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Tsipras : Sviluppo, occupazione e fine del commissariamento – di Argiris Panagopoulos

Dopo l’accordo dell’Eurogruppo
Tsipras e Tsakalotos: Sviluppo, occupazione e fine del commissariamento
di Argiris Panagopoulos
Il governo greco sembra essere uscito a testa alta dall’Eurogruppo, dopo mesi di durissime trattative con la Germania. Atene ha passato la seconda valutazione, ha preso 8,5 miliardi invece di 7, ha ottenuto di avere clausole di sviluppo per i surplus primari, che saranno inferiori rispetto a quelli degli altri paesi europei, e ha aperto la strada per una forte diminuzione del debito nel breve e nel medio periodo grazie alla diminuzione degli interessi, al prolungamento della scadenza del pagamento e alla clausola di sviluppo. Il compromesso con il FMI e il ministro delle Finanze tedesco prevede la partecipazione del FMI al programma greco con una somma sostanzialmente ridicola, 2 miliardi, una volta calcolata la sostenibilità del debito, mentre la vera partita con la Germania per la diminuzione del debito greco nel lungo periodo sarà giocata dopo le elezioni tedesche.

A. Tsipras: Oggi la Grecia volta pagina

“Oggi la Grecia gira pagina. Abbiamo un accordo che risponde ai sacrifici del popolo greco. Con unità e determinazione andiamo avanti per una crescita equa e per guarire le ferite della crisi”, ha scritto nel suo account di Twitter Alexis Tsipras subito dopo la decisione dell’Eurogruppo.

E. Tsakalotos: Ora c’è la luce alla fine del tunnel

“Tutte le parti hanno cercato il compromesso, abbiamo creato una mappa per far voltare pagina alla Grecia”, ha sostenuto il ministro della Finanze Eukleides Tsakalotos, considerando che la decisione dell’Eurogruppo offre alla Grecia l’opportunità di uscire dal programma del finanziamento nell’agosto del 2018 e di tornare alla normalità dopo sette anni di crisi. Secondo Tsakalotos la decisione dell’Eurogruppo offre maggiore chiarezza ai mercati, agli investitori e al popolo greco.
Per quando riguarda il debito, la decisione di Lussemburgo è significativamente migliore rispetto a quella dell’Eurogruppo del 22 maggio, perché a parte le misure di medio e lungo termine, crea un meccanismo che collega il pagamento del debito all’indice di sviluppo dell’economia. Mentre per quando riguarda il livello degli avanzi primari dal 2023 in poi, la decisione ha sostanzialmente accolto la proposta greca di un surplus primario medio secondo la situazione dell’economia.
“Abbiamo creato una road map per far voltare pagina alla Grecia”, ha detto Tsakalotos nella conferenza stampa dopo l’Eurogruppo, mentre il vice ministro delle Finanze George Chouliarakis ha osservato che “non sarà necessario accedere al finanziamento del FMI”.
Tsakalotos ha sottolineato che “come molti hanno detto oggi, ora c’è luce alla fine del tunnel” e ha aggiunto che “siamo in grado di guardare il futuro con ottimismo. L’ultimo paragrafo della dichiarazione dell’Eurogruppo parla di sostenere la Grecia per andare sui mercati e stare in piedi. Lo possiamo raggiungere con una maggiore chiarezza sul debito. C’è più chiarezza nelle misure a medio termine e v’è un meccanismo che mette in relazione la crescita con l’aumento o la diminuzione delle misure per il debito. V’è anche l’accento sugli investimenti e la crescita. Questo è fondamentale perché vediamo anche il denominatore del rapporto debito / PIL. Tutto questo ci dà fiducia che saremo in grado di uscire dal programma nel 2018” nell’ agosto del 2018. Tsakalotos ha aggiunto: “Sono molto più felice ora di quanto lo fossi il 22 maggio”.
Per quanto riguarda l’uscita sui mercati, i due ministri hanno detto che questo è un “problema tecnico”, perché con l’accordo dell’Eurogruppo il direttore della agenzia che emette i titoli di stato deciderà quando e come muoversi.
Secondo Tsakalotos è Importante per i mercati anche la posizione del FMI che è più favorevole rispetto a quella del 22 maggio. Per quando riguarda la posizione della BCE Tsakalotos ha detto che “non posso anticipare la sua decisione sul Quantitative Easing -QE. Per la BCE è forse significativo che l’Eurogruppo si sia assunto la responsabilità di completare il programma in modo normale”.
Da parte sua, il vice ministro Chouliarakis ha detto che per la prima volta c’è una definizione delle misure per il debito e gli avanzi primari. Questo si basa su ipotesi di crescita realistiche e sulle entrate dalle privatizzazioni. Il periodo di moratoria e un certo prolungamento della durata della scadenza fino a 15 anni, potrà essere anche più a lungo, se non saranno raggiunti elevati tassi di crescita, come garantisce l’adozione della clausola di sviluppo. “Noi crediamo che Il pacchetto complessivo è positivo”, ha dichiarato nella conferenza stampa dopo la riunione dell’Eurogruppo.
Per quanto riguarda il rifinanziamento del programma dal FMI, ha osservato che il FMI ridefinirà la valutazione del debito ben prima della scadenza del programma. Tuttavia, il vice ministro delle Finanze greco crede che non sarà necessario il finanziamento del programma dal FMI, perché c’è una grande quantità di risorse dall’ESM che sembra che non saranno utilizzate. Indipendentemente da tutto ciò, si è ribadito nella conferenza stampa, che adesso c’era una valutazione positiva da parte del FMI per quanto riguarda la sostenibilità del debito in contrasto con la valutazione del 22 maggio, in cui il Fondo riteneva che il debito greco non fosse su un percorso sostenibile.
Governo greco: Un segnale positivo ai mercati dall’Eurogruppo
“Per la prima volta abbiamo un chiaro impegno dell’Eurogruppo che supporterà l’uscita della Grecia sui mercati e il completamento con successo del programma” del finanziamento, hanno dichiarato fonti del governo greco.
“La parte greca ha ottenuto ciò che voleva. Ci sono stati profondi cambiamenti rispetto alla decisione dell’Eurogruppo del 22 maggio “, hanno detto fonti governative sul risultato della riunione dei ministri delle Finanze della zona euro.
Secondo le stesse fonti il punto principale della decisione è che – per la prima volta – c’è un chiaro impegno dell’Eurogruppo che supporterà l’uscita della Grecia sui mercati e il completamento del programma creando, di fatto, una importante riserva di liquidità per sostenere l’uscita del paese sui mercati.
Inoltre le stesse fonti hanno detto che è stata accettata la proposta francese di clausola di sviluppo che rappresentava la posizione fissa di negoziazione da parte del governo greco dal 2015. Secondo il governo greco la proposta francese in realtà mette un ponte tra le differenze delle stime del FMI e delle istituzioni europee e quindi garantisce la sostenibilità del debito nei confronti del mercato, visto che l’Eurogruppo ha ammesso che si impegnerà a realizzare misure per la diminuzione del valore del debito, misure che saranno variabili a seconda della variazione dei tassi di crescita. Allo stesso tempo questo converte i partner europei in alleati con l’obiettivo comune dello sviluppo, dal momento che quanto più l’economia greca crescerà, tanto meno dovrà essere diminuito il debito.
Secondo la presidenza del governo greco è molto positivo il periodo di grazia per il debito e l’estensione della maturazione della sua scadenza fino a 15 anni, ed eventualmente per ancora più anni, se non si raggiungono tassi di crescita più elevati.
Per quando riguarda l’accordo sugli avanzi primari al 2% dal 2023 e, in media circa al 2% fino al 2060. “Così, si prevede una progressiva riduzione dei surplus primari anche sotto il 2%. Questo è un impegno molto importante, perché specificare l’importo della riduzione del debito necessario, è un dato che potrà essere calcolato dai mercati e delle istituzioni. Oltre a questi avanzi primari, la Grecia sarà l’unico paese dell’Unione europea ad avere un’eccezione positiva dal Patto di Stabilità, perché secondi il Patto di Stabilità avrebbe dovuto avere un surplus primario del 2,6% nel lungo termine e non del 2% come infine, si è concordato”.
Il governo greco ha fatto notare che c’è l’impegno di un ambizioso pacchetto di progetti di sviluppo dai fondi europei che offrirà una prospettiva di forte crescita dell’economia greca nel medio termine (2018-2022).
Per Atene inoltre “è stata accettata la richiesta posta dal governo greco di istituire una Banca per lo Sviluppo”. C’è stata anche una valutazione positiva del FMI per quanto riguarda la sostenibilità del debito in contrasto con la valutazione del 22 maggio, nella quale il FMI riteneva che il debito greco non fosse su un percorso sostenibile.
Il governo greco ha notato anche che è stata decisa una tranche superiore alle esigenze di finanziamento del governo e che questo consentirà di effettuare pagamenti arretrati pari a circa 1,6 miliardi.

D. Papadimoulis: Dobbiamo lavorare per lo sviluppo e la fine del commissariamento

“Fumata bianca” dall’Eurogruppo e un pacchetto migliore dal pacchetto dell’Eurogruppo del 22 maggio ha scritto su Twitter il vicepresidente del
Parlamento europeo ed eurodeputato di SYRIZA Dimitris Papadimoulis.
“Ora dobbiamo lavorare per lo sviluppo, ridurre la disoccupazione e la fine del commissariamento”, ha aggiunto sempre nel suo account Twitter personale D. Papadimoulis subito dopo l’annuncio della decisione dell’Eurogruppo.

J. Dijssebloem: La Grecia potrà uscire sui mercati anche nel 2017

Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijssebloem considera che la Grecia potrà uscire sui mercati anche il 2017 o al massimo agli inizi del 2018 grazie alla decisione dell’Eurogruppo.
Secondo Dijssebloem l’accordo prevede l’erogazione della tranche di 8,5 miliardi di euro, mentre le decisioni sul debito e i surplus primari creano le condizioni per uno sviluppo sostenibile. Per quando riguarda il debito l’Eurogruppo ha deciso di estendere in scadenza fino a 15 anni e una contemporanea riduzione dei tassi di interesse.
Allo stesso tempo l’avanzo primario dopo il 2022 verrà impostato a 2% di gran lunga inferiore al 3,5% che chiedevano i creditori più duri.
Il FMI entrerà a far parte al programma e il finanziamento in linea di principio, ma in forma di “stand by”, cioè quando sarà calcolata la sostenibilità del debito greco.
Dijssebloem ha sottolineato che con la decisione dell’Eurogruppo c’è una enfasi sulla politica dello sviluppo con la creazione di una Banca per lo Sviluppo Nazionale in Grecia, che permetterà la promozione degli investimenti e dei fondi comunitari. Dijsselbloem ha detto che è prevista una clausola per lo sviluppo. “Se c’è più sviluppo sarà più veloce il rimborso dei prestiti e viceversa°, ha sottolineato sostenendo che sono in discussione diversi scenari e che si è deciso che l’Eurogruppo dovrà continuare a sostenere la Grecia in caso di condizioni avverse.
Secondo Dijssebloem è stato fatto un passo importante con il raggiungimento dell’accordo e ringraziato le istituzioni europee, le autorità greche, ma soprattutto il popolo greco per i suoi sacrifici. Dijssebloem stima quindi, che l’insieme delle misure dell’Eurogruppo offra la possibilità alla Grecia di uscire sui mercati nel corso di quest’anno o all’inizio del 2018.

C. Lagarde: Un passo importante per la stabilità della Grecia

La partecipazione del Fondo monetario internazionale al programma greco e al suo finanziamento ha annunciato la direttrice del Fondo Christine Lagarde, sottolineando le riforme realizzate in Grecia.
La quantità del finanziamento del FMI, secondo Christine Lagarde, sarà di 2 miliardi di euro e avrà inizio subito dopo il rapporto sulla sostenibilità del debito greco. “Il FMI ritiene che dovrebbe fare di più per il debito. Il debito deve essere ristrutturato per essere sostenibile a lungo termine”, ha detto Lagarde
“È stato compiuto un passo importante per aiutare la Grecia a procedere verso la stabilità. Proporrò l’adozione di una nuova regolamentazione prudenziale per la Grecia per un importo inferiore a 2 miliardi di euro. Il tempo sarà breve e il processo avrà inizio nelle prossime ore per essere completato prima del 20 luglio”, ha sottolineato Lagarde.

BCE: Primo passo per la sostenibilità del debito la decisione dell’Eurogruppo

La BCE considera la decisione dell’Eurogruppo come un primo passo per garantire la sostenibilità del debito. “Prendiamo in considerazione la discussione nell’Eurogruppo, che vediamo come un primo passo per garantire la sostenibilità del debito”, ha detto il portavoce della BCE.

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