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Il pizzino…

Il pizzino consegnato da Massimo Ciancimino ai pm in cui Provenzano scrive a Vito Ciancimino di aver illustrato all’”amico sen” le idee di don Vito che premeva per l’indulto
Giuseppe Graviano dice: “se io sono indagato per la trattativa deve esserlo anche Berlusconi”. Ed è giusto. Ma non è certo solo B. che manca all’appello nel processo sulla trattativa. Spero che questa nuova indagine, di cui Graviano ha avuto notizia, li coinvolga tutti e faccia chiarezza sui ruoli di tutti: Violante, Mancino, Napolitano, De Gennaro, etc etc fino a Berlusconi che era il pupazzo in mano a Dell’Utri ( almeno lui già sotto processo a Palermo insieme a Mori & Co.). Basta leggere i pizzini che Massimo Ciancimino ha consegnato ai pm e le sue dichiarazioni a partire dal fatto che Dell’Utri prese il posto di suo padre nella trattativa (è stato il primo a dirlo). Infatti Dell’Utri è imputato al cosiddetto processo sulla trattativa. Quindi non è che ci voleva molto a capire il resto. Il ruolo di Forza Italia è chiaro, già all’epoca si sapeva che avevano fatto promesse sul 41 bis e che avevano i voti della criminalità organizzata.

Spero che non si faccia l’errore di buttarla in politica o di accontentarsi di verità semplificate e facili. La verità dev’essere laica, senza tifoserie, e dev’essere TUTTA, anche se brutta, anche se ci costringe a mettere in discussione le nostre certezze, se vogliamo sperare di averla, altrimenti faranno presto a soffocare l’indagine. Lasciamo lavorare i magistrati con serenità. Purtroppo in questa brutta storia non si salva nessuna parte politica (e lo dico da donna di sinistra).

Andate a rivedervi il discorso sull’opposizione britannica che fece Napolitano nel 1994 dopo la vittoria di Berlusconi, il quale dai banchi del governo si alzò e andò a stringere la mano al futuro re Giorgio. Occhetto con la sua “gioiosa macchina da guerra” fu costretto a dimettersi, Napolitano e Violante già si erano accordati, il nuovo soggetto politico che prendeva il posto della Balena Bianca era quello, seguirono vent’anni di finta alternanza con i punti del papello applicati quasi sempre da governi di centro-sinistra per i motivi spiegati nel pizzino riportato in foto di Provenzano a Vito Ciancimino (che aveva spiegato queste idee di don Vito a Dell’Utri, che sarebbe l’amico sen. secondo la spiegazione che dà Massimo Ciancimino dello stesso pizzino ).

Come notava ieri Francesco La Licata sulla Stampa, chiedendosi a chi potevano essere rivolti quelli che per lui sono segnali lanciati da Graviano, ora Dell’Utri è in galera e non conta più niente, Berlusconi non è più quello di una volta, di fatto è stato posato, non può aiutare nessuno, deve vedere chi aiuta lui. E La Licata scrive giustamente: “Forse ci sono verità che ancora faticano a guadagnare la luce”.

E certo, caro dott. La Licata – lei lo sa bene – la luce aveva cercato di farla arrivare Massimo Ciancimino: è stato massacrato con la complicità del silenzio di tutti. La verità – lei lo sa bene – non doveva uscire. Ma basta vedere i fatti: altri soggetti (Napolitano, De Gennaro, etc e altri personaggi su cui ancora non ci si è soffermati) sono ancora così potenti da guidare le sorti del nostro Paese e sono intoccabili. Non è così difficile capire come è andata e chi sono i vincitori in un intrigo in cui i vari ruoli, grazie soprattutto al coraggio e al sacrificio di Massimo Ciancimino (che, ricordo, oggi è in carcere), sono delineati per sommi capi in modo alquanto chiaro per chi ha voluto capire. Altra cosa è trovare le prove per un processo e qui spero che, grazie all’impegno e all’abnegazione del dott. Nino Di Matteo e dei suoi colleghi, ci si arrivi, per tutti, anche per i più potenti. Forse sarò sempre un’inguaribile sognatrice, sogno qualcosa di impossibile, perché crollerebbe l’attuale potere e non lo permetteranno mai, ma vorrei di nuovo poter credere nella giustizia, perché ultimamente faccio sempre più fatica.
DI ADRIANA STAZIO
FONTE:WORDPRESS.COM

 

sorgente: face book – contro la disinformazione

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