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Trapani, il candidato Fazio chiede di non essere votato al ballottaggio: è indagato per corruzione

È ancora in corsa per diventare sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, che il 25 giugno dovrebbe sfidare al ballottaggio Pietro Savona. Ma ha annunciato in conferenza stampa «la decisione irrevocabile di abbandonare la competizione elettorale e di dimettersi da deputato regionale».Una decisione legata alla volontà di evitare che le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto possano pesare sull’avvio di una nuova amministrazione. Fazio, infatti, imprenditore e politico, è indagato dalla Procura di Palermo per corruzione e traffico illecito di influenze. Proprio ieri la Procura di Trapani ha depositato al Tribunale del Riesame il ricorso contro il provvedimento del Gip che lo scorso 3 giugno gli ha revocato i domiciliari rimettendolo in libertà. Fazio ha aggiunto che se nonostante ciò «dovessi essere eletto rinuncerei all’incarico». Fazio quindi rimane uno dei due candidati al ballottaggio anche se invita la città a non votarlo.

I guai giudiziari dei candidati

Ma la vicenda giudiziaria di Mimmo Fazio, che, sostenuto da Lista per Fazio, Uniti per il futuro, Progetto per Trapani, Trapani tua, Io ci sono, ha preso il 31,79% dei voti, non è stata l’unica ad agitare le acque alla vigilia delle elezioni comunali di Trapani. Il senatore di Forza Italia Antonino D’Alì, (Forza Italia, Psi, Per la grande città), che ha raggiunto il 23,46 % arrivando terzo nella corsa alla carica di primo cittadino, è «socialmente pericoloso» secondo la Dda di Palermo, che per lui ha chiesto al tribunale la misura del soggiorno obbligato a Trapani. D’Alì è ancora in attesa che la Cassazione si esprima sulla sua situazione giudiziaria dopo l’assoluzione e la prescrizione per concorso esterno a Cosa nostra in Corte d’Appello.

Chi resta in corsa?

E nell’ipotesi in cui Mimmo Fazio rinunci al ballottaggio, il suo avversario Piero Savona al secondo turno del 25 giugno affronterebbe Antonino D’Alì. Così fanno sapere dall’ufficio elettorale della Regione siciliana: «Il caso è disciplinato dall’art.9 della legge del ‘92, in caso di dimissioni di uno dei due candidati al ballottaggio subentra il terzo», spiega la dirigente dell’ufficio del dipartimento Autonomie locali, Margherita Rizza, che ha studiato la normativa.

Sorgente: Corriere della Sera

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