Firenze, 3 agosto 2017 – La Polizia ha arrestato i presunti autori dell’attentato di Capodanno a Firenze nel quale rimase gravemente ferito, perdendo una mano e un occhio, l’artificiere della polizia Mario Vece, di Altopascio (Lucca).

L’attentato avvenne a Firenze la mattina del primo gennaio 2017. Fu provocato da un ordigno infilato tra le maglie della saracinesca della libreria “Il Bargello”, riconosciuta come centro culturale di destra vicina a Casapound.

La deflagrazione colpì in pieno un artificiere della questura di Firenze che si era appena avvicinato (era in giro con una pattuglia che aveva notato l’involucro inserito nella serranda) ed aveva cominciato ad esaminare la bomba. L’ordigno aveva un timer. Nell’attentato l’agente ha perso l’occhio destro e ha subito l’amputazione della mano sinistra.

L’operazione è scattata stamani all’alba tra Firenze, PontassieveRoma e Otranto (Lecce) e ha coinvolto 200 uomini tra polizia e carabinieri, impegnati nel fermo di otto persone, militanti delle compagini anarco-insurrezionaliste di vari gruppi sparsi per l’Italia; il blitz è scattato per il timore di fuga degli indagati.

Già il 31 gennaio c’erano state delle misure emesse dai magistrati che indagano sull’attentato, indagine che poi si è allargata anche alle bombe molotov lanciate lo scorso aprile contro la caserma dei carabinieri di Rovezzano, indagini queste condotte dal comando provinciale dell’Arma e dal Ros. Due dei ricercati hanno cercato riparo sui tetti durante il blitz. Degli otto provvedimenti, sei riguardano Firenze (quattro già eseguiti, gli altri due sono proprio mirati alle persone asserragliate sul tetto), uno Roma e uno Otranto.

Intercettazioni, pedinamenti, analisi dei materiali biologici (in particolare il dna che ha permesso di individuare colui che ha fabbricato l’ordigno) sui luoghi degli attentati: così la Digos e il Servizio centrale antiterrorismo si sono messi sulle tracce degli autori, indagando fin da subito nell’ambiente anarchico. E gli inquirenti ritengono di avere materiale a sufficienza per incriminare cinque persone dell’attentato di capodanno e altre tre delle molotov di Rovezzano.

I reati ipotizzati sono, per l’attentato del primo gennaio, costruzione detenzione e porto in luogo pubblico di un ordigno esplosivo micidiale, tentato omicidio e danneggiamento aggravato; per l’attentato incendiario alla caserma di Rovezzano porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi e danneggiamento aggravato.

Nell’ambito dell’operazione di oggi è stata sequestrata la sede anarchica della Riottosa, al Galluzzo, in un immobile occupato fin dal 2007 e dove il gruppo, anche dopo lo sgombero e sequestro dell’analoga sede di Villa Panico, aveva proseguito le sue attività e riunioni.

LE REAZIONI – “Ampia soddisfazione; è questo il sentimento che pervade il Siulp Fiorentino per la brillante operazione portata a termine stanotte”. E’ il commento di Walter Dell’Arciprete, commissario straordinario del Sindacato lavoratori polizia di Firenze. “Avere assicurato alla giustizia i criminali che la notte del 31 dicembre si sono resi autori materiali del crimine è senz’altro la risposta migliore che la Polizia di Stato poteva dare alla cittadinanza ma anche al collega rimasto ferito nell’esplosione dell’ordigno.

Al termine di una vicenda tanto scabrosa quanto dolorosa il Siulp Fiorentino ritiene dover ringraziare e fare i complimenti a tutti coloro che hanno lavorato attorno alla risoluzione di questo delicato caso”.