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Londra, la polizia: “Sono 58 i dispersi, ritenuti morti”. Mesi per identificare le vittime – Rai News

La polizia britannica ha aggiornato il bilancio, ma avvisa che potrebbe peggiorare. Infuriano intanto le polemiche: il materiale usato per rivestire la facciata della Grenfell Tower era l’opzione più economica e infiammabile, per un risparmio di 2 euro al metro quadro. May sotto il tiro d’una piazza inferocita: “Vergognati, codarda!” Tweet Incendio Londra, ​in mille protestano a Downing Street Rogo Grenfell Tower, tensione al municipio londinese di Kensington Londra: brucia grattacielo di 27 piani, almeno sei morti Inghilterra, grattacielo in fiamme nel cuore di Londra: le immagini del rogo della Grenfell Tower La Grenfell Tower avvolta dalle fiamme: il video de devastante incendio nel cuore di Londra Incendio nel centro di Londra, 2.000 persone evacuate da uffici
17 giugno 2017 La polizia britannica ha annunciato che almeno 58 persone sono ancora disperse, e quindi presumibilmente morte, nell’incendio della Grenfell Tower, nell’ovest di Londra: un bilancio, ha precisato la London Police, che potrebbe ancora aumentare, aggiungendo che ci vorranno settimane, se non mesi, per identificare tutte le vittime. Vite spezzate per pochi euro Il dolore si accompagna ora alle polemiche, mentre la conta dei morti non è ancora definitiva e allo strazio si aggiunge la drammatica consapevolezza, che a tanti dei corpi rimasti intrappolati nell’inferno della Grenfell Tower non si potrà mai dare un nome. Il materiale usato per rivestire la facciata del grattacielo era l’opzione più economica e infiammabile, secondo quanto scrive il quotidiano britannico ‘The Guardian’. L’azienda Omnis Exteriors, che aveva fornito il composto di alluminio usato all’esterno dei 24 piani, ha riconosciuto che si trattava dell’opzione più economica. Il direttore dell’azienda, John Cowley, ha detto al giornale che si tratta di materiale chiamato Reynobond PE, che al metro quadro costa 2 sterline in meno rispetto a Reynobond FR, il quale è invece “resistente al fuoco”. Secondo la ricostruzione del Guardian, a installare i pannelli comprati da Omnis è stata l’azienda Harley Facades, mentre a gestire i lavori era un’altra azienda, la Rydon, chiamata dal municipio di Kensington e Chelsea, perché l’edificio era di proprietà dell’ente locale: l’obiettivo originario era di alloggiare le fasce di popolazione più povere, poi però (con alcuni cambiamenti legislativi) alcuni appartamenti erano finiti ai privati. Quelle 2 sterline al metro quadro sono costate la vita ad almeno 30 persone. Tra loro, la conferma è arrivata nella serata di ieri, ci sono anche Gloria Trevisan e Marco Gottardi. La conferma: Gloria e Marco sono morti Lei di Camposampiero in provincia di Padova, lui di San Stino di Livenza, Venezia. Fidanzati, entrambi di 27 anni e architetti: due giovani vite spezzate tra le fiamme. Con poche migliaia di euro i due ragazzi, e come loro le altre vittime, sarebbero salvi. I pompieri sperano che i decessi effettivi siano meno di 100. La premier britannica, Theresa May, ha chiesto che venga condotta un’inchiesta giudiziaria su cause e responsabilità dell’incendio. I due fidanzati veneti abitavano al 23esimo piano, il penultimo dell’edificio di North Kensington: 120 appartamenti affittati a basso costo rispetto altre sistemazioni della city, per un totale di 600 persone residenti. Lauree da 110 e lode, erano arrivati a Londra a inizio marzo per costruire insieme una vita migliore di quella che l’Italia, fino al giorno della partenza, sembrava potergli offrire. “Londra sembrava la ‘terra promessa’. Volevano cercare un lavoro che li gratificasse, per essere indipendenti e anche per dare un contributo alle famiglie – racconta Maria Cristina Sandrin, avvocato della famiglia Trevisan – In Italia la cifra massima che Gloria poteva trovare sul mercato era di 300-400 euro. E’ uno dei classici cervelli in fuga”. La notte del rogo, Gloria e Marco si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno chiamato i parenti. Intorno alle 3 le televisioni avevano iniziato a trasmettere le immagini in diretta. Da una parte del telefono i genitori, dall’altra i figli: “Mamma, mi sono resa conto che sto morendo. Grazie per quello che hai fatto per me”. E mentre il mondo guardava dietro uno schermo il fuoco ingoiare il palazzo, la cugina di Gottardi, Pamela Pizziolo, scriveva su Facebook: “Se qualcuno li avesse visti mi contatti il prima possibile. Non ho loro notizie dalla scorsa notte e i loro telefoni sono spenti”, postando una foto dei due sorridenti. Theresa May contestata: “Vergognati, codarda!” E dopo quelle del rogo assassino di mercoledì, si alzano a Londra fiammate di protesta. Solo che questa volta sono fiamme che rischiano di incenerire il governo della premier Theresa May, azzoppato dalle elezioni una settimana fa e adesso sotto il tiro d’una piazza infuriata. “Vergognati, codarda!”, le hanno urlato contro ieri quando si è decisa, dopo due giorni di nascondino, a presentarsi fra la gente del quartiere colpito, ai margini di North Kensington, nel centro d’aiuto improvvisato nel complesso della chiesa di Saint Clements. Gente che, di fatto, l’ha cacciata via nel giro di pochi minuti, inveendo e lanciando quel che capitava a tiro. La rabbia di strada si è consumata lì, nella zona della sciagura, di fronte al municipio del Consiglio locale di Kensington and Chelsea – borgo londinese del lusso, ma non solo – controllato come il governo di Sua Maestà, da un Partito Conservatore sempre meno saldo in sella. Ad animarla, famiglie disperate dei molti inquilini della torre-trappola che vengono ancora indicati come ‘dispersi’ e dal popolo degli altri caseggiati meno fortunati. Hanno sfogato la loro frustrazione contro la sede municipale, presa d’assalto da centinaia di dimostranti, fino all’intervento della polizia e all’arresto di uno dei più esagitati. E infine contro la malcapitata May, alla quale non é bastato annunciare lo stanziamento di 5 milioni di sterline di aiuti dopo una riunione interministeriale ad hoc, né visitare in fretta e furia alcuni dei 24 feriti in ospedale. E anche oggi la rabbia non si placa. Un migliaio di persone si è radunato davanti a Downing Street per protestare contro la premier chiedendone le dimissioni immediate. Nelle stesse ore il primo ministro ha ricevuto una delegazione di sopravissuti e di volontari della torre incendiata, dopo aver tenuto una riunione della task force creata dopo il disastro. Elisabetta e William sul luogo del disastro Quegli stessi dimostranti, poche ore prima, avevano invece accolto con rispetto la regina, arrivata in visita in mattinata con il nipote William, anche ad ascoltare, fuori da ogni protocollo, le urla di dolore di una donna. Elisabetta e il principe di Cambridge hanno incontrato i vigili del fuoco e i volontari del servizio di sicurezza, i residenti e la comunità. La regina ha elogiato “il coraggio” dei soccorritori che hanno affrontato il fuoco e “l’incredibile generosità” delle tante persone che stanno aiutando i feriti e le loro famiglie. Grattacielo costruito negli anni ’70. In corso ristrutturazione L’immobile è di proprietà del municipio di Kensington e Chelsea ed è gestito dalla Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation, la struttura che amministra tutti gli alloggi popolari del quartiere londinese. A maggio 2016 si era conclusa un’opera di ristrutturazione da 8,6 milioni di sterline (9,8 milioni di euro). Il comitato di quatiere aveva da tempo denunciato la mancanza di sicurezza “che solo una catastrofe potrà dimostrare”.

Sorgente: Londra, la polizia: “Sono 58 i dispersi, ritenuti morti”. Mesi per identificare le vittime – Rai News

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