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Il voto dopo i veleni dell’Aula Da Genova a Palermo, test per i partiti

Oggi ai seggi per eleggere oltre mille sindaci. A Parma la sfida dell’ex M5S Pizzarotti

di Fabrizio Caccia

Più di nove milioni di italiani(9.172.026 elettori) sono chiamati oggi alle urne, per scegliere i sindaci di 1004 comuni. Voto che però arriva carico di veleni, alla fine di una settimana drammatica, che ha visto naufragare in un colpo solo la legge elettorale e il patto tra i 4 principali partiti (Pd, M5Stelle, Forza Italia e Lega) in Parlamento. Si vota oggi in città importanti, da Nord a Sud: 4 capoluoghi di Regione (Genova, L’Aquila, Catanzaro e Palermo) e 21 di Provincia (Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani). Seggi aperti alle 7 e già stasera, alla chiusura, a partire dalle 23, comincerà lo scrutinio dei voti. L’eventuale ballottaggio è in programma tra due settimane, domenica 25 giugno.

Un test molto significativo, innanzitutto perchè arriva un anno dopo gli exploit nelle città-simbolo di Roma e Torino del Movimento 5 Stelle con i trionfi di Virginia Raggi e Chiara Appendino, ma con un centrodestra che ora si presenta più competitivo e unito e il Pd di Matteo Renzi che spera in una rivincita rispetto al 2016 (obiettivo minimo dichiarato: arrivare a 20-22 ballottaggi nei 25 principali comuni), consapevole inoltre che un successo alle amministrative di giugno 2017 potrebbe fare da volano anche per le elezioni politiche, in caso di voto nel 2018 (come ha annunciato lo stesso segretario dem, ieri, su queste pagine ad Aldo Cazzullo).
Una delle sfide più probanti è senza dubbio quella di Genova, governata da anni da sindaci di centrosinistra (il cui candidato oggi è Gianni Crivello, assessore uscente della giunta guidata da Marco Doria). Ma Genova, sopra tutto, è la città di Beppe Grillo, cioè il leader fondatore dei 5 Stelle, eppure è proprio qui che il Movimento si presenta spaccatissimo, con il candidato ufficiale, Luca Pirondini, che dovrà contendersi i voti non solo con Marika Cassimatis, la vincitrice delle primarie subito sconfessata dallo stesso Grillo al grido di “Fidatevi di me”, ma anche con Paolo Putti, un consigliere comunale che ha scelto di correre da solo. Insomma, una lotta fratricida che potrebbe avere come unico, letale, risultato quello di eliminare i 5 Stelle dal ballottaggio, visto che a Genova, stavolta, appare forte e compatto anche il centrodestra. Giovanni Toti, il governatore ligure, sembra sempre più convinto della possibilità di vittoria del “suo” candidato, Marco Bucci. E già prefigura la grande intesa Fi-Lega-Fdi in occasione delle prossime elezioni politiche. Il battesimo, insomma, si terrebbe all’ombra della Lanterna.

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Ma un altro test molto critico sulla tenuta dei 5 Stelle sarà Parma, città dove pure M5S è in affanno per la rottura, rapida e clamorosa, con il sindaco uscente Federico Pizzarotti, che si ripresenta oggi forte dei suoi consensi e senza più il simbolo dei 5 Stelle, che invece puntano su Daniele Ghirarduzzi. Anche qui, come a Genova,il rischio harakiri è molto alto. A Palermo, invece, i pronostici della vigilia danno tutti come superfavorito il sindaco in carica, Leoluca Orlando, sostenuto da sei liste civiche di centrosinistra e da una che vede insieme Pd e moderati (ma senza simboli di partito). Orlando potrebbe già superare il 40 per cento dei voti necessario per vincere al primo turno (la percentuale prevista nella legge elettorale siciliana è infatti del 40 per cento e non del 50 come nelle regioni a statuto ordinario). Per lui, protagonista della “primavera di Palermo” degli anni Ottanta, sarebbe il quinto mandato.

Verona invece sarà il banco di prova assoluto della Lega, alleata con il resto del centrodestra in favore di Federico Sboarina, ma sfidata in campo aperto da Patrizia Bisinelli, compagna del sindaco uscente (dopo due mandati) Flavio Tosi, grande ex del Carroccio. Il centrodestra viene indicato come favorito a Catanzaro dove il sindaco in carica, Sergio Abramo, punta al quarto mandato, ma anche a Lecce dove Mauro Giliberti, inviato del programma di Bruno Vespa “Porta a Porta”, sostenuto da otto liste si candida a prendere il posto del sindaco uscente Paolo Perrone. A L’Aquila, invece, si chiude l’era di Massimo Cialente, il sindaco dem protagonista degli anni più difficili per la città, dopo il sisma del 6 aprile 2009. Tra i Comuni che oggi sarebbero dovuti andare al voto ce ne sono anche 7 dove pero non sono nemmeno state presentate le liste elettorali: si chiamano Elva (Cuneo), Cencenighe Agordino (Belluno), Penna San Giovanni (Macerata), Faeto (Foggia), Austis Nuoro, Soddi- Oristano e San Luca Reggio Calabria. San Luca

Sorgente: Corriere della Sera

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