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Il boss pentito confessa dieci omicidi: «L’inferno per vendicare mio fratello» | Il Mattino

C’è una data che ha cambiato la sua vita e non è quella – abbastanza recente – del suo primo verbale da pentito. No, la data che ricorda come spartiacque è il giorno dell’omicidio del fratello Carmine, nel corso di un regolamento di conti di sapore tribale, all’interno dello stesso gruppo familiare. Eccolo Pasquale Pesce, classe 1975, fino a qualche mese fa boss della periferia occidentale di Napoli, capo di una fetta di potere criminale radicato a Pianura, da condividere però con le famiglie rivali (anche se unite da rapporti di parentela) dei Mele e dei Marfella. Si pente Pasquale Pesce e non è il solo. Proprio negli stessi giorni, ha deciso di percorrere la stessa strada anche un altro ex killer, che – secondo la mappa del crimine locale – appartiene allo schieramento opposto a quello dei Pesce. Due pentiti ed ex rivali di una sanguinaria guerra di camorra: un indiscutibile successo investigativo per il pm Francesco De Falco (da quasi un anno coadiuvato dalla collega Celeste Carrano), sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Filippo Beatrice. Ed è in questo scenario che la scorsa mattinata vengono trovati i resti di una vittima di lupara bianca. Via Vicinale Palminetto, l’uomo fu ucciso circa diciotto mesi fa, sulla sua identità gli inquirenti sono a buon punto, anche se manca la conferma della prova scientifica. Si dovrebbe trattare di Giuseppe Celentano (del 73), un personaggio legato ai Pesce, dal momento che la soffiata giusta dovrebbe essere arrivata dal pentito dei Mele, a loro volta responsabili dell’esecuzione. Condizionale doveroso, data la complessità dell’inchiesta, si scava comunque nei casi di possibile lupara bianca che riconducono l’attenzione allo scacchiere malavitoso della periferia occidentale.

Sorgente: Il boss pentito confessa dieci omicidi: «L’inferno per vendicare mio fratello» | Il Mattino

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