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Siria, gli Usa giocano col fuoco – nigrizia.it

nigrizia.it – Al Kantara:  Siria, gli Usa giocano col fuoco – di Mostafa El Ayoubi

L’attacco aereo americano contro la base militare al-Shayrat, nei pressi di Homs, il 7 aprile scorso, conferma che la crisi siriana è più che mai al centro dello scontro geopolitico tra grandi potenze mondiali.

La caduta di Damasco penderebbe a favore degli Usa e dei loro alleati. Mentre una “vittoria” finale del governo siriano consentirebbe alla Russia di diventare un attore determinante sulla scena politica e militare globale.

Nonostante l’eco politica e mediatica sulla sua portata “apocalittica”, questa offensiva militare americana in realtà è un atto simbolico per fare pressione sui russi che, negli ultimi tempi, hanno consolidato il loro ruolo militare e diplomatico nella crisi siriana, a scapito degli Usa: si veda ad esempio la riconquista di Aleppo e l’iniziativa politica di Astana.

Il pretesto di questa operazione militare è stato il presunto attacco con armi chimiche dell’esercito regolare siriano sferrato il 4 aprile contro la città di Khan Sheikhoun, occupata dai jihadisti di al Nusra/al Qaida.

Si tratta di un gesto irresponsabile basato su ipotesi e non su prove concrete e che ricorda la faccenda/truffa delle armi letali in mano a Saddam Hussein per bombardare l’Iraq nel 2003: repetita iuvant!

Perché il governo siriano avrebbe fatto uso di armi chimiche contro i cosiddetti ribelli? Il suo esercito, con l’aiuto principalmente della Russia, sta avanzando su diversi fronti e controlla le città pilastro del paese. Perché avrebbe buttato tutto all’aria?

Al Assad non avrebbe avuto nessun profitto, anzi sarebbe stato un suicidio per lui, visto che l’uso di tali armi viene considerato una “linea rossa” dagli Usa. E i russi non avrebbero mai consentito ciò, perché sarebbe venuta meno la loro credibilità internazionale.

Perché non potrebbero essere gli stessi jihadisti ad averle utilizzate? Secondo Scott Ritter, ex ispettore Onu per il controllo delle armi in Iraq, i jihadisti di al Nusra hanno una lunga esperienza nella fabbricazione di armi chimiche.

Ad Aleppo est, dopo la loro fuga, sono stati trovati laboratori e depositi di bombe rudimentali con cloro e fosforo. File WikiLeaks dimostrano che anche nel 2013 al Nusra disponeva di gas sarin e che l’avrebbe usato nella Ghota est vicino a Damasco e anche quella volta al Assad fu ritenuto il responsabile.

Uri Avnery, in un articolo pubblicato su Counter Punch, considera che tra i principali beneficiari di quello che è accaduto a Khan Sheikhoun ci siano le milizie che combattono al Assad e anche i loro alleati arabi del Golfo Persico.

Egli considera che anche Israele avrebbe il suo tornaconto. Tutti, compresi gli Usa, hanno interesse a sollevare il mondo civile contro il «feroce che avvelena e uccide il suo popolo».

 

  • Uri Avnery – Giornalista e pacifista israeliano, classe 1923. Fu costretto a partecipare alla prima guerra arabo-israeliana (1948-49) e da allora si batte per la pace. Eletto per tre volte al parlamento israeliano, ha fondato e guida tutt’oggi il movimento Gush Shalom “il blocco della pace.

Con la sua mossa militare irragionevole e in piena violazione del diritto internazionale e della Costituzione americana, il presidente Trump ha aperto la strada ai jihadisti in Siria, che in questo modo ricorreranno ancor di più all’uso di gas letali, e così si potrà incolpare Damasco.

Usa e alleati diranno ancora una volta che sarà necessario usare la forza per scopi “umanitari”! I russi oggi, per la loro costante lungimiranza politica e militare, sono in vantaggio rispetto agli Usa che, per tornare ad avere peso sul fronte siriano, stanno giocando con il fuoco.

Sorgente: Siria, gli Usa giocano col fuoco – nigrizia.it

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