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Ocse taglia la crescita dell’Italia nel 2018, peggior performance fra i grandi Paesi

 

di Giuliana Licini

L’Ocse conferma la crescita dell’1% del Pil italiano per il 2017, ma taglia le previsioni per il 2018 dall’1% indicato a marzo allo 0,8%. È il dato peggiore tra tutti i maggiori Paesi. A pesare sull’anno prossimo, secondo l’Economic Outlook semestrale dell’organizzazione internazionale con base a Parigi, sarà una correzione dei conti pubblici stimata all’1% del Pil, «come richiesto dalle regole Ue, anche se l’economia sta funzionando ben al di sotto del suo potenziale e la ripresa resta fragile», indica l’Economic Outlook semestrale dell’Organizzazione. L’assunto è che la correzione implichi un mix di aumento delle tasse sui consumi e di tagli alla spesa, «anche se il Governo ha recentemente segnalato che intende attuare un aggiustamento fiscale dello 0,3%».

La ricetta Ocse si basa, invece, sul «dare la priorità agli investimenti pubblici in infrastrutture, a programmi di ricerca e alla lotta alla povertà e al proseguimento delle riforme strutturali» che accelererebbero la ripresa e alzerebbero l’output potenziale, oltre a rendere la crescita più inclusiva e a ridurre il rapporto debito/Pil, che intanto si è «stabilizzato». L’Organizzazione prevede un deficit/Pil al 2,1% quest’anno e all’1,4% il prossimo e un debito pubblico in calo al 131,8% nel 2017 e al 130,6% nel 2018, dopo il 132,5% toccato nel 2016. Il tasso di disoccupazione è atteso in leggera flessione all’11,5% quest’anno e all’11,2% il prossimo, dall’11,7% del 2016.

La crescita dell’occupazione è vista in rallentamento da +1,3% nel 2016 a +0,7% quest’anno e a +0,5% il prossimo. Ne risentirà la dinamica dei consumi privati pronosticata a +0,7% e +0,4%, dopo +1,3% nel 2016. I consumi pubblici sono visti in crescita dello 0,6% quest’anno come nel 2016, ma in frenata a +0,1% nel 2018. Nell’insieme la domanda interna, dopo essere cresciuta dell’1,1%, dovrebbe accontentarsi di +1% nel 2017 e dello 0,9% nel 2018. L’export, che si avvantaggia del rafforzamento della domanda globale e del calo dell’euro, è stimato in aumento del 4,1% nel 2017 e del 3,6% nel 2018, ma sono in netta crescita anche le importazioni (+4,7% e +3,9%). L’inflazione, dopo -0,1% nel 2016, dovrebbe essere dell’1,5% nel 2017 e dell’1,3% nel 2018.

ITALIA LUMACA FRA I GRANDI
Le stime di crescita a confronto. Anno su anno, in %. (Fonte: Economic Outlook Ocse giugno 2017)
20172018
6,62,12,01,61,41,31,06,42,42,01,01,01,50,8CinaUsaGermaniaRegno UnitoGiapponeFranciaItalia01234567

Alzata a +3,5% crescita globale 2017, «un po’ meglio ma non basta»
Quanto all’umore dell’economia globale è risalito nell’ultimo anno, ma l’ancora modesta espansione ciclica non è abbastanza robusta da garantire una ripresa duratura dell’output potenziale o per ridurre le persistenti disparità. L’Ocse nell’Outlook Economico semestrale rivede al rialzo la crescita del Pil globale nel 2017, dal 3,3% indicato a marzo al 3,5%, e mantiene la stima del 3,6% per il 2018, dopo il 3% del 2016. Confrontata con la media dei 20 anni pre-crisi, la crescita del Pil pro-capite dell’Ocse resta inferiore di mezzo punto ed è sotto la media anche la crescita globale, rileva lo studio.

Dopo cinque anni di ripresa debole, con la crescita del 2016 al livello minimo dal 2009 – indicano comunque gli economisti dell’Ocse – «inizia a vedersi un miglioramento».

Gli investimenti, il commercio e il settore manifatturiero sono in risalita, ma partendo da livelli bassi, aiutati da un irrobustimento della domanda domestica in Asia ed Europa ed è cresciuta anche la fiducia del settore privato. Ci sono segnali di una maggiore domanda per beni high-tech e di investimenti per migliorare l’apparato produttivo. A dare una mano contribuiscono le politiche di stimolo perseguite da alcune economie emergenti, particolarmente in Asia e le politiche fiscali di moderato supporto in varie economie avanzate. Per l’area Ocse, che riunisce i 35 Paesi industrializzati, la previsione di crescita è del 2,1% sia nel 2017 che nel 2018, dopo l’1,8% del 2016.

L’Italia, come si diceva, è il fanalino di coda. Il Pil degli Usa è visto in accelerazione, ma meno di quanto indicato a marzo: le prospettive sono di un aumento del 2,1% quest’anno e del 2,4% il prossimo, dopo +1,6% nel 2016 (ma contro +2,4% e +2,8% indicati tre mesi fa).

Eurozona in miglioramento
L’orizzonte si fa un po’ più roseo per l’Eurozona, con una crescita attesa all’1,8% sia nel 2017 sia nel 2018, contro +1,6% nelle precedenti stime. Il Pil tedesco è visto in crescita del 2% in entrambi gli anni (contro 1,8% e 1,7% a marzo) e quello francese dell’1,3% e dell’1,5% rispettivamente (da 1,4% in entrambi gli anni). Per il Giappone le previsioni puntano a +1,4% e +1% (da +1,2% e +0,8%). Per i Paesi non-Ocse le stime sono di una crescita a +4,6% e +4,8%. Per la Cina, in particolare, il pronostico è +6,6% e +6,4% (da +6,5% e +6,3%) e per l’India super-star del 7,3% e del 7,7%. Il commercio mondiale dovrebbe segnare una ripresa del 4,6% quest’anno e del 3,8% il prossimo, dopo il modesto +2,4% del 2016. In questo quadro resta tuttavia elevata l’incertezza delle politiche, è diminuita la fiducia nei Governi, la crescita dei salari è ancora debole, la produttività sottotono, l’ineguaglianza persiste.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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