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May, governo di minoranza appoggiato da Unionisti dell’Ulster. Confermati ministri chiave – ilsole24ore.com

ilsole24ore.com – ELEZIONI POLITICHE IN GRAN BRETAGNA – May, governo di minoranza appoggiato da Unionisti dell’Ulster. Confermati ministri chiave – –di

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – «E ora tutti al lavoro». Theresa May sull’uscio di Downing street ha parlato come se nulla, o quasi, fosse successo. A poche ore dal voto che ha sancito il fallimento della sua politica e dello spirito con cui aveva chiamato il Paese alle urne – uscendo indebolita invece che rafforzata dalla prova elettorale – ha confermato la sua determinazione di formare al più presto un governo di minoranza in collaborazione con il Democratic Ulster Unionist party (Dup), la forza creata dal reverendo protestante Ian Paisley .

E ha confermato la stessa squadra di Governo nelle posizioni cruciali: Il ministro degli Esteri Boris Johnson, quello degli interni Amber Rudd, il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, il ministro della Brexit David Davis e il ministro della Difesa Michael Fallon resteranno al loro posto.

Theresa May senza maggioranza: spazzati via Ukip e hard Brexit

Appesa ai 10 deputati di Belfast
Quei dieci deputati di Belfast e dintorni le daranno i numeri per superare di due soli voti la soglia dei 326 seggi a disposizione. Una elezione suppletiva qualsiasi e sarà fuori, senza più maggioranza.

Asse Londra-Belfast punta a soft Brexit, l’Europa chiude tutta positiva

Eppure dopo aver incontrato la regina e averle comunicato la sua volontà di formare un governo di minoranza con il sostegno di Dup o in coalizione con il Dup, Theresa May ha indossato gli abiti da combattimento senza mostrare alcun segno di fragilità, nonostante le accuse dell’opposizione: i Liberaldemocratici hanno detto che dovrebbe «vergognarsi» di voler restare come premier.

 

 

May: avanti con la Brexit
«Questo Paese ha bisogno di certezze – ha detto – pertanto proseguirò con il piano sulla Brexit già programmato e che prevede i primi colloqui entro dieci giorni». Una riaffermazione della sua linea seppure senza gli aggettivi sentiti in campagna elettorale. Ha riaffermato la lotta al terrorismo e ha sottolineato che solo “Tory e Dup” possono dare un governo al Regno Unito.

Ha fatto anche un accenno al lavoro comune in parlamento, che gli ottimisti interpretano come volontà di coinvolgere maggiormente le forze ai Comuni. Inevitabile per un governo che vivrà sul margine di un pugno di voti e quindi sarà costantemente sotto schiaffo.

I RISULTATI DEL 2017
Il colore della mappa indica il partito del candidato che ha preso più voti

Per questo, nonostante la volontà messa in scena dalla signora premier, la realtà è quella di un governo estremamente fragile esposto alle correnti dei partiti. Un governo che potrebbe non durare a lungo. Mesi, forse, più che anni. I coltelli – si sussurra – nel partito conservatore sono già sfoderati per un complotto che potrebbe disarcionarla al primo passo falso. La storia dei Tory ne conta molti.

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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