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Trasformazione e crescita necessarie – m@cwalt – un colpo di remo

uncolpodiremo – Trasformazione e crescita necessarie – di m@cwalt

La (lenta) trasfomazione della società civile segue percorsi voluti dalla classe politica che ci rappresenta, e anche di quella che è ormai scomparsa.. Se questo cambiamento è lento oppure si ferma le cause vanno ricercate tra le domande e i soggetti politici che necessitano di cambiamento, perché alcune si sono solamente trasformate e non hanno indotto nessun miglioramento

Dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale la socieà italiana è cresciuta velocemente perché il ventennio fascista aveva lasciato indietro l’evoluzione sociale e in molti, troppi casi i Diritti civili della persona erano stati addirittura cancellati.

Il riscatto di poche brigate partigiane non è stato sufficiente perché si avesse un grande stravolgimento, una rivoluzione epocale nella conduzione degli affari sociali di questo nostro Paese che si porta dietro da sempre certune lentezze risorgimentali e monarchiche.

La nascita subitanea di una contrapposizione ideologica non ci è stata favorevole e sono passati anni in sterili confronti parlamentari tra le forze nuove della Nazione e gli antichi poteri presto ripresentatesi sotto l’ala di una equità Occidentale. D’altra parte il fascismo era nato dalla paura che suscitava l’eguaglianza socialista. Le masse operaie e contadine della russia erano vissute come una calata di barbare istanze, di “pasti” freudiani.

Una veloce tinteggiatura e le vecchie forze neo-capitaliste si sono interposte contro le nuove istanze popolari che avevano da rifarsi dopo ventanni di “pretese nazional-fasciste”. Erano forze che male avevano accettato la rinascita dei sindacati, la libertà di stampa e di riunione lo sciogliemento delle associazioni prettamente nazionaliste, che avevano contribuito nel ventennio alla distruzione dei partiti politici e all’avvento di una insano velleitarismo individualista. Come potevano “sentire” il risanamento delle masse e la soddisfazione di istanze popolari?

Ancora nel 1956 alla morte del Maresciallo Graziani, l’uomo che per primo aveva usato il gas contro le popolazioni civili e si era “inventato” i campi di concentramento del nord-Africa nel ’36, vide manifestare tra le vie di Roma 1 milione di nostalgici in camicia nera.

Crescere e ricuperare il posto che compete alla rappresentanza umana in alcuni casi fu facile e positivo. Gi accordi di Ginevra, l’adesione all’ONU e ad altri organismi internazionali furono l’alfa e l’omega di un processo di trasformazione il quale fu bruscamente interrotto per scelte che furono fatte da quella classe politica che veniva inevitabilmente da una vecchia concezione sociale, monarchica e del tutto inadeguata alle nuove sfide che il Mondo chiamava a soluzionare..

La lenta crescita iniziata al termine della seconda guerra mondiale ebbe inaspettatamente una scossa vivificante alla fine degli anni ’60. Il periodo che dal 1968 al 1977 diede un nuovo impulso allo sviluppo della società italiana era nato nelle strade, nelle grandi fabbriche e nelle Università e troppo spesso fu tacciato di estremismo; le vecchie paure bolsceviche ricordarono le incapacità del periodo dopo la Grande Guerra che portò alla nascita del regime fascista.

Ed è infatti in quegli anni che la nuova semina di paure e incapacità si ripresentò a chiedere il conto di alcune, piccole fughe in avanti che la spinta politica giovanile unita al movimento degli studenti riproponeva come un impegno mancato dei desideri della Resistenza.

L’impegno per i Diritti Civili e sociali del nostro paese trovarono nuova forza per affermare essenziali diritti dei cittadini tutti.

Destra, Sinistra si è cominciato a metterle in discussione come fossero forze uguali e con la stessa direzione sociale. Ma non é così la destra rappresenta il potere costituito e difende i “diritti” di quella frangia di cittadini che hanno beni materiali ed economico-finanziari che ritengono inalienabili, che si dichiarano per l’ordine e la pulizia, si difendono con la polizia che hanno spesso a fianco contro la svolta popolare che rivendica maggiore partecipazione e una più equa distribuzione della ricchezza.

La sinistra ha nei suoi più essenziali programmi la trasformazione della società, da capitalista, con tutte le ingiustizie che si porta appresso, a socialista e popolare dove al centro del progetto di crescita ci siano la gente che lavora e l’affrancamento dai bisognidell’uomo.

E’ ormai uno scontro secolare, un cambiamento divenuto più cogente per le condizioni materiali e socio-politiche del nostro paese e del pianeta intero.

Stiamo assistendo alla distruzione del suolo, all’avvelenamento dell’aria, alla siccità di intere regioni, alla migrazione di intere popolazioni che abbisognano di una visione maggiore di  intervento che non il piccolo sguardo di interessi nazionali.

Come dalla trasformazione in Impero mondiale del SPQR romano centrato sulla città – stato di Roma, o al bisogno napoleonico dell’allargamento di una sovranità più vicina alle necessità di intere popolazioni e di una classe sociale che è ormai globalizzata l’intento deve essere maggiormente qualificato.

Lo sforzo e l’impegno è ormai diventato questo e non si torna indietro. Ed è stata questa necessità la forte spinta politica centrata nella nascita dell’Unione Europea, che ha il dovere di diventare un insieme di Stati Uniti d’Europa per trovare soluzione ad antichi problemi che pesano sull’intero sviluppo continenatle.

Dobbiamo riuscire a occuparci dell’intero Pianeta Terra per cercare di salvare il suolo e i suoi abitanti, l’ambiente e la flora, gli animali che vanno scomparendo e i fiumi, i mari, l’aria stessa che sta avvelenando il comune sviluppo.

Dobbiamo trovare la capacità di sopravvivere ad una crescente industrializzazione all’aumento dei costi delle materie prime e bisogna saper rispondere alle istanze di miliardi di persone che non possiamo ricacciare indietro per assurde pretese corporative  e padronali di conservazione dei vecchi privilegi di classe.

Ne va della nostra esistenza ed è la chiave di un effettivo sviluppo politico e civile dell’umanità intera.

m@cwalt

Sorgente: Trasformazione e crescita necessarie – m@cwalt – un colpo di remo

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