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Leonardo Fibonacci: quando i numeri diventano arte – artspecialday.com

artspecialday.com – Leonardo Fibonacci: quando i numeri diventano arte. – Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

Leonardo Fibonacci (o Pisano, Pisa, 1170 ca.-ivi 1235) è stato uno dei più importanti matematici italiani, sia per l’introduzione nel Bel Paese della numerazione araba (che andò via via sostituendo il sistema romano e greco), ma anche per la celebre successione di Fibonacci (o sezione aurea), in cui ogni termine, a parte i primi due, è la somma dei due che lo precedono. 

Grazie a un’ eccellente opera di divulgazione a livello storico, artistico e cinematografico, Leonardo Fibonacci esce dal freddo mondo dei numeri per entrare nel mondo delle arti. Vediamo come.

l docente di matematica di Stanford, Steve Devlin, ha scritto quest’anno un libro che vuole indicare la stella polare nella riscoperta del matematico pisano: Finding Fibonacci: The Quest to Rediscover The Mathematical Genius Who Changed the World.

Sintetizza Devlin che Fibonacci è riuscito a rivoluzionare il mondo  al suo Liber Abbaci (1202), grazie al quale fu introdotto il sistema numerico arabo in Europa, con l’aggiunta di una cifra fondamentale, lo zero:

Novem figure indorum he sunt 9 8 7 6 5 4 3 2 1. Cum his itaque novem figuris, et cum hoc signo 0, quod arabice zephirum appellatur, scribitur quilibet numerus, ut inferius demonstratur.

Queste sono le nove cifre degli indiani: 9 8 7 6 5 4 3 2 1. Dunque con queste nove figure e con il segno 0, che in arabo si chiama zephiro, si scrive qualsiasi numero, come sarà dimostrato in seguito.
(traduzione mia)

Quello zephiro (dall’arabo sifr, “cifra”) diventerà zevero e infine zero. È opportuno evidenziare questa scoperta, perché Leonardo Fibonacci iniziò una vera e propria rivoluzione scientifica durante un’epoca convenzionalmente definita come “secoli oscuri”; forse è opportuno riflettere su cosa sia stato il Medioevo in Italia e in Europa.

La serie di Fibonacci ha ispirato uno dei più importanti artisti italiani, Mario Merz. L’esponente di spicco dell’arte povera, quella corrente che, facendo ricorso a materiali semplici come legno, ferro, terra e scarti, rivoluzionò la concezione stessa di produrre arte dopo le avanguardie dei primi del Novecento, trasformò i numeri della serie del matematico pisano in numeri al neon e li espose in diversi parti e luoghi nel mondo.

Nel 1971 li posiziona lungo la spirale del Guggenheim Museum di New York, nel 1984 sulla Mole Antonelliana di Torino, nel 1990 sulla Manica Lunga del Castello di Rivoli, nel 1994 sulla ciminiera della compagnia elettrica Turku Energia a Turku, in Finlandia, e sul soffitto della stazione metropolitana Vanvitelli, a Napoli, con forma a spirale.

Sintetizza Merz che la sezione aurea rappresenta l’energia insita nella materia. L’artista, nel 1972, combinò fotografia e matematica nella sua rappresentazione al neon e all’argon dei numeri del Fibonacci; al di sotto delle cifre si trovano delle foto popolate dall’esatto numero di persone delle cifre soprastanti. 

Anche la settima arte si è dedicata a Leonardo Fibonacci. Nel 2004 esce il film girato interamente in digitale Dopo mezzanotte, con Giogio Pasotti e Francesca Inaudi. Il regista, Davide Ferrario, ammette di essere sempre stato affascinato dalla serie di Fibonacci, per le sue arcane e misteriose interpretazioni, così come lo è Martino (interpretato da Giorgio Pasotti), custode del Museo del Cinema a Torino.

Merz e Fibonacci

Leonardo Fibonacci rende dunque possibile un (inaspettato) incontro tra il mondo umanistico e le scienze, cosa che non dovrebbe essere impossibile, ma che invece purtroppo lo è nel 2017.

È tuttavia opportuno concludere queste riflessioni con alcune osservazioni: mi è capitato di leggere l’orrore dell’italiano medio terrorizzato dalla presunta “invasione” dei migranti, responsabili della diffusione dei numeri arabi (!!); sarebbe il caso che la scuola si impegnasse a dare contezza ai discenti che le cifre cosiddette arabo-indiane discendono dall’opera indefessa dell’italianissimo Fibonacci.

Inoltre mi piacerebbe (e lo dice un laureato in letteratura inglese) una biografia sul matematico pisano, se non la traduzione stessa del libro di Devlin. Spero che non rimangano pii desideri.

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

Sorgente: Leonardo Fibonacci: quando i numeri diventano arte

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