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Trent’anni dall’alluvione in Valtellina, i racconti di chi visse l’incubo – milano.corriere.it

milano.corriere.it/ – la ricorrenza 1987-2017 – Trent’anni dall’alluvione in Valtellina, i racconti di chi visse l’incubo.

Il 18 luglio del 1987 una massa d’acqua e di detriti si abbatté sulla provincia di Sondrio. Il bilancio finale della tragedia fu di 53 vittime e danni per 4.000 miliardi di lire

Un’enorme massa d’acqua e detriti che tagliarono in due la vallata portando con sé i corpi di decine di vittime. Chi c’era racconta, ma lo fa con il pudore di chi avrà un incubo da dimenticare. «Ero un vigile del fuoco ausiliario, avevo 24 anni.

Le immagini

Ho ancora impressa negli occhi la violenza del fiume Adda, i visi delle persone intrappolate nelle auto bloccate lungo la statale 38. I bambini strappati dagli abitacoli invasi dall’acqua».

La voce di Martino Zecca trema ancora, mentre il ricordo diventa un’istantanea di quei drammatici giorni.

Il 18 luglio del 1987 la Valtellina, dopo giorni di piogge sferzanti, contò le sue prime e numerose vittime. Alle 17.30 a Tartano un muro di fango si abbatté sul condominio «La Quiete», tranciandolo i due. Sommerse la strada sottostante e l’albergo Gran Baita, dove persero la vita 12 turisti.

«Nel piano interrato c’era una discoteca. Credo che le persone si fossero rifugiate lì. Quando riuscii a raggiungere il luogo, il giorno dopo, c’era solo distruzione», racconta Fulvio Tarabini, all’epoca pompiere volontario.

Sorgente: Corriere della Sera

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