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Dall’Atac alla fronda interna, fine luglio agitato per la Raggi: “Chi polemizza è fuori” – romatoday.it

romatoday.it – Dall’Atac alla fronda interna, fine luglio agitato per la Raggi: “Chi polemizza è fuori”La sindaca, con un post su facebook, prova a placare le bufere di questi giorni. Sull’azienda dei trasporti però nessun dettaglio sul piano per rimetterla in sesto – Matteo Scarlino

I problemi per l’amministrazione Cinque Stelle non vengono mai da soli. Uno dopo l’altro, in un unico momento, si concentrano nodi irrisolti che esplodono disegnando crisi apparentemente senza ritorno. E’ successo a settembre 2016 quando in 24 ore si sommarono ben cinque dimissioni.
 
Successe a dicembre 2016 quando fu arrestato Raffaele Marra e dai parlamentari partì un processo a Virginia Raggi. Successe a febbraio quando la sindaca finì indagata per la vicenda delle nomine. Questo caldo fine luglio è uno di quei momenti di bufera, forse il più duro.
Già perché i nodi sono il frutto non di bagarre interne o guerre intestine, ma di decisioni non prese e di critiche che vengono da uomini della sindaca.Così risolta, per il momento, la crisi idrica grazie all’intervento della Regione, ecco la bufera Atac con l’addio al veleno del direttore generale Rota, con i conti disastrati e con l’ora delle decisioni irrevocabili ormai giunta.

Non basta? Ecco la fronda interna ufficializzata dalle dichiarazioni dell’assessore Andrea Mazzillo, uno da sempre raccontato come un fedelissimo della sindaca, ma che ieri ha aperto ufficialmente quel che tutti sapevano.

Tra gli eletti pentastellati c’è più di un mal di pancia per scelte (e uomini) calati sempre dall’alto, da realtà lontanissime da Roma e dal Movimento Cinque Stelle romano.

E in un clima del genere trovano spazio anche le uscite di Matteo Renzi che parla di “Cinque stelle che in Atac raccomandano amici”.

Lei, Virginia Raggi, ha taciuto tutto il giorno, poi in serata ha dettato la linea che, dicono i ben informati, non è la sua ma quella della Casaleggio.

Atac: l’addio di Rota, le “raccomandazioni” e la querela a Renzi 

Il problema numero uno è Atac. Il direttore generale Bruno Rota se ne è andato e non in silenzio. Due le questioni, una serissima e l’altra che promette strascichi giudiziari. “L’azienda non potrà pagare gli stipendi”, ha fatto intendere Rota. Il debito è pesante e la politica è chiamata a decidere.

Come risponde la sindaca? “Adesso andremo avanti con Atac per garantire alla città un sistema di trasporti degno di una capitale europea. Sarà dura, ma ce la faremo. Stateci vicino”.

Piani concreti non vengono evocati. Si parla, dietro le quinte, del concordato preventivo. Una soluzione a cui il Movimento si sarebbe piegato. Di ufficiale però non c’è nulla.

L’altra materia riguarda l’uscita di Rota a commento di un post di Stefano, le presunte richieste di favori per amici e alle “pressioni” per prendere in considerazione una società di bigliettazione.

Sulla questione le opposizioni hanno annunciato un esposto in Procura. Il diretto interessato, il consigliere Stefano, ha spiegato e chiesto che Rota si scusi. La sindaca ieri sera ha aggiunto:

“Nessuno del MoVimento 5 Stelle ha mai fatto raccomandazioni per amici, amici degli amici o parenti. Stefàno si è sentito diffamato dalle affermazioni di Rota, riprese poi dal Pd, e lo ha querelato.

L’unico messaggio che Stefàno ci ha detto di aver mandato all’ex Dg riguarda la segnalazione di una azienda di bigliettazione con tecnologie innovative.

Nient’altro, e per la massima trasparenza lo pubblicherà sulla sua pagina Facebook. Se a qualcuno risultano altre circostanze come raccomandazioni, pressioni o richieste gradiremmo che fossero pubblicate immediatamente per poter prendere immediati provvedimenti. Qui non facciamo sconti a nessuno”.

Un virgolettato dalla sua pagina facebook che dice più cose. Partiranno querele contro Rota. A Stefàno sono sono state fatte domande ed a sua volta il consigliere ha risposto ammettendo un messaggio di “segnalazione di una azienda di bigliettazione con tecnologie innovative”.

Di più: per prendere distanze da eventuali altre rivelazioni su Stefàno o chi al suo posto, la sindaca chiede la delazione “perché non si fanno sconti a nessuno”. In pratica una mezza ammissione e un neanche troppo nascosto “fidarsi è bene non fidarsi è meglio.

Rota a stretto giro commenta ad Askanews:

“Ma vi rendete conto? Stefano ammette di aver segnalato un’azienda?!! Gli va chiesto subito: lui li ha incontrati? Dove? Questa azienda ha qualcosa da vendere ad Atac? I Cinquestelle ritengono normale che un consigliere comunale incontri fornitori di aziende comunali? Che facciano segnalazioni al riguardo? Quindi io ho detto la verità. E non poteva che essere così, perché non dico cose che non posso provare”.

E nel pasticcio Atac si insinua anche Renzi che attacca: “Nell’azienda dei trasporti di Roma i grillini, che dovevano fare la rivoluzione, invece fanno come gli altri, anzi peggio: raccomandando gli amici degli amici.

Noi non prendiamo lezioni di moralità da quelli che hanno due morali”. La sindaca Raggi ne ha anche e soprattutto per lui: “Se il segretario del Pd ci diffama è un’altra storia: Renzi sarà querelato e dovrà rendere conto delle sue parole”.

La fronda interna al Movimento Cinque Stelle 

“Francamente non si capisce perché si senta il bisogno di affidare certi incarichi delicati a persone che non conoscono Roma, come se in questa città non fossero reperibili determinate competenze”.

Parole di Renzi? Parole di un consigliere d’opposizione in Comune? Dell’odiata Lombardi? No, del fido Andrea Mazzilo che ieri ha affidato a Sergio Rizzo di Repubblica l’ufficializzazione della fronda interna. Il concetto, la richiesta, è quella di rimettere al centro il M5s e Roma.

Un mal di pancia quello del responsabile del bilancio che nasconde l’insoddisfazione per la gestione del dossier partecipate. L’ufficializzazione dello scontro con Colomban, uomo di Casaleggio, che a settembre lascerà l’incarico. Ecco perché i pugni sul tavolo di Mazzillo suonano più come una richiesta di considerazione per l’ormai prossimo rimpasto.

L’addio al veleno di Rota ad Atac: “Questi sono dei delinquenti

“Le decisioni sono adottate centralmente, senza alcun confronto con l’assemblea che spesso e volentieri viene tenuta all’oscuro. Molti assessori non hanno alcun rapporto con gli eletti” ha detto anche. Tradotto: uomini e decisioni devono essere prese a Roma.

Un’uscita che ha fatto infuriare la Raggi, ma soprattutto Grillo e Casaleggio. Ecco perché se le parole di Mazzillo sono state dure, ancora più dura è stata la risposta della sindaca

“Stiamo tutti lavorando per questa città, dal sindaco fino al consigliere municipale. A tutti i componenti della mia squadra di consiglieri e di giunta dico infatti di non distrarsi dal lavoro alimentando sterili polemiche. Chi preferisce polemizzare si mette da solo fuori dalla squadra”

E Mazzillo oggi torna a parlare sul Sole 24 ore: “Io sostengo pienamente l’operato della sindaca. La mia è una proposta costruttiva”. L’assessore al bilancio ritiene “improcastinabile l’Agenda per Roma, il piano da 1,8 miliardi richiesto al Governo”.

Nel contempo si dice preoccupato per Atac: “Se oggi la società fallisce anche il Comune ha serie difficoltà e rischia il dissesto”. Quindi afferma di “non poter più sottovalutare che Atac non ha un piano industrale”. E proprio di questo piano, nonché di manager che non si dimettano dopo pochi mesi, ha bisogno l’azienda.

Sorgente: Dall’Atac alla fronda interna, fine luglio agitato per la Raggi: “Chi polemizza è fuori”

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