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Qatar, gli affari dell’emirato miliardario amante del Made in Italy – Affaritaliani.it

Dalle banche Barclays, Deutsche Bank e Credit Suisse ai club calcistici Paris SG e Barcelona. E da Valentino e Pal Zileri ai grattaceli di Porta Nuova. La mappa.

Parlare di Qatar e’ fare riferimento a tre elementi: ricchezza, petrolio e Made in Italy. Il piu’ piccolo degli emirati – e’ grande quanto l’Abruzzo ed e’ abitato da circa 2 milioni di persone di cui 1,5 milioni e Doha – ha di recente superato anche il Lussemburgo nella classifica dei paesi piu’ ricchi del mondo in termini di Pil pro-capite. Arroccato su una penisola attaccata all’Arabia Saudita sul Golfo Persico e indipendente dalla Gran Bretagna dal 1971, il Qatar, di fede islamica e di tendenza wahhabita, ha un’economia che si basa esclusivamente sulle risorse naturali. Il petrolio fu scoperto negli anni ’40 e sfruttato a partire dal decennio successivo. Inoltre, entro i confini del paese, c’e’ la piu’ grande riserva di gas naturale del mondo, fattore che contribuisce a un pil che, nel 2016, si aggirava intorno ai 157 miliardi di dollari, ma che soprattutto lo ha reso il primo esportatore al mondo di gnl. Una potenza economica al terzo posto tra i paesi del Golfo con una crescita economica che tra il 2006 e il 2015 ha toccato il 12,4%. I Mondiali di calcio del 2022 si terranno nell’emirato e questo ha dato un ulteriore spinta agli investimenti interni, sia nel residenziale con la realizzazione di Barwa Workers City, citta’ a dimensione umana per i lavoratori costruita a Al Wakrah e dell’Hilton Panorama Residence; nei trasporti (il completamento delle varie linee della metro di Doha e’ previsto entro il 2018), e nei servizi, secondo quanto indicato nel piano di sviluppo Vision 2030. Progetti in cui il governo prevede di spendere oltre 200 miliardi USD entro il 2022.

L’EMIRO TAMIM AL-THANI, TRA I PIU’ GIOVANI REGNANTI AL MONDO – Tamim bin Hamad al-Thani e’ l’emiro del Qatar dal 2013, uno dei piu’ giovani regnanti al mondo. E’ il secondo figlio del matrimonio tra lo sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani e la sua seconda moglie, Mozah bint Nasser al-Missned. Tamim ha 36 anni, tre mogli e otto figli. Si e’ laureato all’accademia militare di Sandhurst nel Regno Unito nel 1998 ed e’ stato nominato principe ereditario cinque anni dopo. E’ stato il secondo comandante delle Forze Armate e uno dei promotori dei Mondiali di calcio in Qatar nel 2022. Il calcio resta la grande passione dell’emiro. Il Qatar e’ proprietario della squadra Paris Saint-Germain ed e’ sponsor del Barcellona F.C. A fine gennaio Tamim e’ arrivato a Roma per la sua prima visita diplomatica in Italia dall’inizio del Regno: occasione per incontrare Mattarella e le autorita’ di Stato ma anche gli affari. Sono infatti molti i ‘gioielli’ italiani su cui il Qatar ha messo le mani negli ultimi anni: una ‘passione’ che spazia dall’immobiliare alla moda, allo sport.

L’IMPERO QIA, FONDO SOVRANO DA OLTRE 300 MILIARDI DI DOLLARI – Qatar Investment Authority, Qia, il fondo sovrano qatariota creato nel 2005 per gestire i ricavi dalle vendite di gas naturale liquefatto, di cui il paese e’ il piu’ grande esportatore mondiale, conta assets per oltre 300 miliardi di dollari in beni acquisiti in tutto il mondo, ed e’ il 14esimo piu’ ricco del mondo, stando al Sovereign Wealth Fund Institute. Nell’impero del Qia si trovato proprieta’ da Hollywood a New York, beni residenziali a Londra, aziende italiane nel settore della moda di lusso e una squadra di calcio, Il Paris Saint Germain. Il QIA e’ anche il maggiore investitore nel mercato azionario qatariota e detiene quote di maggioranza della Qatar National Bank SAQ – il piu’ grande finanziatore del Consiglio di cooperazione del Golfo. In Europa il QIA e’ il principale azionista della casa automobilistica tedesca Volkswagen e nel 2012 ha avuto un ruolo fondamentale nell’acquisizione da 27 miliardi di euro di Xstrata da parte di Glencore, dopo aver chiesto alla societa’ svizzera di scambio merci di alzare la sua offerta per Xstrata, nella quale il QIA aveva una quota superiore al dieci per cento. Nel 2011 il Qatar Sports Investments ha comprato la squadra di calcio Paris Saint-Germain Football Club, che ha poi comprato David Beckham e vinto quattro campionati francesi. Sempre attraverso Qia nel 2015 l’ex primo ministro del Qatar Hamad bin Jassim ha comprato una quota del 10 per cento della societa’ spagnola El Corte Ingle’s, la piu’ grande catena di grandi magazzini dell’Europa occidentale. In Gran Bretagna tra le maggiori quote di Qia ci sono quelle nel distretto londinese di Canary Wharf, nel grattacielo Shard, nel grande magazzino di lusso Harrods. Nel 2015 il QIA ha aperto un ufficio a New York con l’intento di investire 33 miliari di euro entro il 2020 per diversificare le sue proprieta’ nel settore petrolifero. Il QIA poi e’ in cerca di possibili investimenti in tutta l’Asia. Tra i programmi la creazione di una societa’ d’investimento da 9,4 miliardi di euro con la societa’ cinese Citic Group.

DA PORTA NUOVA A VALENTINO CON GLI OCCHI SU BANCHE E ALBERGHI – Il Qatar ha una forte presenza in Italia – il fondo sovrano Qia con un portafoglio di oltre 150 miliardi di euro ha investito nel piano di sviluppo Porta Nuova a Milano e possiede complessi alberghieri e turistici in Costa Smeralda. Nel 2012 la finanziaria Mayhoola for Investment ha acquistato la Maison Valentino per 700 milioni di euro e il marchio Pal Zileri. Il Qatar Luxury Group della Qatar Foundation controlla il brand Qela e altri investimenti nel settore del turismo. Sempre nel 2012 il fondo sovrano ha comprato molti lussuosi alberghi e terreni di uno degli scorci di mare piu’ belli e turistici del mondo, la Costa Smeralda. Non solo, l’interesse del Qatar per l’Italia non ha risparmiato le banche: prima Mps, su cui si era fatto avanti il fondo Qia, in un secondo momento interessato anche all’aumento di capitale di Unicredit. Interesse, quello per le banche, gia’ ampiamente soddisfatto in Europa, dove il Qatar possiede quote rilevanti di colossi bancari come Deutsche Bank (10 per cento) e Credit Suisse (17 per cento). Ma sono gli alberghi il trofeo di Doha da esibire al mondo: oltre al Four Seasons di Milano, gli investitori dell’emirato hanno comprato a Firenze il Baglioni e il St Regis Florence, il Gallia a Milano, Westin Excelsior e Grand Hotel St Regis a Roma, Palazzo Gritti a Venezia: una campagna acquisti, cominciata nel 2014 e’ costata oltre un miliardo di euro.

ITALIA-QATAR: UN INTERSCAMBIO DI CIRCA 2 MLD EURO – Ma non solo investimenti: l’interscambio tra Roma e Doha e’ tornato a crescere e, secondo dati aggiornati, il volume dei rapporti commerciali tra i due Paesi ha toccato quota 1,785 miliardi di euro, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il saldo e’ negativo per l’Italia (-337 milioni di euro), con esportazioni per 724 milioni di euro e importazioni, soprattutto di gas naturale, per 1,061 mld. La quota dei beni strumentali e’ di gran lunga la piu’ significativa per le nostre esportazioni, le cui voci piu’ consistenti sono tradizionalmente macchinari, metalli e prodotti in metallo, mobili, mezzi di trasporto, mentre il gas naturale (82%) e i derivati del petrolio (10,5%) costituiscono al quasi totalita’ delle nostre importazioni. Il settore delle infrastrutture ha dato particolare soddisfazione all’Italia con Salini Impregilo che lavorera’ in Qatar alla costruzione di uno stadio in vista dei Mondiali del 2022.

DAI MONDIALI AL ‘SOFT POWER’ DI AL JAZIRA: L’INFLUENZA DI DOHA – Sul fronte delle relazioni internazionali il Qatar ha finora avuto un forte che gli ha consentito di aggiudicarsi l’organizzazione dei Mondiali di Calcio del 2022. Il Qatar ospita inoltre la piu’ grande base aerea USA al di fuori del continente americano, sede del comando aereo USA nel Golfo, e la televisione satellitare Al Jazeera, tra le piu’ influenti dell’area; ha rappresentato per il biennio 2006-2007 il mondo arabo in Consiglio di Sicurezza; ha partecipato, unico Paese arabo, alla missione Unifil II in Libano; nel giugno 2008 ha ottenuto un grande successo diplomatico con l’accordo raggiunto dalle fazioni libanesi dopo 5 giorni di difficili negoziati a Doha; ha ospitato in permanenza nella capitale Doha i negoziati tra le varie parti coinvolte nella crisi del Darfur, sino alla firma nel luglio 2011 dell’Accordo tra il Governo sudanese e il Liberation and Justice Movement per l’adozione del Doha Document for Peace in Darfur. Nel 2012 Doha ha ospitato la XIII Conferenza UNCTAD, il 25mo Congresso dell’Unione Postale Universale e la UN Climate Change Conference 2012 (COP18). In ambito regionale, nel tentativo di colmare il vuoto di leadership creatosi nell’area dallo scoppio della Primavera Araba, il Qatar ha elevato il livello di impegno sui principali scenari di crisi: dalla Libia alla Siria, nel Golfo, ma anche nei processi di riconciliazione in Afghanistan e di pace in Medioriente.

Sorgente: Qatar, gli affari dell’emirato miliardario amante del Made in Italy – Affaritaliani.it

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