Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Ilva, Lavoro e Ambiente praticamente azzerati nei piani delle due cordate pronte a subentrare a Riva. Sindacati: “Inaccettabile” – ControLaCrisi.org

Risultati immagini per Ilva, Lavoro e Ambiente praticamente azzerati nei piani delle due cordate pronte a subentrare a Rivacontrolacrisi.org – Ilva, Lavoro e Ambiente praticamente azzerati nei piani delle due cordate pronte a subentrare a Riva. Sindacati: “Inaccettabile” – Autore: fabrizio salvatori

Le due offerte per Ilva prevedono tra circa 5mila e 6mila esuberi e cio’ per i sindacati e’ “inaccettabile”.

Cosi’ i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, ieri, uscendo dal ministero dello Sviluppo economico. Un “fronte” che con il passare delle ore si va infoltendo dei vari amministratori locali, preoccupati, in Liguria come in Puglia, delle ricadute dal punto di vista sociale.

Come spiega Maurizio Landini, Fiom, lasciando il ministero dopo il tavolo con i commissari Ilva e il ministro Carlo Calenda, che ha riaggiornato i lavori a domani, a fronte degli attuali 14.200 occupati, il piano della cordata AcciaItalia (Arvedi, Jindal, Cdp e DelFin di Del Vecchio) prevede oggi 7.800 occupati (-6.400) poi nel 2023 dovrebbe risalire a 10.300.

La cordata AmInvestco (Arcelor Mittal, Marcegaglia e Intesa SanPaolo) prevede oggi 9.400 occupati (-4.800) per scendere a 8.400 nel 2023 (-1.000). Una situazione molto complicata, considerando il fatto che, a detta di Calenda, non ci sarà nessuna assegnazione al nuovo compratore senza l’accordo sindacale.

Per i sindacati, tutto il pacchetto è da rispedire al mittente, e non solo per il vulnus degli esuberi. In primo luogo “non ci sono state spiegate le ragioni per le quali i commissari hanno individuato come migliore l’offerta di AmInvestco, non avendoci presentato una comparazione che illustrasse punto per punto le differenze fra i due piani, sia dal punto di vista della produzione che del risanamento ambientale, degli investimenti e degli aspetti economico-finanziari”, dice la Fiom.

Nel confronto tra i due piani AminvestCo e AcciaItalia “emerge un costo medio annuo del personale che per AmInvestCo e’ di 52mila euro- dice Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl- mentre il Piano AcciaiItalia e’ di 43mila euro”.

I piani “prevedono nel 2018 un impegno di 9.407 lavoratori per la prima e 7.812 per la seconda e una proiezione al 2024 con 10.812 occupati per AcciaItalia e 8.480 per AmInvestCo- dice il sindacalista- anche se quest’ultima ha premesso il ministro che con un costo medio complessivo stabile e’ disponibile ad aumentare il numero di personale al 2024.

Gli esuberi a partire dal 2018 sono 4.800 per ArcelorMittal e 6.400 per Jindal sui 14.200 dipendenti attuali”.

Gli investimenti previsti “sia sul fronte tecnico che ambientale sono invece pari a 1.256 milioni quelli tecnici e 1.137 milioni quelli ambiente, per un totale di 2.393 milioni- prosegue Bentivogli- Previsti investimenti anche sulle aree produttive di Taranto, su Genova e Novi.

Tra gli interventi piu’ rilevati sul piano ambientale c’e’ quello della copertura dei parchi minerari (301 milioni) da completarsi entro il 2013 e 196 milioni per gli interventi sulle e cokerie, mentre 179 milioni sono sul piano acque e 129 milioni per la chiusura di nastri ed edifici”.

AmInvestCo ha proposto anche “una serie di tecnologie innovative per ulteriori riduzioni dell’impatto ambientale- continua il sindacalista- nel piano sono inseriti anche investimenti su Ricerca&Sviluppo a beneficio del territorio di Taranto, la cordata si e’ resa disponibile ad estendere la validita’ dell’offerta vincolante fino al 31 marzo 2018, confermando gli impegni sul piano occupazionale”.

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda “ha dichiarato che sulla questione antitrust sollevata ha chiesto una liberatoria da eventuali contenziosi, soprattutto dopo aver ricevuto il warning dalla Commissione europea- conclude- con l’accordo transattivo intervenuto con la famiglia Riva ci sara’ poi un sostegno sociale per le famiglie disagiate per un impegno di 10 miliardi per il triennio 2017-2019”.

Parole molto “leggere”, quelle sull’ambiente, che sono bel al di qua del reale dramma vissuto dai residenti.  “A Taranto si e’
costruita per legge una zona NoLex dove la costituzione e diritti dei cittadini non sono riconosciuti”, dice Angello Bonelli, esponente dei Verdi. “Per chi avesse dei dubbi ricordo l’art. 2 comma 6 decreto legge 98/2016 che stabilisce: ‘Ai fini della valutazione delle condotte connesse all’attuazione dell’Aia e delle altre norme a tutela dell’ambiente, della salute e dell’incolumita’ pubblica le condotte poste in essere non possono dar luogo a responsabilita’ penale o amministrativa dall’acquirente'”, aggiunge.

Un paese civile, continua Bonelli, “non avrebbe mai consentito tutto questo inoltre non si conosce il piano ambientale che verra’ scritto da Arcelor Mittal Marcegaglia e i dati, generici, forniti dagli acquirenti parlano chiaro: e’ un ritorno ad un ciclo produttivo che guarda al passato e che non intende nemmeno guardare alle nuove tecnologie ma pensa ai vecchi impianti per arrivare alla produzione di 10 milioni tonnellate/anno che e’ quella stessa produzione che aveva messo in ginocchio Taranto e i tarantini”.

Sorgente: Ilva, Lavoro e Ambiente praticamente azzerati nei piani delle due cordate pronte a subentrare a Riva. Sindacati: “Inaccettabile” – ControLaCrisi.org

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *