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Migranti, l’Italia pronta al blocco dei porti alle navi delle Ong

L’annuncio a Bruxelles: «Basta approdi per le navi straniere». In due giorni sbarcati 12 mila migranti. Mattarella: così si rischia il caos

di Alessandra Arachi

L’ultimatum è arrivato dopo un flusso di sbarchi annunciati senza precedenti: 12 mila migranti in poco più di 48 ore, da 22 navi. «L’Italia potrebbe essere costretta a bloccare i porti alle navi di Ong per ragioni di sicurezza nazionale», ha detto ieri Maurizio Massari, ambasciatore dell’Italia presso la Ue, al commissario europeo degli Affari interni Dimitri Avramopoulos. Un’ondata mai vista, per gestire la quale il ministro dell’Interno Marco Minniti l’altro giorno ha sospeso il suo viaggio negli Stati Uniti.

Dall’Ue la prima risposta al nostro annuncio è stata che «la questione degli sbarchi è regolata dalla legge internazionale», ma poi è stato lo stesso commissario Avramopoulos ad ammettere: «La situazione dell’Italia è insostenibile. Non si può lasciare una manciata di Paesi a gestire l’emergenza, discuteremo di questo la prossima settimana a Tallin durante la riunione informale dei ministri di Giustizia e Interni, ma abbiamo tutti un obbligo umanitario di salvare vite».

Il premier Paolo Gentiloni non ha avuto mezze parole nei confronti dell’Ue: «Alcuni Paesi devono smettere di girare la faccia dall’altra parte su questo problema». E anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condiviso la necessità di un intervento deciso. «Se il fenomeno dei flussi continuasse con questi numeri — ha detto il capo dello Stato — la situazione diventerebbe ingestibile anche per un Paese grande e aperto come il nostro». E, ha sottolineato Mattarella, «il fenomeno migratorio va governato assicurando contemporaneamente la sicurezza dei cittadini». Anche per il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, «l’Europa non si può girare dall’altra parte».

Dal Parlamento europeo il presidente Antonio Tajani fa sapere di aver parlato con il presidente della Commissione europea Juncker: «Un colloquio positivo in cui ha ribadito che l’Ue non può voltare le spalle dall’altra parte». Sostegno alla linea Gentiloni-Minniti arriva anche dal capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, dal segretario del Pd Matteo Renzi e dal fronte azzurro di Forza Italia. «Apprendiamo con soddisfazione questa notizia», hanno scritto in una nota Renato Brunetta, Paolo Romani, Maurizio Gasparri e Laura Ravetto, aggiungendo che adesso aspettano una risposta dalla Ue.

Scettica è stata invece la reazione della Lega. Dice Roberto Calderoli: «Il governo valuta l’idea di chiudere i nostri porti alle navi straniere che raccolgono immigrati in modo da costringerle a sbarcarli altrove? A questa normale decisione si doveva arrivare nel 2014: a quest’ora avremmo accolto mezzo milione di immigrati in meno». Anche Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera di M5S parla di ritardo: «Fino a quando lo dicevamo noi tutti contro. Oggi invece è lo stesso governo che sta valutando di negare l’approdo nei porti italiani. Meglio tardi che mai». E ieri da Bruxelles è arrivato il primo via libera al piano da 3,3 miliardi di euro per aggredire le cause delle migrazioni nei Paesi d’origine sfruttando il cosiddetto «effetto leva».

Sorgente: Corriere della Sera

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