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Calabria, Marcianò: “Appalti arbitrari e imputati per mafia in comune. Io cacciata da Falcomatà perché ho denunciato” – Il Fatto Quotidiano

Dopo 48 ore di silenzio lo sfogo dell’ex assessora alla Legalità di Reggio Calabria arriva con un lunghissimo post su facebook: “Il sindaco aspirava al mio ruolo nel Pd. La sua è una stolta ripicca. Nel 2016 denunciai illegalità, lui mi disse: Vattene'”

Una resa dei conti in piena regola. Dopo 48 ore di silenzio Angela Marcianò sceglie facebook per rispondere a Giuseppe Falcomatà. Un post lunghissimo con il quale l’ormai ex assessore comunale replica punto su punto al sindaco di Reggio Calabria, che, pochi giorni fa, le ha revocato le deleghe alla legalità e ai lavori pubblici. Dopo aver incassato il sostegno di Lorenzo Guerini, con cui si incontrerà giovedì a Roma, Marcianò fa il bilancio di quasi tre anni trascorsi in giunta. Impegno finito perché, secondo quanto dichiarato da Falcomatà in un’intervista allaGazzetta del Sud, l’ex assessore “non ha mai fatto squadra”.

Una giustificazione che la Marcianò non accetta e, in qualche modo, cerca di spiegare cosa c’è dietro la sua “cacciata” dalla giunta comunale: “Ebbene – spiega nel post – lo confesso, non sono stata al passo, io ho corso in avanti per risollevare le sorti della mia città, anzi mi sono precipitata senza esitazione alcuna in tutte le sedi possibili per ottenere qualche risultato concreto: a Catanzaro(sede della Regione Calabria, ndr), in Soprintendenza, in Prefettura, in Procura, al Ministero, perché per me era urgente anzi vitale non perdere tempo, non fare scadere i termini per i progetti e chiedere proroghe per quelli scaduti, non disperdere i finanziamenti di cui la Regione preannunciava la prossima revoca e sollecitava a rimettere gli atti di nostra competenza, che non erano ancora pronti”.

Marcianò è un fiume in piena e racconta fatti che potrebbero avere una rilevanza penale: “Ricordo ancora la vicenda del canile municipale di Mortara, quella del trasferimento della nuora di un boss a Palazzo San Giorgio, della presenza a Palazzo San Giorgio di Paolo Romeo (ritenuto testa pensante della‘ndrangheta e imputato del processo Gotha, ndr) ‘invitato’ come consulente ed amico di taluno e forse di tanti (come emerso dai fatti giudiziari) sulle vicende della città metropolitana che stava per nascere. Penso ancora alla fase attinente la preselezione della new-co Castore e Polluce (società in house del Comune, ndr), al licenziamento illegittimo della vigilessa e da ultimo al trasferimento ritorsivo dei funzionari assegnati ai lavori pubblici, guarda caso tra i più operativi del mio settore, che ha mandato in tilt settori nevralgici dell’amministrazione, tanto da costringere il dirigente Romano a darne immediata comunicazione al Prefetto”.

“Tutte vicende ai limiti della legalità – aggiunge la componente della segreteria di Matteo Renzi – alle quali ho cercato spesso il confronto che mi è stato negato, rispetto alle quali comunque anche dopo le deliberazioni, sono seguite mie riservate personali dirette al sindaco ed alla segretaria generale, tutte datate e conservate agli atti, e precise denunce all’autorità giudiziariadella quale, per dichiarazione pubblica, sono stata ritenuta unico interlocutore valido ed affidabile”.

Il nome della Marcianò, infatti, è legato alle numerose denunce nei confronti dell’ex dirigente Marcello Cammera, poi arrestato nell’inchiesta “Reghion” e oggi imputato del processo “Gotha”: “In una delle innumerevoli volte in cui ho cercato di evidenziare tutte le nefandezze del settore e del suo dirigente, Marcello Cammera, non riuscivo ad ottenere nessuna risposta nel merito (forse anche perché un familiare di questi era un candidato della maggioranza), anzi ad una mia nota con cui puntualizzavo le varie illegalità su un appalto, Falcomatà mi ha risposto il 29 marzo 2016 alle ore 21,22 : ‘Domani, unitamente alla presente consegnami le tue dimissioni!’ alla quale ho immediatamente replicato ‘Io sono una persona onesta e coerente. Procedi tu se ritieni. Nessun problema’”.

Quelle dimissioni non sono mai arrivate. Piuttosto, la Marcianò, ha proseguito con il suo lavoro subendo, a suo dire, ostruzionismoda parte dei suoi colleghi di giunta: “Non voglio fare volare stracci, – sottolinea – ma come dimenticare che il protocollo sulla Legalità negli appalti pubblici da me fortemente voluto e redatto su mio imput dallo staff del settore, fu sottoscritto in prefettura, senza che nessuno si fosse degnato neanche di invitarmi o semplicemente di avvisarmi; lo stesso Raffaele Cantone, intervenuto alla cerimonia e che ebbe parole di forte apprezzamento sul testo, non nascose la sua sorpresa ed il suo disagio per la mia assenza! E che dire del sopralluogo al palazzo di giustizia con il sottosegretario Luca Lotti, del quale ebbi notizia solo grazie alla cortesia di un funzionario del mio settore, che indignato me ne riferì, consentendomi di partecipare all’incontro. Quando il sindaco dice che siamo tutti per la legalità e non solo l’assessore Marcianò, io mi limito a ricordargli che le sole denunce serie all’autorità giudiziaria hanno riguardato i settori fino ad ieri da me diretti, e sono solo a mia firma, tant’è che il procuratore Cafiero De Raho dandone atto, disse, in una infuocata conferenza stampa , ‘Ringraziamo la Marcianò, unica fiera oppositrice del Cammera’ E per ora può bastare”.

L’ex assessore una spiegazione se l’è data circa i problemi con Falcomatà: “Sono uscita dalla simpatia del sindaco quasi subito e cioè quando si è accorto che non ero condizionabile, né intellettualmente né caratterialmente, ed in tempi più recenti quando sono stata cooptata nella segreteria politica del Pd, incarico al quale egli vivamente aspirava, per cui la mia estromissione dalla giunta non rappresenta solo una stolta ripiccama è la garanzia che l’ulteriore percorso della consiliatura avrà soltanto lui come protagonista”.

Sorgente: Calabria, Marcianò: “Appalti arbitrari e imputati per mafia in comune. Io cacciata da Falcomatà perché ho denunciato” – Il Fatto Quotidiano

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