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Le sorgenti d’acqua dolce che aiutarono il primo out of Africa – Le Scienze

Le sorgenti d'acqua dolce che aiutarono il primo out of Africa

lescienze.it – Le sorgenti d’acqua dolce che aiutarono il primo out of Africa. Il lungo itinerario di migrazione che circa 2 milioni di anni fa portò per la prima volta gli ominidi a lasciare l’Africa ebbe come tappe intermedie le sorgenti di acqua dolce.

Lo ha stabilito un nuovo studio sulla base dell’analisi idrogeologica di un’ampia zona tra la Tanzania all’Etiopia  – (red)

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I primi ominidi lasciarono il continente africano tra 2 milioni e 1,8 milioni di anni fa. Durante il loro peregrinare in questo immenso territorio, le tappe intermedie furono determinate dalla possibilità di trovare sorgenti di acqua dolce.

È quanto hanno stabilito i ricercatori dell’Università di Cardiff, autori di un articolo apparso su “Nature Communications”, sulla base di un modello idrogeologico di un’ampia area di territorio, pari a circa 2,1 milioni di chilometri quadrati, che va dalla Tanzania settentrionale all’Etiopia, con un’attenzione particolare per la Rift Valley.

Quest’ultima è infatti ricchissima di fossili di ominidi, tanto che da aver rappresentato un ambiente cruciale per l’evoluzione degli ominidi.

Le sorgenti d'acqua dolce che aiutarono il primo out of Africa
Lago sorgivo nel Parco Nazionale di Manyara nella Tanzania settentrionale (Credit: Gail M. Ashley, Rutgers University)

All’epoca le precipitazioni erano influenzate dai monsoni africani, che s’intensificavano e diminuivano con un ciclo di 23.000 anni, seguendo la precessione degli equinozi. E durante i periodi aridi le piogge erano probabilmente l’unica fonte d’acqua dolce, poiché nell’Africa orientale, dove si ritiene che si sia evoluto il genere Homo, la maggior parte dei laghi sono salati e i fiumi sono secchi per buona parte dell’anno.

Gli ominidi africani dovevano perciò fare affidamento sull’acqua piovana, che si concentra in grandi acquiferi sotterranei e si muove lentamente finché di tanto in tanto riemerge da sorgenti la cui posizione è determinata dalla geologia.

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“Anche la geologia del territorio, e non solo il clima, è molto importante per controllare la quantità di acqua piovana che può essere conservata nel terreno durante i periodi umidi”, ha spiegato Mark Cuthbert, che ha partecipato alla ricerca. “Il nostro modello ha mostrato che durante i lunghi periodi secchi potevano essere attive molte sorgenti.”

Grazie alla mappatura delle sorgenti, Cuthbert e colleghi hanno elaborato un modello per capire come i nostri antichi antenati potrebbero essersi mossi tra le sorgenti in diversi periodi e in che modo ciò avrebbe influenzato la loro capacità di spostarsi adattandosi ai cambiamenti climatici, considerando che un ominide avrebbe potuto percorrere a piedi circa 180 chilometri in tre giorni.

Secondo gli autori, le sorgenti d’acqua dolce erano come delle “stazioni di servizio” in cui gli ominidi si fermavano per attingere all’acqua di cui avevano bisogno; quando le condizioni erano secche si fermavano presso una delle più abbondanti, aspettando che il clima ritornasse umido e si aprissero nuove sorgenti.

“La grande domanda è: che cosa spinse gli ominidi a lasciare la Rift Valley? Sappiamo che lo fecero, e abbiamo capito come sia stato possibile, ma non abbiamo ancora scoperto una ragione logica per questa migrazione”.

Sorgente: Le sorgenti d’acqua dolce che aiutarono il primo out of Africa – Le Scienze

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