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Amburgo, G20: prove tecniche di stato di polizia – Osservatorio Repressione

Domenica sera è stato attaccato con violenza dalla polizia l’Antikap Protestcamp di Amburgo: 800 agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti in modo illegale manganellando e attaccando i presenti nel campeggio. Alle prove tecniche di sospensione dello stato di diritto, gli attivisti rispondono dicendo che pianteranno tende in tutta la città

Domenica ad Amburgo è stato sgomberato con violenza dalla polizia tedesca l’’Antikap Protestcamp, il campeggio allestito al Volkspark di Altona e che andrà a ospitare tutte le persone che, da ogni parte del mondo, vogliono partecipare alle giornate di azione e di protesta previste contro il G20.

Tutto è cominciato nel tardo pomeriggio della domenica, quando 800 agenti in tenuta antisommossa hanno circondato il campeggio: un fatto abbastanza singolare, visto che l’Antikap Protestcamp era stato autorizzato dal Tribunale costituzionale federale tedesco, il più alto organo di giustizia costituzionale in Germania, e le cui pronunce sono immediatamente esecutive. Se inizialmente il campeggio era stato vietato, la Corte ha poi stabilito che andava garantito il diritto a manifestare e che era illegale impedire l’Antikap Protestcamp: gli attivisti hanno quindi inoltrato un’altra richiesta e, nel tempo intercorso fino alla nuova autorizzazione, il capo della polizia ha sfruttato questo vuoto temporale per calcare la mano e alzare il livello della tensione. Centinaia di agenti in tenuta antisommossa sono entrati nel campeggio e hanno divelto le tende, attaccando violentemente gli attivisti presenti con manganelli e spray al peperoncino. Nel corso dello sgombero sono stati effettuati diversi arresti, e una ragazza è finita al pronto soccorso per i colpi ricevuti.

Il direttore della polizia Hartmut Dudde ha voluto fare un’azione mediatica, acquistando potere personale alzando la tensione proprio nei giorni prima del G20 – dice Nicola Carella, dei Berlin Migrant Strikers – Lui sa che prima del vertice nessun politico al Governo si sarebbe preso la briga di prendere posizione su un evento del genere, e ha voluto creare uno stato d’emergenza ad hoc prima di questo evento. Da un lato ha provato a fermare lo stato di diritto e testato lo stato di polizia, per vedere cosa sarebbe successo. Dall’altro, ha vinto il bluff affermando il suo essere “sovrano” nello spazio e nel tempo del controvertice. Ieri qualche ufficiale della Polizei nel campo rispondeva “siamo noi la legge” a chi tra gli attivisti osava appellarsi alla sentenza della Corte, dicendo che quello che facevano è illegale. Nessuno si è espresso, a parte la Linke che ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno. E questo potrebbe essere una mossa intelligente perché chiede le dimissioni del Ministro e non del Capo della polizia, un espediente che interroga il potere politico, che in democrazia almeno formalmente ha ancora un peso; un espediente, spero, in grado di allentare la tensione e costringere così la polizia e Dudde a non sentirsi potere assoluto. Ovviamente questo è un auspicio e non deve essere in nessun modo un elemento di valutazione su come agire il contro vertice, sarebbe cedere il nostro potere che è quello delle nostre riflessioni, dei nostri saperi, della solidarietà e della nostra idea politica.”

Dopo quanto accaduto, il collettivo tedesco Ums Ganze ha detto che se la polizia vuole sospendere lo stato di diritto metteranno le tende non solo all’Antikap Protestcamp, ma in tutta la città di Amburgo.

La sera stessa il campeggio è stato rimontato al Volkspark, e l’Antikap Protestcamp si prepara così ad accogliere i migliaia di manifestanti in arrivo da ogni parte del mondo. Attualmente il campeggio c’è ancora, ma la polizia cerca di alzare il livello di tensione appostandosi lì fuori e identificando e controllando gli attivisti. La Linke ha già detto che se le forze dell’ordine hanno intenzione di continuare in questo modo, pianteranno le tende in tutta la città.

Sorgente: Amburgo, G20: prove tecniche di stato di polizia – Osservatorio Repressione

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