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Una nuova ricerca sul cancro è stata pubblicata nell’ambito dello studio sul Roundup — cosa potrebbe significare questo per i consumatori?

Mentre il pubblico è ancora sconvolto dalla classificazione come “probabile cancerogeno per l’uomo” effettuata dalla Agenzia internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC), sono emersi alcuni recenti sviluppi che potrebbero cambiare tutto. Una nuova indagine eseguita da Reuter’s ha rivelato che uno scienziato in particolare era a conoscenza di alcuni dati relativi ad una grossa ricerca effettuata che proverebbe l’esatto opposto di quanto dichiarato ma che ha trattenuto tali informazioni durante la fase di revisione.

Aaron Blair, uno dei ricercatori senior dello studio inizialmente effettuato nonché uno degli scienziati che ha condotto la revisione a tale studio sul glifosato assieme all’IARC, aveva accesso a tutte queste informazioni. Sembra che, poiché i dati ai quali Blair aveva accesso, che non mostravano nessun collegamento tra glifosato e cancro, non erano stati ancora pubblicati quando è stata effettuata la revisione, l’IARC non ha potuto prendere in considerazione tali informazioni durante la sua classificazione. Nel corso di una deposizione giurata, Aaron Blair ha dichiarato che se questi dati fossero stati parte della revisione dell’IARC, la decisione finale sarebbe cambiata.

Le motivazioni che stanno dietro alla decisione di non pubblicare questi dati prima della revisione dell’IARC non sono ancora completamente chiari. Blair ha in ogni caso sostenuto che i dati contenevano troppe informazioni perché venissero pubblicati in un solo documento prima che venisse effettuata la revisione. Tuttavia non esistono prove che Blair e gli altri autori della bozza sulle scoperte della ricerca sapessero quanto i risultati di tale studio potevano essere importanti per la scienza e la salute pubblica. Gli altri esperti che sono intervenuti, durante un’intervista effettuata da Reuter’s, non sono riusciti a trovare nessuna ragione perché i risultati non venissero pubblicati visto che i dati erano convincenti e rilevanti. Un noto sostenitore della chiarezza scientifica, Michael Eisen, il quale è anche professore di genomica e genetica all’università della California-Berkeley, ha ritenuto ridicola la decisione dell’IARC di non rivedere i dati non ancora pubblicati nell’ambito della sua ricerca. Ha inoltre sostenuto che l’IARC sembrava avere fretta di arrivare alle conclusioni alle quali è giunta.

Uno sguardo indietro all’inizio del glifosato

GlyphosatePer decenni, chiunque, a partire dagli agricoltori agli imprenditori agricoli passando per i consumatori medi, si sono affidati ai prodotti contenenti glifosato, come il Roundup, per eliminare le erbacce e la loro crescita indesiderata nei giardini, nei campi coltivati, nei boschi e negli orti. Questo erbicida non selettivo fa miracoli, liberando rapidamente i terreni da tutte le erbe indesiderate ed è stato, comprensibilmente, il rimedio al quale molti si sono rivolti fin dalla sua scoperta nel 1970 da parte del chimico di Monsanto, John E. Franz.

Sfortunatamente, le controversie sul largo utilizzo di questo prodotto chimico hanno portato a informazioni per i consumatori abbastanza conflittuali. Qualche ricercatore ha sostenuto che questa sostanza chimica è strettamente correlata a determinati tipi di cancro. Eppure, ci sono fonti attendibili che hanno sostenuto il contrario. Nel 2015, la IARC ha effettivamente classificato il glifosato come probabile cancerogeno, il che in teoria significa che qualsiasi prodotto che contiene la sostanza chimica potrebbe causare il cancro. Questo disaccordo ha sollevato un’enorme protesta dei consumatori, i quali si sono per anni affidati al Roundup e prodotti simili e ha portato a molteplici azioni legali. Ma quanto sono affidabili queste informazioni?

La storia degli studi sul glifosato

L’uso intenso del glifosato ha portato a studi sulla sua sicurezza fin dal 1980 da parte dell’Agenzia statunitense per la protezione ambientale (Environmental Protection Agency) e altre agenzie internazionali, come l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e la Commissione per la sicurezza alimentare del Giappone. Anche dopo regolari revisioni della sostanza chimica negli ultimi 35 anni, tutte queste autorità hanno dichiarato che tale sostanza è improbabilmente cancerogena per l’uomo.

Ci sono state diverse conclusioni relative ai test svolti sul glifosato da parte dei ricercatori. Molti ricercatori individuali e gruppi di ricerca hanno testato il prodotto su cavie da laboratorio ed hanno monitorato gli effetti della sostanza chimica nell’acqua e nel cibo per determinarne la sicurezza e gli effetti sull’uomo se sottoposto ad un esposizione ripetuta.

Quale può essere il futuro dei prodotti contenenti glifosato?

RoundupAnche se ci sono prove chiare ed inconfutabili che il glifosato non dovrebbe essere collegato al cancro, è difficile stabilire se o quando la classificazione dell’IARC potrà cambiare. Finora, l’IARC ha visibilmente dimostrato di non voler rettificare la sua decisione che la sostanza è un probabile cancerogeno. Tuttavia, le informazioni che dicono il contrario esistono e il pubblico le conosce, il che potrebbe cambiare molte cose per i consumatori che in precedenza si erano detti preoccupati. Una nuova prova è stata messa in evidenza durante un recente dibattito sul bilancio dell’EPA, quando è stato chiesto all’amministratore dell’EPA, Scott Pruitt, di prendere in esame le nuove prove che erano state tenute nascoste nell’ambito della revisione della sostanza chimica da parte dell’IARC.

Ci sono comunque tutte le intenzioni a scavare a fondo per stabilire la cancerogenicità del glifosato, con un manoscritto che conterrebbe una possibile revisione da parte di studiosi da consegnare in un prossimo futuro. Mentre una data per poter visionare tali studi sembra essere ancora lontana, è confortante sapere che ci potranno essere dei cambiamenti dovuti a tali studi.

 

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