Il corteo ha poi percorso via Emilia Santo Stefano, risalendo per via Garibaldi. Il corteo sta attraversando le principali piazze del centro storico: piazza Prampolini, piazza del Monte per poi terminare a piazza della Vittoria (video).

“C’è qualcuno che parla latino? ” Inizia così il suo intervento dal palco Nicolini, riferendosi alla processione di riparazione tenutesi stamattina con anche preghiere in latino. Apre il REmilia Pride il balletto dei volontari di Arcigay. “Questo non è il Pride di Reggio Emilia, ma dell’Emilia. Siamo qui per chiedere il matrimonio ugualitario senza compromessi. Chiediamo che la scuola faccia prevenzione contro le discriminazioni anche sull’orientamento sessuale. A Reggio Emilia facciamo le cose sul serio, l’amministrazione ci ha aiutato da subito, il nostro sindaco è stato il primo a celebrare la prima unione civile nel nostro paese”, afferma Alberto Nicolini. (Presidente Arcigay Reggio Emilia)

Il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, esordisce leggendo l’articolo 3 della costituzione e aggiunge ” Reggio è la prima città per i diritti civili, la prima a denunciare apartheid. Città che crede nella visione progressiva dell’uomo. Se l’amore unisce due persone dello stesso sesso ciò non deve essere un problema, ma è un simbolo di libertà“.

Dario de Lucia, consigliere comunale, ha concluso: “Ho lavorato con persone meravigliose, ringrazio gli studenti di nuovaRes che hanno raccolto 1200 firme per il REmilia Pride. Grazie alla Cgil. Chi ci avrebbe creduto che la città di Reggio Emilia avrebbe potuto ospitare così tanta gente? È stato un Pride costoso, di circa 20mila euro, ma ne è valsa la pena. Grazie a tutti i donatori che hanno contribuito alla realizzazione di questa giornata”.

Emozione ancora più grande per Fabiana Montanari, ex presidente dell’Arcigay di Reggio Emilia, che proprio oggi si è unita alla sua compagna in Sala Tricolore, in comune. Dal palco la sua compagna invita tutti a prendere in considerazione l’ipotesi che quando nasce un figlio posso essere omosessuale. Mentre Fabiana ricorda alla piazza lo slogan di questo Pride, incitando così la gente a gridare “Sì, lo vogliamo” , riferito al raggiungimento del matrimonio ugualitario.

La standing ovation è tutta per Don Franco Barbero che racconta di come l’incontro con gli omosessuali gli ha cambiato completamento la visione dell’amore. “L’amore non ha territori, non ha sesso, l’amore è di tutti – dice coraggiosamente – il mio ministero sacerdotale accoglie tutti da più di 50 anni”.

Il Remilia Pride non termina qui, dj set fino alle 22 in piazza della Vittoria e poi ci si sposta al circolo Arci Tunnel, per la festa del REmilia Pride.