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Per il tax day un conto da oltre 61 miliardi – Il Sole 24 ORE

Archiviati i bollettini e gli F24 per il pagamento di Imu e Tasi – il 16 giugno è ormai un lontano ricordo per i professionisti – domani scatta il tax day delle imposte erariali. Da Irpef, Ires, Irap e Iva arriverà il grosso dei 61,6 miliardi che si stima finiranno nelle casse pubbliche tra saldo 2016 e primo acconto per l’anno d’imposta 2017. Ma al totale del 30 giugno contribuiscono molte altre scadenze di pagamento, tra cui quelle per la cedolare secca sugli affitti e le imposte sostitutive versate da minimi e forfettari: nello scadenzario delle Entrate il totale dei versamenti arriva a quota 68.

Gli ultimi giorni sono stati frenetici per i professionisti, alle prese con il ricalcolo dell’Ace dopo le modifiche imposte dalla conversione della manovrina, la legge 96, che è intervenuta sul Dl 50/2017 eliminando tra l’altro il quinquennio mobile per il calcolo degli incrementi patrimoniali.

L’eliminazione del tax day “unico” e la separazione dei pagamenti tra il 16 e il 30 giugno non sembrano aver prodotto – almeno finora – l’effetto di alleggerimento atteso tra gli addetti ai lavori. Anche perché ai pagamenti si è aggiunto il debutto dal 1° luglio delle novità sullo split payment per le società a controllo pubblico e quotate in Borsa, con il decreto ministeriale in arrivo sul filo di lana.

Alla luce di queste complicazion, oltre che delle esigenze di liquidità di tante imprese, non è difficile prevedere che molti contribuenti sfrutteranno in pieno la possibilità di mandare il versamento ai tempi supplementari, entro il 31 luglio, con la maggiorazione dello 0,4 per cento. Gli introiti del tax day confluiranno così all’Erario nell’arco di alcune settimane. In alcuni casi, inoltre, parte delle imposte arriveranno sotto forma di trattenuta in busta paga: è il caso dei dipendenti e dei pensionati che, presentando il 730, non dovranno ricorrere al modello F24 per saldare la cedolare secca sugli affitti.

Proprio la cedolare è il tributo con il maggior tasso di crescita rispetto all’anno scorso, con un incasso che si stima possa superare gli 1,3 miliardi tra saldo 2016 e primo acconto 2017. È un trend che deriva dall’aumento costante dei proprietari che scelgono la “tassa piatta” (ormai a quota 2 milioni) e dal fatto che, nel primo anno di applicazione, l’imposta non viene versata. Questo fa sì che al secondo anno, oltre l’acconto, venga versato un saldo extra large, prima di andare a regime al terzo anno.

A livello generale, poco più degli incassi totali arriveranno dall’Iva, oltre 32 miliardi, tra prelievo sugli scambi interni e le importazioni, anche grazie agli effetti positivi per l’Erario dello split payment. In termini di impatto per i contribuenti, però, l’effetto maggiore sarà quello degli oltre 8,6 miliardi di Irpef, per i quali sono chiamate alla cassa 11,2 milioni di persone fisiche, tra autonomi, professionisti, amministratori e soci di Snc e Sas. È questo il popolo tradizionale del modello Unico PF ed SP, che quest’anno si confronta con il modello Redditi, nuovo almeno nel nome, anche se molti quadri sono identici a quelli degli scorsi anni. Dopo l’Iva è l’imposta sui redditi delle società a fornire il maggior contributo alle casse erariali in occasione dei versamenti estivi (oltre 14 miliardi): il tutto nell’attesa di risentire degli effetti positivi della riduzione del taglio di aliquota al 24 per cento. Effetti positivi che per le imprese si vedono già sull’Irap grazie alla deduzione del costo del lavoro che consente, insieme agli altri sgravi introdotti negli ultimi anni, di “limitare” il conto rispetto al recente passato con comunque poco più di 5 miliardi attesi.

E, a proposito di aspettative, ci sono due scadenze entro fine luglio da cui le finanze pubbliche si attendono molto: l’adesione alla voluntary-bis e il versamento della prima o unica rata della rottamazione delle cartelle.

Sorgente: Per il tax day un conto da oltre 61 miliardi – Il Sole 24 ORE

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