Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Migranti, a Tallinn fronte unito dietro alla Germania: “No ad apertura altri porti Ue” – Repubblica.it

Il vertice informale dei ministri dell’Interno, su cui l’Italia ripone molte speranze per dare nuovo impulso alla suddivisione degli sforzi

nell’emergenza. Ma trovare soluzioni concrete sarà difficile

dal nostro inviato FABIO TONACCI

TALLINN – Se il senso di questo vertice informale a Tallinn era quello di capire chi appoggia chi, e su cosa, per l’Italia le cose non sono andate benissimo anche se resta la soddisfazione per i primi passi in avanti espressi dal ministro all’Interno Marco Minniti. Il punto più caldo della discussione, su cui Minniti aveva cercato sponde in Europa, è cioé quello della “regionalizzazione” del soccorso  – termine burocratico con cui si intende l’apertura dei porti della costa meridionale europea alle navi che recuperano migranti nel Mediterraneo – è stato rimandato. Agli espliciti no di Francia e Spagna comunicati nei giorni scorsi (“i nostri porti sono già sotto pressione”), se ne sono aggiunti altri. Secondo Minniti, il passo avanti è stato fatto sull’approvazione del codice di comportamento per le Ong. Inoltre, sono stati decisi i nuovi finanziamenti a sostegno della Guardia Costiera libica ed è stata riaffermata la necessità di elaborare una nuova politica europea sui rimpatri. “Il vertice – sostiene il ministro dell’Interno – è comunque andato secondo le aspettative. L’agenda era stata disegnata dall’incontro di Parigi e dalla stessa Commissione europea”.

Arrivando al vertice, il ministro tedesco Thomas de Maiziere aveva dichiarato subito: “Non sosteniamo la cosiddetta regionalizzazione delle operazioni di salvataggio”. Lo stesso ha fatto anche il ministro belga per l’Asilo e politica migratoria Theo Francken: “Non credo che apriremo i nostri porti”. E il padrone di casa estone Sven Milkse ha ribadito che sulla questione “non è possibile forzare nessuno”.

Un atteggiamento di chiusura che non ha sorpreso la delegazione italiana, visto che è la linea tenuta in tutti questi anni dai partner Ue. Tant’è che il Viminale ha un’altra carta da giocare nel breve futuro: la richiesta di rimodulare il mandato dell’operazione Triton per indurli a condividere il peso e la responsabilità delle vite salvate consentendo gli sbarchi su porti europei.

Favorire la discussione sulle proposte italiane in sede di Frontex è del resto uno dei punti dell’Action Plan adottato dalla Commissione europea alcuni giorni fa. E però anche questa si sta rivelando una strada in salita, perché lo stesso commissario Ue per l’immigrazione Dimitris Avramopoulos si è detto un po’ a sorpresa contrario: “Triton ha già un mandato ben definito, si tratta di migliorare l’attuazione di quanto già deciso”. Affermazione che i suoi addetti stampa stanno cercando di rettificare e che va in senso contrare alle aperture per l’Italia.

Altro punto su cui si stanno confrontando al tavolo di Tallinn è quello della ricollocazione dei rifugiati riconosciuti in Italia e in Grecia, come vorrebbe il piano Jucker varato due anni fa ma che stenta ad entrare a regime. Qui l’alleato migliore per il nostro Paese è la Germania, ma ci scontriamo con i quattro del Gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca) ostili a fare qualsivoglia concessione sulla redistribuzione dei migranti. Il ministro Minniti, però, pretende impegni concreti che superino i generici appelli ad “accelerare la ricollocazione a vantaggio dell’Italia”.

Qualche passo avanti, ancorché timido, ci dovrebbe essere: intanto dovrebbe essere avallato politicamente, con l’accordo dei ministri dei ventisette, l’Action Plan della Commissione. E poi c’è la constatazione che sulla crisi migratoria gli Stati membri, divisi e incapaci di solidarietà vera nei confronti dell’Italia, sono almeno uniti e sempre più convinti sulla strategia esterna per affrontare il fenomeno e ridurre i flussi: con iniziative come il training e il rafforzamento della guardia costiera libica, gli accordi di cooperazione e di riammissione con i paesi di origine e di transito, gli incentivi a Tunisia e Libia per convincerli a creare delle proprie zone di ricerca e soccorso in mare.

IL LIVETWEET DEL NOSTRO INVIATO

IN DIRETTA

Sorgente: Migranti, a Tallinn fronte unito dietro alla Germania: “No ad apertura altri porti Ue” – Repubblica.it

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

.