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Usa, rivolta dei repubblicani: salta la nuova riforma sanitaria. Trump furioso: “Abolire subito l’Obamacare” – Repubblica.it

repubblica.it – Usa, rivolta dei repubblicani: salta la nuova riforma sanitaria. Trump furioso: “Abolire subito l’Obamacare”. L’opposizione di alcuni membri del Gop al testo proposto al Senato rende impossibile proseguire nel tentativo.

Il promotore della nuova normativa, McConnell,  propone lo stop alla legge vigente per due anni mentre si studia una nuova soluzione. dal nostro inviato ANTONELLO GUERRERA

NEW YORK. Anche l’ultima versione della riforma sanitaria di Trump è clamorosamente collassata. Non ci sono i numeri, fine.

Ed è una catastrofe politica per il presidente statunitense, che da mesi oramai chiede che venga approvata la distruzione dell’Obamacare, “aspettando con la penna in mano nello studio Ovale” per sottoscriverne l’eliminazione.

Ma qui negli Stati Uniti a cadere in pezzi per ora è solo la reputazione di Trump e del partito repubblicano.

Che per la prima volta, dopo mesi di silenziosa osservanza, disobbedisce apertamente a “The Donald”. Aprendo quindi una nuova fase, molto pericolosa, per la sua presidenza.

Il seppellimento della nuova riforma sanitaria di Trump (la prima non era stata neanche votata visti i voti risicati) è stato certificato ieri sera con il no di altri due senatori repubblicani: Mike Lee dello Utah e Jerry Moran del Kansas.

Queste ultime defezioni si sono aggiunte alle due di domenica, quando a mollare la Trumpcare sono stati Susan Collins del Maine e Rand Paul del Kentucky.

E nel frattempo John McCain, l’oppositore interno più duro nei confronti di Trump ma paradossalmente favorevole all’abolizione della riforma di Obama, è ancora ricoverato in ospedale per un problema all’occhio, che pare essere più grave del previsto.

Risultato: su 52 seggi al Senato (su 100 complessivi), i repubblicani avrebbero adesso al massimo 47 voti. Non bastano. E così anche la seconda versione della Trumpcare è finita nel cestino.

Il dramma politico dei repubblicani e del presidente lo si legge tutto nel capo della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, che da mesi ci mette la faccia e cerca, inutilmente, di conciliare le visioni dei repubblicani. Trump vuole a tutti i costi abolire l’Obamacare, anche lui ci ha messo la faccia in campagna elettorale.

E allora, a notte fonda, ecco la mossa della disperazione, annunciata dallo stesso presidente. Buttata la seconda versione della riforma, si vota soltanto l’abolizione della legge di Obama, neutralizzandola per due anni, poi si vedrà che cosa prenderà il suo posto.

Una soluzione brutale, che lascerebbe decine di milioni di persone senza assistenza sanitaria in attesa di un (oramai improbabile) accordo dei repubblicani. “Abolitela e ricominciate da zero”, ha twittato Trump, “i democratici si uniranno a noi”.

Ma questo sarà un altro rischioso azzardo, dettato dal momento complicatissimo. McConnell ha detto che nei prossimi giorni presenterà un nuovo disegno di legge per distruggere l’Obamacare senza avere per ora una riforma al suo posto.

E comunque afferma che ci vorranno almeno due anni per la transizione dalla presente normativa ad una futura, ancora tutta da stilare.

Sarà dura per i repubblicani trovare la quadra. Nel caso di oggi, Moran, uno dei dissidenti, ha giustificato il suo no alla seconda versione della riforma perché aumenterebbe sensibilmente la spesa federale sanitaria. Lee, il secondo repubblicano a opporsi, l’ha bocciata perché in molti passaggi è troppo simile all’Obamacare, per lui eccessivamente regolamentata.

L’ultima versione della riforma oramai defunta, presentata la settimana scorsa da McConnell, era più soft rispetto alla precedente: erano previsti aiuti federali (70 miliardi in più rispetto ai 100 previsti) per tenere bassi i costi assicurativi e, a sorpresa, il mantenimento di due imposte per i redditi oltre 200mila dollari (250mila per le famiglie), che inizialmente i repubblicani volevano eliminare.

Inoltre, le compagnie assicurative avrebbero potuto offrire delle polizze poco costose, ma con una copertura molto limitata, una pratica vietata da Obama.

Sostanzialmente, così sarebbe stato salvato il programma Medicare, l’assistenza per anziani e disabili, ma non il Medicaid, quella per i poveri, escludendo dalla copertura milioni di persone.

Ora sarà durissima per Trump e McConnell. Diversi altri senatori potrebbero seguire i “disobbedienti”. E nel partito repubblicano si rischia il tutti contro tutti. Almeno altri tre senatori del partito di Trump potrebbero opporsi, paradossalmente perché provenienti da stati come Nevada, Ohio, West Virginia e Alaska che hanno beneficiato del Medicaid di Obama (cioè la parte della riforma che copre le cure per i poveri).

Insomma, la falla tra i repubblicani si è ufficialmente aperta. E l’acqua che verrà giù potrebbe travolgere tutto, anche Donald Trump. O perlomeno la sua credibilità.

Sorgente: Usa, rivolta dei repubblicani: salta la nuova riforma sanitaria. Trump furioso: “Abolire subito l’Obamacare” – Repubblica.it

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