Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

Ma il Qatar finanzia davvero il terrorismo? – Remocontro

Domanda chiave nella disattenzione generale qualche giorno dopo l’esplodere della più grave crisi interna al mondo arabo dal 1990, l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq di Saddam Hussein. Il Qatar finanzia davvero il terrorismo come sostiene l’Arabia Saudita e suoi alleati? Ammettendo di riuscire a stabilire cosa sia il terrorismo, cerchiamo qualche risposta

Da che pulpito viene la predica

Prima considerazione alla notizia della rottura tra Arabia Saudita e Paesi petroliferi del Golfo con il Qatar accusato di terrorismo: «Da che pulpito viene la predica». Se poi ci aggiungi il sostegno di Trump a tutta l’operazione, il pulpito già incerto, diventa sospetto.
Riassunto delle puntate precedenti: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrain, accusano il Qatar di sostenere il terrorismo, ma soprattutto accusano il Qatar di essere troppo vicino all’Iran, paese a stragrande maggioranza sciita che è arcinemico dell’Arabia Saudita. Storia antica, persiani contro arabi di almeno un migliaio di anni fa.

Terrorismo cosa?
Dalla sempre la comunità internazionale sta cercando di trovare una definizione condivisa tra rivolta, guerriglia o terrorismo. Non è tanto questione di definizione quanto di applicazione. Lo stesso atto muta nella lettura di chi lo compie o di chi lo subisce. Poi in genere decide chi vince.
Questioni ponderose e irrisolte, ci ricorda Elena Zacchetti sul Post: dal terrorismo di Stato, può esistere? A quello dei ‘movimenti di liberazione’. Combattere contro un regime autoritario può essere terrorismo? E chi certifica sull’autentico regime autoritario che si può combattere?
Di fatto, il terrorismo per uno, spesso non lo è per molti altri. E qui arriviamo al nocciolo del pasticcio arabo attuale.

I Fratelli Musulmani
I Fratelli Musulmani sono un movimento politico-religioso islamista sunnita presente in diversi paesi del Medio Oriente. Per i regimi autoritari sunniti (sauditi appunto e alleati), sono un gruppo terroristico con ambizioni di governo, mentre da alcuni Paesi in Occidente sono visti come una forza politica legittima. Negli ultimi anni il Qatar, a differenza degli altri paesi sunniti del Golfo, si Persico, si è schierato con il secondo gruppo.
Il paese in cui si è vista di più la rottura tra il primo e il secondo gruppo è stato l’Egitto. La cosiddetta ‘primavera araba’ del 2011 con la caduta di Mubarak e la vittoria dei Fratelli Musulmani con Morsi presidente. Elezioni democratiche poco gradite alle monarchie del Golfo, se mai certe pretese di voto democratico potessero contaminare anche i loro reami.

L’amico d’occidente Al Sisi
La presidenza di Morsi duro solo un anno. Nel 2013 Morsi fu deposto da un colpo di stato del generale Abdel Fattah al Sisi, oggi presidente dell’Egitto riverito in Occidente. E Sisi mise fuori legge l’organizzazione dei Fratelli Musulmani, copiato subito da Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, che accusarono il Qatar di dare rifugio nel proprio territorio a politici islamisti di opposizione sauditi ed emiratini. Il Qatar avrebbe appoggiato il terrorismo perché ha sostenuto il governo dei Fratelli Musulmani in Egitto? Un po’ dura da sostenere.
Il caso di Hamas. Hamas, la fazione palestinese che governa la Striscia di Gaza, è considerata un’organizzazione terroristica da Israele e dai suoi alleati occidentali, ma è vista da molti arabi come una forza di resistenza armata contro l’occupazione israeliana nei territori palestinesi.

Gli amici dei miei nemici
I sauditi non sono nemici di Hamas. Il governo di Riad ha continuato a finanziare Hamas anche quando, a metà degli anni Duemila, Hamas cominciò a dipendere sempre di più dagli aiuti dell’Iran, paese a maggioranza sciita e nemico giurato dell’Arabia Saudita. Quando nel 2012 l’allora leader politico di Hamas ruppe i rapporti con il regime siriano di Bashar al Assad, stretto alleato dell’Iran, il sostegno iraniano ad Hamas cominciò a ridursi parecchio, lasciando spazio ai nuovi ingenti finanziamenti del Qatar e della Turchia. Insomma, Hamas come una fidanzata contesta a colpi di milioni e armamenti.
Perché oggi l’Arabia Saudita sta chiedendo al Qatar di rompere i rapporti con Hamas, che definisce un gruppo terroristico? Risposta da cercare nell’inimicizia dell’Arabia Saudita verso Iran e Qatar, più che in una reale convinzione che i miliziani palestinesi siano diventati terroristi praticamente da un giorno all’altro, conclude Elena Zacchetti.

Qatar finanzia al Qaida e Stato Islamico?
L’Arabia Saudita e alleati hanno accusato il governo di Doha di appoggiare al Qaida e lo Stato Islamico, le due organizzazioni terroristiche più pericolose al mondo. Esiste una analisi credibile? Il rapporto 2015 sul terrorismo pubblicato dal dipartimento di Stato americano: «Nonostante questi sforzi, entità ed individui in Qatar continuano a essere una fonte di sostegno finanziario per il terrorismo e i gruppi estremisti e violenti, in particolare gli affiliati di al Qaida nella regione, come il Fronte al Nusra».
Ma Secondo Hassan Hassan, analista esperto di Siria e Iraq, il Qatar non ha mai sostenuto direttamente lo Stato Islamico e al Qaida, anche se una legislazione non troppo rigida potrebbe avere facilitato i trasferimenti di denaro, ed ha appoggiato altri gruppi di ribelli siriani islamisti ed estremisti, come ad esempio Ahrar al Sham.

Integralismo sunnita diffuso
Il Qatar non è stato certo l’unico paese del Golfo a sostenere e finanziare i ribelli siriani radicali. La fluidità delle alleanze in Siria, i moltissimi gruppi nello schieramento dei ribelli, rende difficile dire se i finanziamenti provenienti dall’estero -e non solo arabi- vanno a gruppi jihadisti o no. E trova forza il sospetto che l’attuale crisi araba sunnita sia motivata da altro. L’impressione è che in tutto questo c’entri soprattutto l’Iran: o meglio, l’approccio non antagonista che il governo del Qatar continua ad avere nei confronti dell’Iran e delle milizie sciite sue alleate, rompendo di fatto quello che i sauditi vorrebbero fosse un fronte dei paesi arabi sunniti.
L’Arabia Saudita ha anche accusato il Qatar di appoggiare i ribelli sciiti Houthi in Yemen, sostenuti dall’Iran. Salvo il fatto che il Qatar, fino a una settimana fa è stato un membro della coalizione anti-Houthi, prima di essere espulso, dopo l’inizio della crisi.

Questione sciita
Arabia Saudita e Bahrein accusano il Qatar di appoggiare le comunità sciite dei loro paesi, e non è certo terrorismo. In Bahrein, la maggioranza della popolazione sciita è stata repressa con violenza dalla monarchia sunnita. In Arabia Saudita gli sciiti sono una minoranza, obiettivo di alcuni degli attentati dello Stato Islamico. Il Qatar ha cercato in più di un’occasione di farsi mediatore in questa tensioni interne in casa altrui.
Il Qatar, sembra essere questa la sola conclusione sensata- è stato isolato per avere sostenuto movimenti che minacciano la stabilità dei regimi e delle monarchie sunnite, Fratelli Musulmani o minoranze sciite, e per avere rapporti con il peggior nemico del fronte guidato dall’Arabia Saudita, cioè l’Iran.

Sorgente: Ma il Qatar finanzia davvero il terrorismo? – Remocontro

Spread the love
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

adv