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Parte da Mezzago la battaglia contro haters e fake news – milano.corriere.it

milano.corriere.it – Parte da Mezzago la battaglia contro haters e fake news. Selene Biffi e la piattaforma Loudemy: «Un software che intercetta insulti e notizie false. Capace di rispondere in tempo reale con parole distensive»  di Olivia Manola

Una via gentile contro le fake news e l’odio sul web. Niente segnalazioni, ban o denunce alla polizia postale. Niente maniere forti per bloccare chi diffonde sui social network notizie infondate e hate speech sui temi più caldi come l’immigrazione, la religione, i vaccini, i diritti delle donne o i cambiamenti climatici.

L’antidoto all’intolleranza e alla disinformazione che viaggiano liberamente su Facebook e gli altri social è la tecnologia stessa che li ha generati. Unita ad una dose massiccia di informazione autentica e certificata.

Immaginate un robot intelligente, collegato al proprio account Facebook, Twitter o Youtube, capace non soltanto di intercettare insulti, parole d’odio, discorsi discriminatori o palesemente infondati, ma anche di rispondere in tempo reale per stemperare i toni e di argomentare con dati e informazioni provenienti da fonti autorevoli, dall’Onu alla Nasa, dall’Organizzazione mondiale della Sanità all’Istat.

Questa è l’intuizione alla base di Loudemy (loudemy.com), la piattaforma di chatbot intelligenti (così si chiamano i programmi che simulano una conversazione tra robot ed essere umano, ndr) nata per trasformare ogni conversazione online in un’opportunità di dialogo, informazione e, nelle speranze della sua creatrice, cambiamento sociale.

Il simbolo della piattaforma informatica è un megafono che rilancia le buone, e vere, notizie e combatte post dopo post la disinformazione che avvelena il web. Un esercito di robot etici contro la macchina del fango che per 30 dollari permette ormai di acquistare e diffondere in rete una notizia falsa o un articolo completamente inventato, creando anche migliaia di falsi profili che li rilancino.

 L’idea è di una giovane imprenditrice sociale di Mezzago, Selene Biffi. «In genere gli chatbot vengono utilizzati a supporto del servizio clienti online, per prenotare viaggi, chiedere informazioni meteorologiche o ricevere notizie.
Ma credo possano fare molto di più, specialmente in un clima come quello attuale», spiega Selene che ha 35 anni. Biffi ha iniziato a collaborare con l’Onu dopo la laurea e ha creato la sua prima startup sociale a 22 anni.
L’idea di Loudemy è nata nel luglio 2016 in Afghanistan, dopo l’attentato kamikaze di Kabul, rivendicato dall’Isis, in cui 80 persone furono uccise e ne rimasero ferite oltre 200. «In quei giorni terribili ho trascorso ore sui social network nel tentativo di rispondere ai commenti carichi di odio e di fake news su quanto era accaduto. Volevo spiegare la complessità della situazione afghana, le condizioni in cui viveva la popolazione.
Un’illusione: impossibile gestire tanta disinformazione alimentata da centinaia di post pieni di bufale. Allora ho capito che l’efficienza di un software avrebbe potuto aiutarmi», spiega l’imprenditrice che ora si trova a Mogadiscio per formare nuovi imprenditori sociali per conto delle Nazioni Unite.

Basta registrarsi sulla piattaforma, che è gratuita per gli utenti individuali, selezionare le aree di interesse ed associare i propri account social. A quel punto, grazie ad un algoritmo, l’assistente virtuale sarà in grado di intercettare le fake news elaborando un’analisi del testo e delle intenzioni di chi scrive.

Infine, posterà da quegli stessi account commenti, notizie e dati provenienti da fonti reali, compresi video, foto e file audio, in grado di smontare qualsiasi bufala del web.

Un bombardamento di notizie autentiche che, a dire il vero in una prospettiva che dà un po’ di vertigini, potrà continuare anche quando il titolare dell’account non è davanti allo schermo del pc o del telefonino.

Sorgente: Parte da Mezzago la battaglia contro haters e fake news – Corriere.it

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