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Ispra, il mistero dell’«Area 41», il nucleare torna in riva al lago – milano.corriere.it

milano.corriere.it –  Il caso – Ispra, il mistero dell’«Area 41», il nucleare torna in riva al lago. Un nuovo magazzino per stoccare scorie radioattive vicino al vecchio centro Euratom.

Interrogazione della Lega in Consiglio regionale: «Cosa circola sul territorio?»

Quando si parla di scorie nucleari è facile allarmarsi, ma la Lega Nord vuole vederci chiaro e ieri in Consiglio regionale il Carroccio ha annunciato un’interrogazione in cui chiede quali materiali saranno stoccati in un nuovo magazzino, ribattezzato «Area 41», realizzato dentro il centro europeo di Ispra sul lago Maggiore, dipendente dalla commissione Ue di Bruxelles: un sito poco distante dal luogo dove in passato funzionavano due reattori nucleari costruiti da Euratom, la vecchia agenzia per l’energia atomica europea.

«Vorremmo avere qualche notizia in più circa il nuovo deposito di scorie radioattive voluto e costruito dall’Unione Europea presso il centro Euratom di Ispra, a poca distanza dal Lago Maggiore — conferma il consigliere regionale di Varese Emanuele Monti —.

Siamo perfettamente consapevoli che a Ispra si producano rifiuti atomici dalla fine degli anni 60, ciononostante la costruzione del nuovo deposito, a quanto si dice il secondo più grande di tutta l’Europa, non può che sollevare parecchi interrogativi su cosa effettivamente circoli sul nostro territorio».

 Ma cosa intendono sapere i leghisti? In realtà l’interrogazione è stata presentata con toni generici, ma il Carroccio vorrebbe certezze sul fatto che a Ispra esista la possibilità che in futuro arrivino anche sostanze di vario genere da altri paesi della Ue.
«Come rappresentante eletto dai cittadini della Provincia di Varese è mio dovere raccogliere il maggior numero di dati per poterli presentare alla gente — osserva Monti —. Questo perché i cittadini hanno il sacrosanto diritto di essere informati su cosa avviene a casa loro. E ciò vale in maniera particolare quando si tratta di decisioni provenienti da Bruxelles, prese da persone che presumibilmente hanno ben poca dimestichezza con il nostro territorio».

Nel Varesotto alcuni sindaci della zona hanno chiesto al «Jrc», il centro che oggi si occupa di ambiente, scienza ed emergenze meteo, che cosa si intenda fare. Venerdì scorso, tuttavia, la autorità del centro europeo, durante una conferenza, non hanno fatto cenno a eventuali operazioni di stoccaggio che coinvolgano siti della Ue, ma hanno lasciato intendere che si tratta della continuazione dello stoccaggio del vecchio materiale già conservato a Ispra.

Per avere una conferma il Corriere ha chiesto informazioni al «Jrc» ma è stato impossibile raggiungere un portavoce.

Comunque sia, la settimana scorsa le autorità hanno aperto il magazzino ai giornalisti e ad alcuni artisti, per mostrare lo spazio in cui sarà anche realizzata una mostra d’arte con i fusti vuoti che ospitarono le scorie nucleari. Come a dire: è un’operazione perfettamente in sicurezza.

Per due settimane, a partire dal 29 settembre, data dell’inaugurazione prevista per il nuovo magazzino temporaneo di stoccaggio, cinquanta opere di altrettanti artisti verranno esposte nel deposito, ribattezzato «Interim storage facility» . Il tutto va nella direzione di gestire il processo di disattivazione di tutte le scorie prodotte in passato.

Il nome in codice di questa grande operazione calibrata su trent’anni, iniziata nel 1999, è «Programma DeWM», ossia «Disattivazione degli impianti e di gestione dei rifiuti radioattivi».

L’obiettivo è arrivare al cosiddetto «Green field», un ambiente che sia come un prato verde, sano e senza alcuna contaminazione. Dal sito, negli anni scorsi, sono state anche trasferite molte sostanze.

Solo nel 2011 furono allontanate circa 13 tonnellate di sodio, utilizzato in passato in ricerche sulle conseguenze degli incidenti severi nei reattori cosiddetti veloci, e fu completata la realizzazione del deposito di transito del materiale nucleare irraggiato.

Va detto, infine, che il «Jrc» apre ogni anno le sue porte ai visitatori, celebra le tradizioni di uno degli stati membri della Ue, con canzoni, costumi e aperitivi a tema. E il tutto a pochi metri dal magazzino di stoccaggio delle scorie, con cui gli abitanti della zona convivono da sempre. Senza accorgersene.

Sorgente: Corriere della Sera

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