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Apologia del fascismo, sulla legge è scontro Renzi-M5S

Per i pentastellati sarebbe «liberticida». Il segretario: contro la libertà era il fascismo. Fiano (dem): basta benaltrismo, crisi e migranti sono terreno di coltura delle idee neofasciste

di Cesare Zapperi

L’Aula della Camera si appresta a discutere il progetto di legge a prima firma di Emanuele Fiano (Pd) che introduce il reato di propaganda del regime fascista e neonazista ma già infuriano vivaci polemiche. Il testo predisposto dal deputato renziano non piace alle opposizioni di centrodestra. Ma anche il Movimento 5 Stelle è contrario. In commissione Affari costituzionali, infatti, i rappresentanti pentastellati hanno depositato un documento che parla apertamente di provvedimento «liberticida» perché calpesterebbe la libertà di opinione. Dura la replica di Matteo Renzi affidata a Twitter: «Liberticida era il fascismo non la legge sull’apologia del fascismo. Bisogna dirlo al M5s: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!». Via social anche la battuta del senatore pd Andrea Marcucci: «Il M5S alla Camera contro il reato di apologia di fascismo. Più chiaro di così».

“Liberticida” era il fascismo non la legge sull’apologia di fascismo. Bisogna dirlo al : era il fascismo liberticida. Almeno la storia!

Renzi su Facebook

Il segretario del Pd poi affonda i colpi su Facebook: «C’è una proposta di legge di Lele Fiano sull’apologia del fascismo. Lele sa bene che cosa significa il fascismo, lo conosce sulla sua pelle. E sulla pelle di suo padre, Nedo, sopravvissuto ai campi di sterminio, con il numero ancora tatuato sul braccio. «I Cinque Stelle hanno detto che NON sono d’accordo su questa legge. Rispettiamo le opinioni altrui. Ma hanno scritto che questa legge è «LIBERTICIDA»», spiega il segretario Pd. «Amici, intendiamoci bene. Liberticida era il fascismo, non la leggi sull’apologia del fascismo. Liberticida era il fascismo, ripetiamolo, fa bene. Perché le parole sono importanti. Si può non conoscere la geografia. Ma non si può ignorare la storia. Non si può riscriverla. Ognuno voti come gli pare. Ma liberticida era il fascismo e sarà bene dirlo ad alta voce tutti insieme», conclude.

Fiano (Pd): per me è anche storia personale

Fiano mette in conto lo scontro, ma va avanti. E spiega cosa c’è alla base della scelta di varare una legge simile. «La mia storia personale c’entra, mio padre Nedo fu portato dalle Ss ad Auschwitz. Ma soprattutto mi sono detto: com’è possibile che in oltre 70 anni di storia della Repubblica non sia stato messo nel codice penale il reato di apologia di fascismo e di propaganda, che c’è solo come articolo della legge Scelba del 1952? Ora si potrà punire l’apologia con la reclusione da 6 mesi a 2 anni con l’aggravante per il web». Poi la valutazione politica: «Immagino che tutto il centrodestra si opporrà alla legge con l’aggiunta dei 5Stelle: un fatto molto preoccupante», afferma Fiano. «A me rimane per sempre la frase che disse Giacomo Matteotti: qui non si tratta di reati di opinione perché il fascismo non è un’idea, è un crimine». Per il deputato Pd «c’è oggi una sorta di benaltrismo, per cui si dice che i problemi sono la mancanza di lavoro, di pensione, di futuro. E allora perché occuparsi di vecchie cose. Ma è il contrario, perché la crisi economica e la questione dei migranti – evidenzia – sono il terreno di coltura per le idee neo fasciste e di estrema destra e razziste».

Cosa dice la legge

L’articolo unico della pdl Fiano introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista punibile con la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Le condotte penalmente rilevanti sono individuate nella propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco o delle relative ideologie, anche solo con la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a questi partiti o ideologie; nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie. Costituisce aggravante del delitto la propaganda del regime fascista e nazifascista commessa con strumenti telematici o informatici. L’aggravante riguarda quindi sia i siti Internet con contenuti di propaganda delle ideologie fasciste e nazifasciste sia il merchandising online dei gadgets e degli altri beni chiaramente riferiti al partito e all’ideologia fascista o nazifascista.

La posizione del M5S

Nel parere contrario M5s sottolinea come la legge faccia divenire penalmente rilevanti anche «condotte meramente elogiative, o estemporanee che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime, o di quello nazionalsocialista tedesco» e dunque «il provvedimento in esame si palesa quale sostanzialmente `liberticida´». «L’approvazione del provvedimento determinerebbe, quindi, l’entrata in vigore di una norma illegittima ed in parte priva di concreti effetti, se non, in alcuni casi, in merito all’abbassamento delle pene edittali» e dunque M5s ha espresso parere contrario. Ma il Pd ha reagito duramente, prima attraverso lo stesso Fiano, poi con le parole di Renzi.

Sorgente: Corriere della Sera

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