Roma, 15 giugno 2017 – Prescrizione più lunga, stretta sulle intercettazioni ‘irrilevanti’, finalità rieducativa della pena, estinzione di certi reati se il danno viene riparato.

La riforma del processo penale, approvata ieri in via definitiva alla Camera con il voto di fiducia, promette processi più rapidi anche in risposta alle indicazioni dell’Ue.

Intercettazioni. Il governo dovrà predisporre norme per evitare la pubblicazione di conversazioni irrilevanti ai fini dell’indagine e comunque riguardanti persone completamente estranee attraverso una selezione del materiale relativo alle intercettazioni.

Gli atti non allegati alla richiesta di misura cautelare dovranno essere custoditi in un archivio riservato, con facoltà di esame e ascolto (ma non di copia) da parte dei difensori e del giudice.

Nessuna restrizione quanto ai reati intercettabili, ma si semplifica il ricorso alle intercettazioni per i reati contro la P.A. Nella delega non c’e’ previsione di carcere per i giornalisti.

Registrazioni fraudolente. È prevista la delega per punire (fino a 4 anni) la diffusione di captazioni fraudolente di conversazioni tra privati diffuse solo per recare a taluno danno alla reputazione e all’immagine.

La punibilità è esclusa quando le riprese o le registrazioni costituiscono prova di un processo o sono utilizzate per l’esercizio del diritto di difesa e del diritto di cronaca.

Virus informatici antiterrorismo e mafia. Si disciplinano le intercettazioni ottenute attraverso virus informatici (trojan) stabilendo che l’attivazione del microfono avvenga solo su comando inviato da remoto (non in automatico) e che il trasferimento della registrazione sia fatto solo verso il server della procura.

L’attivazione del dispositivo è ammessa in qualsiasi luogo (compreso il domicilio privato) per mafia e terrorismo. Si procederà alla revisione dei costi con l’obiettivo di dimezzare la spesa per gli ascolti e uniformare le tariffe.

Pene più severe. Aumentano per i reati che destano particolare allarme sociale. Per il furto in abitazione e lo scippo si innalza il minimo della pena detentiva da un anno a 3 anni e viene aumentata anche la pena pecuniaria.

Per il reato di rapina si innalzano i limiti sia della pena detentiva, dagli attuali 3 a 4 anni nel minimo, sia di quella pecuniaria. Per quanto riguarda il reato di scambio elettorale politico-mafioso, il disegno di legge prevede la pena della reclusione da 6 a 12 anni.

Prescrizione lunga. Dopo una sentenza di condanna di primo grado si introducono delle parentesi di sospensione dei termini della prescrizione: 3 anni in totale (18 mesi tra primo grado e appello, altrettanti tra secondo grado e Cassazione).

La sospensione non vale in caso di assoluzione, la prescrizione viene sospesa anche nel caso di rogatorie all’estero (6 mesi). Per reati di corruzione e induzione indebita, una volta iniziato il processo, il tempo di prescrizione potrà aumentare della metà (anzichè 1/4 come oggi).

Tempi certi per le indagini. Per ridurre i ‘tempi morti’ nel passaggio alla fase del giudizio, la riforma fissa il termine di 3 mesi (prorogabile di altri 3 mesi) per la decisione del pm di chiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale.

Il termine è invece di 15 mesi nei procedimenti per i delitti di mafia e terrorismo. Viene aumentato a 20 giorni il termine concesso alla persona offesa per opporsi alla richiesta di archiviazione e chiedere la prosecuzione delle indagini.

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