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Emmanuel Macron, capricci, vanità e forzature di un presidente bonapartista – huffingtonpost.it

huffingtonpost.it – Emmanuel Macron, capricci, vanità e forzature di un presidente bonapartista. Le Camere riunite a Versailles, il discorso alla Bastiglia, il pieno delle poltrone, la foto ufficiale piena di simboli. E nessuna conferenza stampa: “Il suo pensiero è troppo complesso”.

A Parigi temono di assistere al ritorno del potere personale. È lo stile di esercizio del potere di Emmanuel Macron a far discutere. Il nuovo presidente è appena stato eletto, ma i primi segnali sono di forte discontinuità con il passato recente e di inquietante analogia con il passato che fu.

Il leader di En Marche! si sta prendendo tutto: il pieno di posti in Parlamento è stato assicurato dal trionfo elettorale (e soprattutto dalla legge elettorale francese), ma lui sta occupando anche posti che, solitamente, per prassi istituzionale, sono riservati alle opposizioni.

Gli Stati Generali riuniti a Versailles, il discorso alla Bastiglia, la foto ufficiale ricca di simbologie, la rinuncia alla conferenza stampa per non far scontrare il suo pensiero “troppo complesso” con la routine del domanda e risposta.

Le critiche coprono l’intero arco costituzionale, come si legge oggi sulla Repubblica. “Siamo in piena deriva assolutista” dice Pierre Laurent, segretario generale del Partito comunista. “Non ci faremo intimidire da un presidente con tendenze egemoniche”, aggiunge Bruno Retaillou, capogruppo dei Repubblicani in Senato. Olivier Fauré, presidente dei socialisti all’assemblea, osserva che “l’Eliseo sta rinnovando una delle tradizioni più arcaiche della Repubblica: il ritorno del potere personale”.

Ha fatto molto discutere, anche fra i costituzionalisti, la convocazione solenne del Congresso a camere riunite per lunedì alla Reggia di Versailles, con la diretta tv del programma del suo mandato presidenziale.

Una scelta anomala perché l’ultima convocazione congiunta di Assemblea e Senato, per dire, risale all’emergenza dopo il Bataclan.

Non solo, ma Macron ruba la scena tradizionalmente riservata al capo del Governo, quell’Edouard Philippe che parlerà il giorno dopo.

Inoltre, l’opposizione si è vista spogliata dei suoi incarichi “di garanzia”, quelli che per prassi spettano agli sconfitti delle urne. Un questore e due vice-presidenze – dice il galateo non scritto – spettano alle opposizioni. Ma non è andata proprio così.

Anche il rappresentante dell’opposizione in aula è un “macroniano” dell’ultima ora, quel Thierry Solère, ex Repubblicano nominato con i voti decisivi di En Marche! che ha fondato subito dopo le elezioni il gruppo dei “costruttivi”, pronti a soccorrere una maggioranza già corposa.

Ed ancora, il 14 luglio la festa della Repubblica verrà celebrata – alla presenza di Donald Trump, ospite d’eccezione a cui mostrare la grandeur francese – ma non sarà accompagnata dalla tradizionale conferenza stampa, che è stata cancellata con una motivazione alquanto fantasiosa. “Ci siamo interrogati se farla o meno.

Ma poi abbiamo deciso di affidare il messaggio del presidente alla forma più solenne del discorso” hanno spiegato i responsabili della comunicazione di Macron, “il suo pensiero è troppo complesso e non si presta al gioco domande-risposte dei giornalisti”.

Infine, la fotografia ufficiale. Un manifesto del macronismo: finestra aperta, simbolo di “aria nuova” all’Eliseo e di massima trasparenza. I simboli del passato sulla scrivania, dalle memorie di guerra di De Gaulle alla statuetta con il galletto francese. I simboli della modernità, con due smartphone in bella vista.

E poi la bandiera europea, un grande orologio d’oro, nessun dossier sul tavolo, a significare capacità di azione e reazione senza freni della quotidianità.

La posa, con le mani che afferrano con forza la scrivania, a testimoniare la forza nell’esercizio del suo potere.

Sorgente: Emmanuel Macron, capricci, vanità e forzature di un presidente bonapartista

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