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 Una visione alternativa degli effetti dell’anidride carbonica sull’organismo

Penso che quasi nessuno attribuirebbe, e di fatto attribuisca, all’anidride carbonica il ruolo di ormone. Affermare poi che l’anidride carbonica sia il principale ormone del corpo potrebbe apparire perfino blasfemo.

Generalmente si ha una percezione dell’anidride carbonica come qualcosa in opposizione all’ossigeno, con l’ossigeno che impersona il Bene mentre l’anidride carbonica impersona il Male. Ovvero l’idea dominante è quella dell’ossigeno come fonte di vita mentre l’anidride carbonica altro non sarebbe che un prodotto di scarto nocivo da eliminare dall’organismo.

In realtà la CO2 è prodotta da ogni tessuto ed esercita un influenza su pressoché tutti gli organi del corpo e come ormone esercita almeno tre funzioni sull’organismo (Y. Henderson, “Carbon Dioxide,” Cyclopedia of Medicine):

– È il principale fattore nel bilanciamento acido base del sangue

– Esercita un controllo sulla respirazione

– Esercita un’influenza tonica essenziale sul cuore e sulla circolazione periferica.

Esiste un meccanismo chiamato effetto Bohr, perfettamente studiato, che descrive come la presenza di CO2 disloca l’ossigeno dall’emoglobina. Io lo descriverei in questo modo: la poca affinità dell’anidride carbonica con l’ossigeno fa in modo che la presenza della CO2 favorisca il rilascio dell’ossigeno legato all’emoglobina. Ciò significa che è proprio la presenza della CO2 nel sangue che permette all’ossigeno di diffondere verso i tessuti. Significa anche che una diminuzione troppo drastica della CO2 nel sangue porta di fatto alla morte. Per esempio oggi è ampiamente riconosciuta la nocività dell’iperventilazione che porta ad una drastica riduzione della CO2. L’iperventilazione può essere indotta anche involontariamente da vari fattori fra cui un forte stress e può portare anche alla morte (un modo utilizzato per invertire il processo di perdita di CO2 è quello di ricorrere ad un sacchetto di carta respirando all’interno per un qualche tempo, reimmettendo in questo modo la CO2 espulsa).

Se si confrontano le percentuali di ossigeno e anidride carbonica presenti nell’aria rispetto a quelle presenti nelle nostre cellule si riscontra notevoli differenze. Per esempio nell’aria la concentrazione di ossigeno è pari a circa al 21% e quella della CO2 è molto bassa, intorno allo 0,038%. Ma se guardiamo la concentrazione di questi gas nelle nostre cellule scopriamo che di ossigeno ce n’è solo il 13% mentre la CO2 ottimale sale a ben il 6,5%.

Partendo da queste considerazioni, possiamo osservare alcuni fenomeni in natura e comprendere che non sono affatto casuali ma determinano spesso la differenza fra uno stato di salute ed uno di malessere.

Ad esempio, uno degli effetti principali degli ormoni tiroidei è quello di innalzare il metabolismo, il quale a sua volta induce un innalzamento dei livelli di CO2 circolanti nell’organismo.

Il disaccoppiamento mitocondriale è un fenomeno per cui, in presenza di mitocondri meno efficienti nel produrre energia, vi è tuttavia una maggiore produzione di CO2 e una minor quantità di radicali liberi. Animali con mitocondri ‘disaccoppiati’ vivono più a lungo di animali con mitocondri più efficienti.

Nell’antica Cina i Taoisti si preoccupavano di metodi per allungare la vita. Fra questi metodi c’era la pratica della respirazione controllata, esercitata in particolare nelle prime ore della mattina quando i livelli di stress sono più elevati. E’ possibile immaginare che questa tecnica porti all’innalzamento dei valori di CO2 attraverso meccanismi di ipoventilazione.

La vita intra uterina è caratterizzata da alti livelli di anidride carbonica e bassi livelli di ossigeno. Queste condizioni servono verosimilmente a ‘riprogrammare’ le cellule al fine di rimuovere gli effetti negativi accumulati dall’età e dallo stress consentendo altresì di massimizzare lo sviluppo potenziale del nascituro (Raymond Peat).

La talpa senza pelo (eterocefalo glabro), vive sotto terra in tane che vengono tenute chiuse. Qui la percentuale di anidride carbonica varia fra lo 0,2% e il 5% e, udite udite, è in grado di vivere fino a 30 anni ovvero circa 10 volte più di un topo della stessa dimensione. Fra l’altro non si hanno evidenza di casi di cancro in questo animale.

Per molto tempo, nel 19o secolo alle fonti ricche di acque carbonate vennero attribuiti poteri terapeutici. Chiaramente, la medicina ‘ufficiale’ si premurò di tacciare questi metodi naturali come ridicoli e privi di valore.

Chi fosse interessato ad approfondire le tecniche terapeutiche della respirazione controllata può facilmente reperire in rete molte informazioni relative a un metodo, messo a punto dal dottor Buteyko, da cui prende il nome anche la tecnica terapeutica. Il suo metodo fu ufficialmente riconosciuto nell’ex Unione Sovietica non solo per malattie di tipo respiratorio ma anche per tutta una serie di altre patologie.

Riferimenti scientifici:

Protective CO2 and aging http://raypeat.com/articles/articles/co2.shtml

Lactate vs. CO2 in wounds, sickness, and aging; the other approach to cancer http://raypeat.com/articles/articles/lactate.shtml

Genes, Carbon Dioxide and Adaptation

http://raypeat.com/articles/articles/genes-carbon-dioxide-adaptation.shtml

Regeneration and degeneration: Types of inflammation change with aging

(http://raypeat.com/articles/articles/regeneration-degeneration.shtml )

Riferimenti al metodo Buteyko: 1, 2, 3

Sorgente: Luogocomune – Una visione alternativa degli effetti dell’anidride carbonica sull’organismo

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