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Peggiorano le condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza – Ancora Fischia il Vento

Peggiorano le condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza. Denuncia dell’Onu dopo la forte riduzione dell’energia elettricaPeggiorano le condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza. La denuncia viene direttamente dal coordinatore umanitario dell’Onu nei Territori palestinesi occupati, Robert Piper che, in una nota diffusa oggi, avverte delle conseguenze che potrebbero venire da un’ulteriore riduzione dell’approvvigionamento elettrico nella Striscia di Gaza sulle condizioni di vita della popolazione di Gaza, di circa due milioni di persone.All’inizio di questa settimana, infatti, Israele ha deciso di ridurre di quasi la meta’ la fornitura di energia elettrica alla Striscia, dopo che l’Autorita’ palestinese ha ridotto i pagamenti mensili di tale approvvigionamento del 30 per cento. Da qui l’appello di Piper all’Autorita’ palestinese (Anp), ad Hamas – che controlla la Striscia – e Israele “a mettere in primo piano il benessere dei residenti di Gaza e ad adottare le misure necessarie per evitare ulteriori sofferenze”. Un appello che segue uno analogo alla comunita’ internazionale esortata a sostenere gli sforzi, limitati, delle Nazioni Unite volti a impedire il crollo dei servizi basici della Striscia come quelli igienico-sanitari, l’erogazione dell’acqua e i servizi comunali.Per il Palestinian Center for Human Rights (PCHR), l’aggravarsi di tale crisi e la riduzione delle ore di erogazione della corrente hanno causato danni ingenti: riduzione dei servizi per i civili, specialmente sanitari e ambientali, della fornitura di acqua e servizi igienici ma anche limitazioni ai lavori delle fabbriche e delle strutture commerciali, peggiorando la situazione economica di Gaza, già precaria.Secondo la Gaza Electricity Distribution Corporation (GEDCO) il fabbisogno attuale di corrente elettrica nella Striscia di Gaza ammonta a 450 megawatt, di cui solo 120 sono disponibili (26,7%), con un deficit di 330 megawatt (73,3%). La GEDCO ha dichiarato che la corrente disponibile proviene soltanto dalle linee israeliane, poiché quelle egiziane non funzionano e la centrale elettrica è spenta. In una dichiarazione pubblicata dalla Energy Authority di Gaza il 16 aprile 2017 si legge che l’attuale crisi è stata provocata dalla chiusura totale della centrale dovuta all’alta domanda di carburante necessario per far funzionare la centrale, e dall’ostinazione del governo di Ramallah nell’imporvi una tassazione. Un’ulteriore riduzione dell’elettricita’ richiedera’ la consegna mensile di un milione di litri di carburante per mantenere le funzioni minime di 186 strutture essenziali operanti in tutta la Striscia.Il ministero della Salute palestinese a Gaza è stato costretto a ridurre i servizi di diagnostica e supporto ospedaliero per via della crisi e per la mancanza di carburante necessario per il funzionamento dei generatori dell’ospedale. Secondo il portavoce del Ministero, Ashraf al-Qedra, il Ministero sta attraversando una fase molto delicata ed è costretto a mettere in funzione i generatori di secondo livello, riducendo così i servizi diagnostici e di supporto. Al-Qedra, inoltre, ha dichiarato che qualora la crisi proseguisse saranno chiuse 40 sale operatorie e 11 sale parto, dove ogni giorno vengono effettuate circa 250 operazioni chirurgiche e parti cesarei, così come 50 laboratori medici e 10 banche del sangue. Ha anche espresso preoccupazione riguardo le ripercussioni della crisi sulla salute di circa 100 pazienti in terapia intensiva, 113 bambini in incubatrice e 620 pazienti che hanno bisogno di 117 apparecchi per dialisi usati 3 volte a settimana. Ha sottolineato che la crisi colpisce in generale la sicurezza della medicina, dei laboratori medici e dei vaccini conservati nei frigoriferi e ha un impatto negativo sui reparti di emergenza degli ospedali, privandoli dei servizi sanitari.Il PCHR sottolinea infine che Gaza è ancora un territorio occupato, quindi le autorità israeliane ne hanno la responsabilità. Inoltre chiede alle stesse, che occupano una posizione di rilievo secondo il diritto umanitario internazionale, di mantenere gli obblighi nei confronti della popolazione della Striscia di Gaza e garantire ai civili l’accesso ai servizi di base essenziali, come le riserve di carburante necessarie per far funzionare la centrale elettrica. Il PCHR fa inoltre appello alle parti che si occupano del settore dell’elettricità a Gaza e Ramallah affinché risolvano immediatamente questa crisi e risparmino a questa zona un ulteriore deterioramento delle condizioni.Per Piper se Anp e Israele dovessero permanere nelle decisioni assunte la situazione nella Striscia diventerebbe catastrofica con solo due ore di energia elettrica fornita ogni giorno.

Sorgente: Peggiorano le condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza – Ancora Fischia il Vento

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