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26 luglio 1992 ricordando Rita la “picciridda ” di Borsellino

Ricordando Rita Atria, la picciridda di Borsellino che sfidò tutti e fu abbandonata
Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita. Tutti hanno paura ma l’unica cosa di cui ho paura io è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi.
Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono morta. Rita

Non erano parole vuote: dopo l’assassinio del giudice Rita restò sola, tanto sola che si gettò dalla finestra; era il 26 luglio del 1992. Aveva solo 17 anni, e aveva avuto il coraggio di un esercito. Era fimmina lingua longa e amica degli sbirri.
Al suo funerale, il prete seppe dire solo: Signore perdonala perché ha rovinato tanti padri di famiglia (!!); grazie al cielo fra le donne presenti molte si girarono, e gli voltarono le spalle in segno di protesta. Per paura di ritorsioni perfino sua madre, perfino dopo la sua morte, continuò a rinnergarla. Una donna che aveva subito dal marito-padrone e mafioso una vita di violenze e che non era stata capace di trovare una via di riscatto per sé ne per la figlia. Resta l’associazione antimafia intitolata a Rita, è qui, e nel sostegno che ognuno di noi continuerà a dare ad associazioni come questa, che resta e continua ad agire, il segno lasciato da questa coraggiosa donna nel mondo.
fonte :politicafemminile-italiablogspot.it

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