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Il panico scatenato dalle ventole: il pm ipotizza un boato dei motori nel parcheggio sotterraneo – lastampa.it/torino

foto – Sabato 3 giugno, davanti al maxi schermo per la finale di Champions, c’erano 30 mila persone

lastampa.it/torino – Il panico scatenato dalle ventole: il pm ipotizza un boato dei motori nel parcheggio sotterraneo.

L’inchiesta sulla notte di Champions in piazza San Carlo: mancava il decreto per vietare la vendita di bottiglia, che avrebbe comportato la denuncia penale in caso di violazione

claudio laugeri
torino – La terra trema sotto la piazza strapiena. L’aria sbuffa dalle grate di aerazione del maxi-posteggio sotterraneo. In pochi istanti dilaga l’allarme-attentato. Condito da qualche esplosione di petardi da stadio. Nessuno può immaginare che sfiati e tremori sono legati al riavvio dei motori del sistema di ventilazione del parcheggio sotterraneo.
Ecco da dove sarebbe scaturita l’onda di panico che ha causato mille e 500 feriti in piazza San Carlo, la sera della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid .
È tutto nella documentazione raccolta dal pm Antonio Rinaudo e dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo, che coordinano le indagini per lesioni plurime colpose avviata poche ore dopo la fuga di massa di 30 mila tifosi dal «salotto buono» della città.

LE INDAGINI

Sono stati i vigili del fuoco a segnalare per primi la stranezza di quel piccolo terremoto. Anche perché, loro l’hanno sentito. Una squadra era su un furgone in via Giolitti, vicino all’angolo con piazza San Carlo, sul lato più vicino al maxi-schermo allestito per l’occasione.

La terra ha tremato in quel punto. Le forze dell’ordine erano lontane qualche decina di metri, non hanno sentito quelle vibrazioni. Così, i magistrati hanno deciso di chiedere proprio ai vigili del fuoco di approfondire la vicenda. Un aiuto è arrivato da un dipendente di Apcoa, la società che gestisce il parcheggio sotterraneo.

Ha deciso di andare in questura a spiegare che cosa era accaduto quel sabato sera. I motori del sistema di ventilazione sono andati in blocco alle 20,30. Come è facile immaginare, l’aerazione è un elemento di importanza vitale in un parcheggio sotterraneo.

Per questo, i motori sono studiati per forzare da soli la riaccensione. E così è avvenuto. Alle 22,15. Proprio quando c’è stata la prima onda di panico che ha travolto i tifosi.

video – La fuga da piazza San Carlo a Torino vista dall’alto

GLI ABUSIVI

Le forze dell’ordine hanno incominciato a presidiare la zona fin dalle 13. Venti agenti e militari nel pomeriggio, 70 dopo le 19. Per una manifestazione con 30 mila tifosi.

I venditori abusivi sono arrivati alla spicciolata. Una decina sono stati individuati dalla polizia nella zona di piazza San Carlo e sono stati affidati ai vigili urbani, che hanno fatto altrettanti verbali per la vendita abusiva di bevande.

Ma senza sequestrare le bottiglie. In modo diverso è andata in via XX Settembre, dove la polizia municipale ha bloccato un furgone pieno di bevande destinate alla vendita abusiva.

Multa e sequestro. Tutti gli interventi, però, sono rimasti nell’ambito delle sanzioni amministrative. Già, perché mancava il decreto per vietare la vendita di bevande in bottiglia, che avrebbe comportato la denuncia penale in caso di violazione.

E comunque, i venditori abusivi hanno trovato subito il modo per evitare i controlli. Hanno sistemato i furgoni con la merce nel parcheggio sotterraneo, prima che le forze dell’ordine bloccassero l’accesso. Per rifornire gli ambulanti hanno aspettato che la piazza fosse gremita. Hanno utilizzato come «paravento» gli stessi tifosi.

Scene immortalate da svariati video postati sul web da chi era in piazza quella sera. E finite negli atti dell’inchiesta. Con tanto di discussioni tra spettatori stufi di coprire gli abusivi e ambulanti che cercavano di smorzare le polemiche per continuare a lavorare.

I BAGNI

Tra i vari «buchi» nell’organizzazione c’è anche la mancanza di bagni chimici. Nessuno ha deciso di allestirli. Forse, gli ideatori della manifestazione pensavano che i 30 mila tifosi avrebbero utilizzato le quattro o cinque «toilettes» dei bar che si affacciano su piazza San Carlo.

È andata in modo diverso: la folla si è riversata nel parcheggio sotterraneo, trasformato per l’occasione in orinatoio pubblico.

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Sorgente: Il panico scatenato dalle ventole: il pm ipotizza un boato dei motori nel parcheggio sotterraneo – La Stampa

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