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Tragedia di piazza San Carlo a Torino: dopo la sindaca, l’indagine punta a prefetto e questore – lastampa.it/torino

lastampa.it/torino – Tragedia di piazza San Carlo a Torino: dopo la sindaca, l’indagine punta a prefetto e questoreLo schema che ha indagato Appendino destinato a coinvolgere anche Saccone e Sanna.

Molte querele di persone rimaste ferite la sera del 3 giugno sono già arrivate in procura. Alcuni hanno deciso di rivolgersi ad avvocati, altri hanno scelto il Codacons – simona lorenzetti

TORINO – Gli occhi non sono puntati solo su Palazzo Civico, ora lo sguardo è rivolto anche a questura e prefettura.
L’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco, Chiara Appendino, rappresenta una svolta nell’inchiesta della magistratura sul caos scoppiato la sera del 3 giugno in piazza San Carlo durante la finale di Champions League.

Le secche smentite da parte dei vertici della procura sul coinvolgimento del primo cittadino nell’indagine hanno ora lasciato il passo a una conferma. Ieri mattina il procuratore capo Armando Spataro ha reso noto, attraverso un comunicato stampa, la posizione degli inquirenti.
«La procura della Repubblica non ha disposto di propria iniziativa alcuna iscrizione nel registro degli indagati di persone aventi responsabilità istituzionali», scrive Spataro. Un’affermazione alla quale segue un «ma». «Nell’ipotesi in cui pervengano querele e denunce da parte di privati cittadini – si legge ancora nella nota – l’iscrizione dei querelati costituisce un atto dovuto, sia nel loro interesse che dei querelanti».

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DOPPIO BINARIO

Gli inquirenti, in questa fase investigativa, hanno scelto di lavorare su un doppio binario dando vita a due fascicoli distinti, ma connessi l’uno con l’altro. Il primo e più corposo è la cosiddetta inchiesta madre che è aperta per omicidio colposo e lesioni gravissime plurime e fa riferimento agli accertamenti relativi alla sicurezza e gestione della piazza.

In questo fascicolo sono indagati il presidente di Turismo Torino, Maurizio Montagnese, e il suo braccio operativo Danilo Bessone, che la prossima settimana sarà interrogato dai pm Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo.

C’è poi il secondo fascicolo, aperto per il più lieve reato di lesioni e che racchiude le querele di quei cittadini travolti dalla calca e rimasti feriti con prognosi inferiori ai 40 giorni. Ed è in questa seconda tranche che è avvenuta l’iscrizione di Appendino. Insomma, la sindaca è indagata perché alcuni cittadini che erano in piazza San Carlo la sera del 3 giugno l’hanno denunciata.

VIDEOWALL sulla notte di piazza San Carlo a Torino

L’EMERGENZA

Ma in quelle stesse carte il sindaco non è l’unica persona chiamata in causa. Gli avvocati che hanno stilato i documenti puntano il dito sì contro gli organizzatori dell’evento, Comune e Turismo Torino, ma anche contro la Prefettura e la Questura: i primi in quanto enti preposti all’allestimento del maxischermo, i secondi per la gestione dell’emergenza.

Entrambi, poi, sono indicati nel più generico capitolo legato alla sicurezza. Diventa legittimo, quindi, il sospetto che anche il questore e il prefetto siano indagati. La formula pare non lasciare spazio a interpretazioni, visto che nel linguaggio spesso asettico della giurisprudenza gli avvocati chiedono che vengano vagliati ruolo e responsabilità di «sindaco pro tempore», «prefetto pro tempore» e «questore pro tempore». Ma è a questo punto dell’inchiesta che entrano in gioco due variabili.

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Il passaggio logico, infatti, vorrebbe che anche il questore Angelo Sanna e il prefetto Renato Saccone fossero indagati. Ipotesi al momento smentita dalla procura.

video – Caos a Torino, le spiegazioni dell’Appendino

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L’ELENCO

L’altra chiave di lettura, invece, vuole che nei confronti di Appendino siano emersi anche dei primi profili di responsabilità in relazione all’inchiesta sulla sicurezza e che presto il suo nome possa essere trasferito da un fascicolo all’altro.

Forse nel giorno in cui verrà fissato il faccia a faccia fra la prima cittadina e i pubblici ministeri. In attesa di quel momento, le querele continuano a fioccare. Una nuova denuncia sarà depositata dall’avvocato Antonio Vallone per conto di due giovani donne.

E anche in questo caso nell’elenco dei querelati compaiono tutte le figure istituzionali torinesi coinvolte nell’organizzazione e gestione della piazza.

Chi non farà querela, invece, sono i familiari della donna deceduta dopo essere stata calpestata dalla folla. «E’ inutile – dice la sorella, Cristina Pioletti -. La nostra Erika è morta e nessuno ce la restituirà».

Sorgente: Tragedia di piazza San Carlo a Torino: dopo la sindaca, l’indagine punta a prefetto e questore – La Stampa

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