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Il virtuale vero e il falso reale: destrutturando i luoghi comuni del web – Identità Insorgenti

Si dice spesso che sui Social , in internet, nel mondo virtuale, non ci sia verità.A me piace capovolgere i pensieri comuni, destrutturarli, svuotarli , mi piace ripensare i pensieri, masticarli prima di farli entrare in me, mi piace provocare un’altra riflessione, diversa, non superficiale e dunque, almeno, onesta.Sono giunto alla conclusione che il virtuale sia l’unico mondo vero.Quale mondo veramente reale è possibile laddove la nostra anima è ricoperta da materia, dove dobbiamo portarci appresso un corpo da 100 chili o da 40 che non abbiamo scelto, degli occhi anonimi, un naso come quello di Peppa Pig o di Dante, uno sguardo naturale truce , una calvizie totale, un odore, il nostro, che forse nemmeno ci piace ?Come fai ad essere vero se hai un animo sensibile e una faccia da Riina? Chi ti crede? In questo caso succede che o siccome tutti ti ritengono un criminale , ti adatti e reciti il ruolo del duro che non sei o che ti affanni per tutta la vita ad amare chiunque come Quasimodo Il Gobbo di Notredame amò Esmeralda.E chi invece ha una mente criminale e si ritrova un fisico carino, coi lineamenti da baronetto inglese e con la voce suadente cosa pensate che faccia, se non fingere di essere, come il padreterno gli ha concesso di apparire , per fottere l’Umanità appena possibile?Vi sembrava rassicurante Padre Pio con quegli occhi, con quelle mani bucate e con quella barba? Quanto deve aver bussato alle porte della gente per predicare prima di farsi aprire? Io , se mi fosse apparso nello spioncino, avrei preso un paletto per difendermi.Dunque signori miei, solo sui social esiste la verità, lì la materia non conta, non c’è peso, non c’è bruttezza agli occhi degli altri perché non ci sono gli occhi del cervello ma solo quelli dell’anima. Certo se hai un’anima da buttare dopo un po’ viene fuori la bruttezza anche nel virtuale, ma quella è la bruttezza vera, dunque altra verità.Secondo me anche Trump e Kim Jong-un di notte, con profili falsi , tornano se stessi, mi piace immaginare che si scambino frasi gentili, di amicizia, di amore, il ciuffo d’America potrebbe usare come Nickname Sweet Orange e il bombarolo coreano Little Boom Boom. Invece nel mondo reale devono fingere di essere come il corpo li rappresenta, uno che… va be’ lasciamo perdere ed un altro grasso, lucido e ovale come l’atomica che ogni tanto, per recitare il personaggio, finge di voler lanciare. Ma ci avete fatto caso che non la sgancia mai? E perché, se non per il fatto che il Little Boom Boom che è dentro di lui glielo vieta?Perché pensate che Trump non faccia strage di messicani ogni mattina prima di andare in ufficio? Perché Sweet Orange gli parla dal profondo e glielo vieta.Mi direte: “ma allora non c’è nessuno che abbia un’anima ben rappresentata dalla materia, dal suo stesso corpo?”. Vi rispondo : “No”.Prendete me, io sono un buono ma al Cinema e in TV sono quasi sempre un tipo da galera e lo sapete perchè? Per la faccia che ho e che mi fa promozione all’esterno. Una promozione che io non ho programmato.Io per rappresentare la mia anima, ciò che sono veramente, avrei dovuto avere la faccia di Troisi ma anche di Charlie Chaplin, di Woody Allen. Dovrei avere lo sguardo almeno di un San Bernardo (del santo o del cane è uguale) per essere creduto come quel poeta, filosofo e pensatore che sono. Niente: il mio volto , la mia materia mi pubblicizzano come camorrista, violento, truffatore.Credetemi, siamo tutti più buoni di quel che sembriamo quando all’anima non è dato apparire, a causa della carcassa che ci portiamo appresso.Io non ho ancora un profilo con un soprannome di fantasia ma , se un giorno vi capitasse di notare su Facebook un Piccolo Fiore fine pena mai, chiedetemi pure l’amicizia, sono una brava persona.Gianfranco Gallo

Sorgente: Il virtuale vero e il falso reale: destrutturando i luoghi comuni del web – Identità Insorgenti

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