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La Nord Corea provoca ancora: una raffica di missili anti-nave Dove arrivano i razzi? Il grafico – Corriere.it

corriere.it – La Nord Corea provoca ancora: una raffica di missili anti-nave – di Guido Santevecchi, corrispondente da Pechino

Grafico: dove arrivano i razzi?

Le foto

Il lancio degli ordigni proprio all’indomani della decisione del presidente sudcoreano Moon di bloccare lo schieramento del sistema antimissile americano Thaad.

Sono missili anti-nave quelli lanciati dall’artiglieria nordcoreana questa mattina ora locale (mercoledì notte in Italia). La salva di diversi ordigni, sparata dalla base di Wonsan sulla costa orientale della Nord Corea, ha volato per circa 200 chilometri prima di cadere in mare.

La prima valutazione del test è stata fatta dalla Difesa di Seul. I missili anti-nave rappresentano un segnale alla US Navy, che in queste settimane ha effettuato manovre con due portaerei di fronte alle coste della penisola coreana.

Ma il test di oggi è anche e soprattutto uno schiaffo al presidente sudcoreano Moon Jae-in, che proprio ieri aveva ordinato la sospensione del dispiegamento del Thaad (Terminal High Altitude Area Defense), il sistema anti-missile americano.

video – Corea del Nord, Kim Jong-un assiste al lancio del nuovo missile

Il sistema antimissile Thaad

Il Thaad è stato schierato a inizio 2017 a Sud di Seul con due primi lanciatori capaci di intercettare missili sparati dal Nord. Una scelta che ha creato una crisi politica tra Cina e Sud Corea: secondo Pechino, infatti, il sistema radar del Thaad scruta anche all’interno dello spazio aereo cinese.

Ieri il presidente Moon aveva bloccato il dispiegamento di altri quattro lanciatori Thaad: una scelta di autonomia dagli alleati americani in una fase delicatissima e rischiosa, e questa è la risposta al suo gesto conciliante da parte di Kim Jong-un.

L’artiglieria della Corea del Nord: le immagini

 Opzioni politiche e di attacco

Si tratta del quarto lancio sperimentale in quattro settimane. Una serie che ha presentato al mondo diverse opzioni di attacco a disposizione di Kim Jong-un e ha evidenziato obiettivi militari e politici. Il 14 maggio è partito uno Hwasong-12, missile a medio-lungo raggio che ha compiuto una traiettoria di 700 chilometri dopo aver raggiunto un’altitudine di 2.100 chilometri ed essere rientrato nell’atmosfera terrestre, denunciando un raggio d’azione di oltre 4.500 chilometri se lanciato con un’inclinazione inferiore a quella usata a fini sperimentali.

Un chiaro segnale agli Stati Uniti, perché lo Hwasong-12 potrebbe essere usato contro tutte le basi americane nella regione, dalla Sud Corea al Giappone.

foto – Corea del Nord, il regime di Kim Jong-un: dai lanci di missili alle parate ufficiali

Pukguksong-2

Il 21 maggio è stato il turno di un ordigno da 500 chilometri identificato come un Pukguksong-2, un missile balistico terrestre di medio raggio sviluppato da una versione lanciabile da sottomarino.

Dalla sua postazione di osservazione, Kim Jong-un ha assistito con piena soddisfazione e secondo l’agenzia di notizie di Pyongyang «ha approvato il dispiegamento operativo» del missile Pukguksong-2, ha ordinato di tenerlo pronto «per l’azione» e disposto «una rapida produzione di massa».

Il Pukguksong-2 è alimentato a combustibile solido e si muove su un lanciatore mobile: tecnologia che lo rende difficilmente individuabile nella fase di preparazione del lancio: la risposta agli scudi antimissile schierati dagli americani e provati in queste settimane.

Il 29 maggio un missile a corto raggio, evoluzione del vecchio Scud, ha volato per circa 450 chilometri ed è caduto in mare all’interno della «zona economica esclusiva» del Giappone. Lo Scud modificato secondo gli analisti è stato un segnale al nuovo presidente sudcoreano Moon Jae-in, per accrescere la pressione e ottenere concessioni economiche.

89 missili in cinque anni

In poco più di cinque anni di «regno» (è al potere dal dicembre 2011), Kim Jong-un ha ordinato più test missilistici del padre e del nonno insieme: 89 secondo i calcoli dell’intelligence sudcoreana e americana. Il giovane leader ha esultato anche per due test nucleari e ha come obiettivo finale dichiarato la messa a punto di un missile intercontinentale con testata atomica capace di colpire una città degli Stati Uniti.

Secondo gli esperti di Washington potrebbe riuscirci «prima della fine del mandato del presidente Trump», vale a dire entro il gennaio del 2021. Ma in queste settimane è evidente l’accelerazione dei piani.

video –  Corea del Nord, le immagini del lancio del razzo

Le nuove sanzioni Onu

Che cosa può fare la comunità internazionale? Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha appena votato nuove sanzioni: si tratta del sesto pacchetto dal 2006. La strategia dell’isolamento e della punizione economica finora non ha funzionato, anche se i sostenitori di questa strategia, utilizzata in passato nei confronti dell’Iran per esempio, ricordano che «le sanzioni sembrano non funzionare mai, fino a quando non funzionano…». Il presidente Trump sta cercando un’alleanza di scopo con la Cina, che è il grande protettore storico del regime nordcoreano.

Trump ripete di avere grande fiducia nell’azione di Xi Jinping, che secondo tutte le analisi non apprezza affatto Kim Jong-un, tanto da non averlo mai incontrato da quando è diventato presidente nel 2012.

video – La «normalità» della Corea del Nord, il raro video girato per le strade…

Il precedente cubano e quello di Gheddafi

Il tempo trascorre scandito da test missilistici ormai con cadenza settimanale. Si tratta di «una crisi dei missili di Cuba al rallentatore», sostiene il professor Graham Allison di Harvard, uno storico politico dotato di grande lucidità. Nel 1962 i sovietici stavano schierando missili a Cuba e il presidente Kennedy giocando d’azzardo riuscì a fermarli.

Allison propone di «pensare l’impensabile», spingersi fino ad accettare la proposta cinese «sospensione per sospensione»: vale a dire negoziare un’interruzione delle manovre militari americane nella zona in cambio di un congelamento del programma nucleare e missilistico nordcoreano.

E poi discutere con Pechino su come mettere fine al regime di Kim e consegnare la penisola coreana riunificata all’influenza della Cina.

Ma intanto prepariamoci a nuovi test missilistici, forse a un’altra esplosione nucleare sotterranea: perché con le sue armi di distruzione di massa Kim Jong-un vuole soprattutto una cosa, evitare di fare la fine di Saddam Hussein e del colonnello Gheddafi.

Sorgente: La Nord Corea provoca ancora: una raffica di missili anti-nave Dove arrivano i razzi? Il grafico – Corriere.it

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