moda di trucidar lo straniero andò avanti a fasi alterne per altri secoli e la mossa più difficle fu durante l’espansione dell’Impero ottomano, che vide Gerusalemme liberata e occupata da emiri, visir e Umma che interpretavano la parola di Dio: il Corano come la Bibbia, solo che uno sappiamo che lo ha scritto un Profeta benedetto, Maometto e l’altro libro invero non se ne conosce l’autore ma trattandosi di roba antica e lontana che copre vari secoli si può bene ipotizzare che i primi capitoli li ha scritti chi dettò la legge per un popolo e gli altri l’acculturato di passaggio.

Per i massacri è significativo un passo che pochi interpretano con la giusta intenzione, ed é il sacrificio di Isacco dove si legge che: Dio, per mettere alla prova la fede di Abramo, gli chiede di sacrificare il proprio figlio Isacco. Sappiamo che l’angelo fermò il sacrificio e da quel gesto e da quella intenzione sono state create scuole di pensiero.

C’è chi dice che è la fede di Abramo ad essere messa in questione, chi invece ci vede la grandezza di Dio. Bisogna pur dire che quel gesto è significativo anche per il patto che il presunto Dio stabilisce con l’Uomo. E’ la tua fede che ti fa grande, sembra dire l’angelo al povero Abramo, ma è altresì significativo che basta il gesto di per affermare che.

Tutto sembra voler dire: “allora tu mi credi, hai fede in me” Vuole altresì dire che Dio non ama i sacrifici umani – e ad un certo punto della nostra storia é significativo che solo i Romani non sacrificavano agli Dei carne umana – Erano il popolo che seguiva la legge, l’aveva fondata prima v’erano solo credenze, parole dei “senex” e la “parola del dio”. Con tutto quello che sono le interpretazioni.

Dio però sembra richiamare a quella intenzione e sottolinea quella fede che pare sufficiente per essere nelle sue grazie.

Allora mi chiedo cosa hanno capito Crociati, mori, Saladino, Isis et altri che son pronti alla strage in nome di un Dio che pare essere lo stesso? Quale dio amano e seguono se nel libro, anzi nei due libri di fede indiscussa Abramo viene fermato dall’uccidere il proprio figlio!?! Certo vuol poter dire che chi persegue l’eliminazione fisica del proprio “antagonista” o “avversario” (?) non è nella grazia del Dio!! Può voler dire che se è ingiusto dio ti fermerà…

Le guerre di religione sono cominciate come scusa di una brama di potere, oggi nei paesi mussulmani i terroristi jihadisti hanno come primario nemico proprio quei “moderati” che vanno sempre somigliando alla nostra identità occidentale per cui dai massacri cercano di fare regredire una possibilità. D’altra parte sono figli di una diaspora che abbiamo subito anche in questo mondo cristiano tra Cattolici e Protestanti, Ugonotti e calvinisti: “ se sei nella grazia del dio la vita è ricca di beni materiali e spirituali”. La carota dopo il bastone.

Terroristi sono stati anche i combattenti della libertà, sia come ricerca della identità nazionale, sia come riscatto dal giogo dittatoriale. Banditi, briganti i Partigiani ma anche i Silvio Pellico, Crispi, i fratelli Bandiera dell’epopea risorgimentale che allungano la lista dei “martiri” di religiosa memoria.

Oggi che sono finite le ideologie, così van cianciando, i valori della Rivoluzione francese (liberté, egalité, fraternité) non si possono ridurre alla libertà, certo importantissima. Perché se si dimentica l’uguaglianza (anche quella tra uomo e donna) e la fraternità, la libertà si coniuga con l’individualismo e ognuno fa come gli pare in nome del proprio Ego…egoismo.

In un art. pubblicato sul il manifesto scritto da Giuliana Sgrena vado leggendo una affermazione che un “combattente religioso” disse:…«Stavamo combattendo nel Kargil su un ghiacciaio a 4.000 metri, le nostre truppe avevano il morale a terra, allora abbiamo deciso di introdurre gli attacchi suicidi».  E io: «Ma come, i kamikaze per sollevare il morale?!». «Ecco perché non vincerete mai – mi rispose – per noi la vita comincia quando per voi finisce».

E questo ci aiuta a capire che certe persone non hanno alcuna fede, non hanno alcuna speranza perchè sanno fare solamente quello. Uccidere chi considerano il nemico. Non conoscono il perdono, travalicano il dio.

Mentre io ci vedo anche che il vero nemico è proprio dentro di loro. Sono uomini che non riescono più ne’ ad essere contadini, ne’ a fare il falegname, e per cui non hanno in seno alcuna tolleranza, alcuna giustizia, ne’ verso se stessi e neanche verso le loro donne, i loro figli, i loro simili, così che non hanno alcun amore verso il “frutto” del loro dio, che è l’uomo nato per suo volere, per perseguire uno scopo più alto che non uccidersi a vicenda per una menzogna.

Perché se togli la fede, credere in un dio è una colossale menzogna.

m@cwalt – macwalt1@yahoo.it

Sorgente: Dalle crociate al terrorismo isis – m@cwalt – un colpo di remo

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