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La Kryptonite di Barbareschi

Polemiche. Il caso degli 8 milioni di euro – soldi pubblici – stanziati per salvare il capitolino teatro Eliseo, ente privato

Certo non è propriamente Il conte di Montecristo, dove la giustizia finale trionfa; piuttosto un feuilleton dei peggiori e più bolsi, anche se si vuol ammantare dell’aura gigionesca della Stangata.È un caso di favore mai visto in epoca repubblicana, perché anche la Dc era molto più brava ad ammantare di finte equità i propri tramesti nel mondo degli spettacoli. Invece il tormentone del regalone a Luca Barbareschi, oggi imbracciato dal dualismo del Nazareno, è proprio una brutta storia. Con un solo merito, quello di aver snidato altri abitanti del mondo dello spettacolo (l’Agis e molti responsabili di teatri), costretti a scoprirsi ed emettere almeno un belato di protesta davanti a quella che sembra appunto una sceneggiatura impazzita.

Il superjolly all’Eliseo e a Barbareschi, una sua logica pure avrà: quattro milioni stanziati da Padoan nel milleproroghe a inizio anno, poi ridotti a due dopo la generale levata di scudi, anche fuori del circolo degli spettatori teatrali, e oggi miracolosamente moltiplicati a otto grazie alla prodezza di due onorevoli Batman e Robin, uno Forza Italia e l’altro Pd, che salvano l’Eliseo Gotham con quattro milioni quest’anno e altri quattro l’anno prossimo. Bingo sì, ma certo a capire non ci aiuta l’aritmetica, e neanche alcuna possibile scala di valori. L’Eliseo avrà fatto una stagione leggermente migliore di altri teatri, ma non basta a giustificare questo vero furto con destrezza (rispetto a tutti i regolamenti vigenti) compiuto dalla politica. Già, assieme al più elementare senso di giustizia, è proprio la politica a uscirne peggio.

Il ministro Franceschini, che firmò il decreto regolativo della scena italiana, conferma il gioco dei bussolotti scoperto dal Tar del Lazio, e non sembra voler muovere un refolo di sipario; il ministro Padoan che tace con improvvisa afasia; il suo viceministro Morando che riconosce l’ingiustizia e ne incolpa il parlamento come se non fosse lui il governo. E il ministero, e i suoi sostenitori parlamentari che si lacerano dietro a un mitico «codice dello spettacolo» da approvare chissà quando (la relatrice Pd lo dava per sicuro in primavera, di chissà quale anno) si struggono nell’impotenza. Che kryptonite maneggia Barbareschi?

Sorgente: La Kryptonite di Barbareschi

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