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Lo ‘ius soli’ in Italia e nel mondo – Remocontro

Cambia la legge sulla cittadinanza in Italia? Lo decide il Senato. Ma come funziona la legge in vigore? E nel resto d’Europa? Una piccola guida per tutti.

Da una settimana in Italia non si parla d’altro che di ius soli, ius sanguinis, ius culturae, di modello tedesco, americano e inglese. Il tutto perché al Senato si sta discutendo della nuova legge sulla cittadinanza in un dibattito da stadio con chi prospetta scenari apocalittici e chi presenta la proposta come atto di civiltà senza prevedere tutte le conseguenze di un ampliamento del diritto di cittadinanza nel nostro Paese. Sperando di fare cosa utile, Remocontro ha preparato una piccola guida chiarificatrice per sfuggire al confuso chiacchiericcio da talk show.

Ius soli, ius soli temperato, ius sanguinis, ius culturae. No, non è la traccia della prova per la maturità di Latino nei Licei Classici italiani che si svolgerà in questi giorni. In Italia da una settimana si discute della legge sulla cittadinanza che come tradizione vuole ha generato posizioni estreme e tanta confusione dal parlamento ai talk show fino ai bar di quartiere. Proviamo a fare un po’ di ordine partendo da cosa prevede la legge approvata dalla Camera alla fine del 2015 e che fa tremare la maggioranza di governo al Senato.

La proposta di legge mira ad espandere i criteri per diventare cittadini italiani in particolar modo per i bambini nati in Italia o che sono arrivati in Italia da piccoli. Pro: Partito Democratico. Contro: Forza Italia e Lega Nord. Astenuti: Movimento 5 Stelle.
Oggi per ottenere la cittadinanza italiana c’è solo un modo, lo “ius sanguinis”. Cosa significa? Un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano. Seconda possibilità: se nasci in Italia da genitori stranieri puoi richiedere la cittadinanza ma solo una volta maggiorenne e se hai risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”.

Con la nuova legge si abbandona lo ius sanguinis in favore dello ius soli temperato e ius culturae. Capiamo meglio di cosa si parla:
Lo ius soli temperato prevede che un bambino nato sul suolo italiano diventa automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno ma non proviene dall’Unione Europea, deve aderire a ulteriori parametri basati sul reddito, idoneità dell’alloggio, test di lingua.
Lo ius culturae è la seconda via per la cittadinanza: i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che hanno frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico possono ottenere la cittadinanza.

Come funziona negli altri Paesi?

Stati Uniti – La legge sulla cittadinanza Usa è storicamente e culturalmente per uno ius soli puro sebbene qualche piccola eccezione. Puoi essere cittadino americano se sei nato sul territorio degli Stati Uniti.

Gran Bretagna – non ha un ius soli dalla nascita, ma l’accesso alla cittadinanza è molto semplice. Il bambino che nasce sul territorio britannico anche da un solo genitore già in possesso della cittadinanza britannica, o che è legalmente residente nel Paese da tre anni, è in automatico cittadino del Regno Unito.
La cittadinanza è prevista anche in seguito a tre anni di matrimonio con un cittadino britannico. In pratica la cittadinanza è una strategia dello stato per associare e controllare nel proprio territorio un sistema di doveri e di diritti.

Germania – La legge sulla cittadinanza tedesca è qualcosa di complicato sulla carta ma non stando ai fatti.
Vale lo ius sanguinis temperato: un bambino nato in Germania a partire da quella data può ricevere la cittadinanza tedesca anche se entrambi i genitori sono stranieri. L’unico requisito richiesto è che uno dei genitori sia legalmente residente in Germania da otto anni o da tre anni ma con un permesso di soggiorno permanente.

Francia – I cugini transalpini negli ultimi anni hanno complicato un po’ le cose per evidenti motivi. Paese con passato coloniale, terra d’immigrazione da generazioni, ma anche di conflitti sociali e di tensioni, la Francia ha una tradizione giuridica e politica sulla cittadinanza che di fatto non dissimile da quello italiano. Di fatto quello francese è un modello in cui lo ius soli strettamente inteso non esiste e chi nasce nel territorio del Paese non è automaticamente cittadino francese.
Con la crescita dei conflitti sociali e religiosi la stretta sui diritti è cresciuta. Il 26 novembre del 2003 la legge ha stabilito che chi intende ottenere la nazionalità francese deve giustificare la sua partecipazione alla comunità transalpina. Come? Colloqui individuali che analizzano il livello di studi e la conoscenza della cultura e dell’identità comunitaria francese. Il candidato deve dimostrare la sua conoscenza della lingua, dei diritti e doveri conferiti dalla nazionalità e dei principi i valori essenziali della Repubblica.
Nel 2015, dopo gli attentati alla redazione di Charlie Hebdo e quelli del 13 novembre, una nuova stretta sui diritti. Il dibattito su tra lotta al terrorismo e difesa dei diritti pende in favore del primo. L’ex presidente Francois Hollande aveva proposto una modifica della Costituzione per togliere la cittadinanza francese ai cittadini con doppio passaporto condannati per reati di terrorismo.
La diatriba è andata avanti per mesi, con critiche da sinistra e da destra fino alle dimissioni del ministro della Giustizia, Christiane Taubira. Un anno dopo Hollande, sempre più in crisi di consenso, rinuncia alla proposta, ma la questione rimane aperta.

Spagna – In Spagna la cittadinanza per la seconda generazione è piuttosto semplice: se nasci in Spagna e i tuoi genitori sono nati all’estero basta un anno di residenza nel paese. La procedura di naturalizzazione per tutti gli altri comporta la residenza per 10 anni e la rinuncia alla cittadinanza precedente. Per alcune categorie il tempo di residenza in Spagna si riduce.

Paesi Bassi
In base alla legge del 2003, la cittadinanza è prevista sia per chi nasce in Olanda ma anche per chi ci vive dall’età di 4 anni.

Danimarca
9 anni di residenza e passare i test di lingua, storia, struttura sociale e politica del Paese.

Grecia
I figli di immigrati acquisiscono la cittadinanza se i genitori vivono in Grecia da almeno 5 anni.

Portogallo
Ius soli automatico alla terza generazione. La seconda generazione può accedere alla cittadinanza dalla nascita su richiesta.

Svezia
La legge si basa sullo ius sanguinis, ma dal 2006 è prevista la cittadinanza svedese per i minori che hanno vissuto per 5 anni in Svezia.

Austria
10 anni di residenza perché la permanenza è già la prova di un’integrazione riuscita.

Sorgente: Lo ‘ius soli’ in Italia e nel mondo – Remocontro

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