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Mosul, Isis fa saltare in aria l’antica moschea di Al Nuri

Un luogo storico. Una luogo di culto del 12esimo secolo, il più antico di Mosul che ha rappresentato lo splendore di una città. E ora le immagini satellitari che circolano su Twitter la mostrano ridotta a un cumulo di macerie. «Isis ha fatto esplodere la moschea di Al Nuri», ha fatto sapere in un comunicato l’esercito iracheno. Un gesto annunciato, dato che i jihadisti del Califfato, attestati nelle ultime vie nella città Vecchia, avevano già da tempo minato la moschea.

Il minareto della moschea Il minareto della moschea

Qui, nel 2014 Al Baghdadi si era auto proclamato Califfo, salendo sul pulpito con il Rolex al polso. Qui, nei mesi successivi Isis aveva piantato la sua bandiera nera. Poi, quando i militari iracheni hanno iniziato l’assedio alla città in ottobre, la mossa di Isis di imbottire l’antico edificio di esplosivo.

Negli ultimi giorni i militari iracheni si sono avvicinati sempre di più al Gobbo, come viene chiamato in gergo dai militari l’antico minareto pendente alto 45 metri. La moschea venne costruita tra il 1172 ed il 1173 da Norandino, signore turco di Aleppo e Mosul che voleva unire i musulmani contro i crociati cristiani.. Così i jihadisti devono aver pensato che fosse meglio distruggere tutto piuttosto che lasciare la possibilità al nemico di togliere dal minareto la bandiera del Califfato. Un’altra barbarie che si va ad aggiungere alla distruzione delle antiche mura di Niniwe e al trafugamento dei reperti del museo archeologico della città.

In un comunicato diffuso su Amaq, la sedicente agenzia di stampa, Isis ha tentato di addossare la colpa della distruzione agli americani. Una notizia che non trova nessuna conferma, mentre nella parte vecchia della città ancora 100 mila civili rimangono in trappola usati come scudi umani dai jihadisti.

Sorgente: Corriere della Sera

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