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Movida a Torino, Askatasuna: “Forze dell’ordine per strada è una provocazione”

I residenti: “Non si può cenare in mezzo ai poliziotti”

Persone che si allontanano correndo, tavolini divelti e un tappeto di vetri rotti, sullo sfondo, ancora una volta, una piazza di Torino. A tre settimane dai fatti di piazza San Carlo, l’obiettivo si sposta su piazza Santa Giulia. Altro spazio e altro contesto, ma quella di ieri, martedì 20 giugno, è stata un’altra notte difficile. La gente in fuga non scappa per reazione al panico come durante la finale di Champions League, ma si allontana dalle cariche della polizia in uno dei luoghi simbolo della movida torinese. Il 4 giugno scorso la giunta guidata dalla sindaca Chiara Appendino ha emesso un’ordinanza per vietare la vendita di alcolici d’asporto dalle 20. Una decisione che anche ieri sera all’ora X ha svuotato l’altro centro della movida torinese, San Salvario e portato, invece, un intero “pattuglione” di polizia tra i dehor di zona Vanchiglia. In un clima da neoprobizionismo Torino si è divisa in due: la calma piatta ai confini del Valentino e l’assedio di Santa Giulia.

La presenza degli agenti in tenuta antisommossa ha scatenato la protesta dei clienti dei locali e dei ragazzi del centro sociale Askatasuna che da vent’anni ha la sua sede a pochi metri dalla piazza. Una “provocazione”, confermano questa mattina anche gli esponenti dell’Askatasuna: “Non troviamo altri termini per definire un’operazione anti-movida portata avanti con la celere in assetto anti-sommossa, tutto per cercare qualcuno che si era portato la birretta da casa o dal minimarket”.

Oggi, invece, molte reazioni dei residenti sono favorevoli alla presenza della polizia. Tra i banchi del mercato che tradizionalmente occupa la piazza, un’anziana residente afferma: “Se la polizia è l’unica che può difenderci, ben venga”. Ma i sostenitori delle forze dell’ordine ieri sera non c’erano.

Alla presenza degli uomini in divisa, nella notte torinese sono partiti slogan per allontanare gli uomini con caschi e scudi e, intorno alle 22, gli uomini della polizia sono risaliti sui blindati.

Sul campo, però è rimasto un gruppo di agenti della Digos che è stata oggetto di provocazioni e attacchi da parte dei presenti in piazza. E a quel punto, sono stati richiamati i blindati con gli agenti che hanno dato vita subito a una carica contro i manifestanti devastando i dehor, frantumando bicchieri: scene da guerriglia urbana che conta tra i feriti quattro poliziotti.

Oggi Torino si interroga ancora sui fatti di piazza Santa Giulia. Mentre Riccardo, residente e membro del comitato di quartiere, sottolinea il nonsense di “cenare in mezzo alla polizia in tenuta antisommossa” e punta il dito proprio contro l’ordinanza del sindaco. Altri parlano di un “quartiere luna park”, cresciuto senza una programmazione, dove gli affitti sono lievitati, ma la qualità della vita è peggiorata proprio per la presenza massiccia di locali.

La Questura di Torino, in mattinata, ha comunicato che i controlli di ieri sera non erano volti esclusivamente al rispetto dell’ordinanza del sindaco, ma “erano stati predisposti nell’ambito dei normali servizi di controllo straordinario del territorio che vengono pianificati settimanalmente”.

E’ attesa per il pomeriggio la presa di posizione della sindaca Chiara Appendino che tuttavia deve incassare la richiesta di una relazione in consiglio comunale proprio da parte del suo gruppo. “Quanto è accaduto è sconcertante. Proviamo estrema preoccupazione per tutti quei cittadini che, trascorrendo una normale serata in piazza, si sono trovati in un’escalation di tensione e violenza. La legalità deve essere rispettata sempre e da tutti, ma la repressione che abbiamo visto ieri sera non può che rendere doverosa una profonda riflessione sulla gestione dell’ordine pubblico attualmente presente nella città di Torino” hanno scritto gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Sala Rossa.

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