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Merkel tiene a galla il G20, ma sul clima cede a Trump – La Stampa

La cancelliera incassa anche l’intesa sul commercio. Ma il documento finale è fragile. E le concessioni agli Usa sui combustibili fossili e i black bloc ne offuscano l’immagine

«La sua leadership è assolutamente incredibile. La Cancelliera ha fatto davvero un lavoro formidabile. È una donna straordinaria». Sono le testuali parole con le quali ieri, al termine del travagliato G20 di Amburgo, Donald Trump ha voluto lodare la padrona di casa e madrina del vertice. Non solo strette di mano e convenevoli insomma, ma complimenti sinceri quanto inaspettati dalla bocca di un presidente degli Stati Uniti che in campagna elettorale aveva ancora definito Angela Merkel come una «catastrofe che porterà alla rovina della Germania».

 

Fra le due dichiarazioni sono passati appena una manciata di mesi, ma sono state soprattutto le ultime ore trascorse assieme all’interno della fortezza del G20 blindato da 20 mila agenti in tenuta anti sommossa e assediato da agguerriti militanti no global, a rompere il ghiaccio fra i due grandi leader mondiali. Forse è ancora troppo presto per decretare l’inizio di una nuova era intitolata con l’improbabile motto «Merkel First».

 

La Cancelliera tedesca è troppo modesta e realista per dipingere il documento finale del «suo» vertice con sfumature trionfalistiche. Lei preferisce esprimere una circostanziata «soddisfazione» per quanto raggiunto attorno al tavolo dei negoziati in materia di sostegno agli investimenti per lo sviluppo economico in Africa e agli incentivi per le imprenditrici locali, di regolamentazione dei mercati finanziari, di una più coordinata lotta al terrorismo internazionale e per i progressi raggiunti sul fronte della crisi in Ucraina. Ed è un suo grande merito quello di essere riuscita a porre fine in parte all’autoisolazionismo di Trump e a creare le basi per la ritessitura delle sue relazioni (e responsabilità) a livello internazionale.

 

Meno brillante appare invece il compromesso raggiunto in tema di libero scambio e il nulla di fatto sul clima, i due temi bandiera della presidenza tedesca del G20. Se il vertice di Amburgo avesse dovuto servirle come rampa di lancio per la fase calda della campagna elettorale in vista del 24 settembre, lo sforzo non è valso la candela. Anche per una cancelliera che ha imposto la fuoriuscita dal nucleare a favore delle rinnovabili, convertire Trump agli ideali del rispetto ambientale sarebbe stata un’impresa ardua. Ma permettere al presidente Usa di aiutare altri Paesi a sfruttare le fonti energetiche fossili in modo «più efficace e meno inquinante» rappresenta per molti osservatori in Germania una concessione imperdonabile.

 

Le immagini che rimarranno impresse della due giorni di Amburgo saranno quelle delle barricate in fiamme nel quartiere di St. Pauli, delle vetrine infrante nel vicino Schanzenviertel, delle forze dell’ordine rassegnate che in molti frangenti hanno perso il controllo della situazione costringendo persino la first lady Melania Trump a trincerarsi nella sua residenza. E se c’è una cosa che i tedeschi non sopportano, allora è proprio la perdita del controllo, il caos e l’anarchia. E così, a vertice concluso, in Germania già esplodono le polemiche. Il centro sinistra accusa la Cancelliera per aver scelto di svolgere il summit nel mezzo di una metropoli di due milioni di abitanti e di averla trasformata in una fortezza blindata. Il centro destra invece accusa il sindaco socialdemocratico della città di non essere riuscito a garantire uno svolgimento pacifico e civile del vertice mettendo a repentaglio l’incolumità delle forze dell’ordine e dei cittadini.

Sorgente: Merkel tiene a galla il G20, ma sul clima cede a Trump – La Stampa

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