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il manifesto del 06.06.2017 e i primi articoli online

L’attentato al London Bridge precipita sul voto di giovedì 8, voluto da Theresa May. Il leader laburista Corbyn chiede le sue dimissioni: «Troppi tagli alla sicurezza». Contro la premier molti Tories. Resi noti i nomi di due dei tre terroristi dell’attacco che l’Isis ha rivendicato: Khuram Butt e Rachid Redouane, londinesi di Barking

L’attentato di Londra e il voto francese

Anna Maria Merlo

I francesi di Londra hanno votato “in condizioni di sicurezza rafforzata” poche ore dopo l’attacco, in anticipo sul voto in Francia (come tutti i residenti esteri). Un francese è morto nell’attentato, un altro è disperso, 7 feriti (di cui 4 gravi)

Politica

Italo-tedesco a velocità pericolosa

Andrea Fabozzi

Oggi il testo blindato da Pd, M5S, Forza Italia e Lega arriva in aula alla camera. Come cambiano i criteri per l’assegnazione dei seggi. Censimento, listini, firme: tutti i rischi di una legge frettolosa che contiene norme su misure ma anche pericoli per i suoi sottoscrittori

Renzi nervoso con Pisapia: «Fanno solo polemica»

Daniela Preziosi

Ieri il confronto con Laura Boldrini, ormai nella veste di esponente politica di punta della nuova ‘cosa’. Oggi con Bersani, Speranza e tutto il gruppo di Art.1-Mdp, ma a porte chiuse

Una pallida lucina verde per la giornata mondiale dell’ambiente

Luca Fazio

In tutto il mondo ieri si è celebrata la 45esima edizione della ricorrenza voluta dall’Onu per tutelare gli ecosistemi messi a rischio da uno sviluppo insostenibile. Il rituale all’insegna dei buoni propositi è stato guastato dalla decisione di Trump di voltare le spalle all’accordo sul clima di Parigi

Lavoro

Vendita Alitalia a carte coperte

Riccardo Chiari

Tenute riservate le prime manifestazioni di interesse, comunque non vincolanti, per l’ex compagnia di bandiera. I sindacati aspettano il piano industriale, giovedì primo incontro per il nuovo contratto.

Internazionale

Riyadh mette sotto assedio Doha

Michele Giorgio

Pugno di ferro dell’Arabia saudita e dei i suoi alleati contro il Qatar. Interrotte le relazioni diplomatiche ed economiche, sospesi i collegamenti aerei. Chiusa l’unica frontiera terrestre dell’emirato accusato di infedeltà alla lotta all’Iran e di sponsorizzare i Fratelli musulmani

Nel corridoio tra Siria e Iraq si prepara la nuova guerra

Chiara Cruciati

Il conflitto tra petromonarchie e Iran si gioca sui tavoli della diplomazia ma anche sul campo. Riyadh sfrutta i pruriti bellici di Trump per impedire a Teheran di collegare, via milizie sciite, Baghdad a Damasco

Il vero nemico: l’ascesa della destra israeliana

Zvi Schuldiner

Dall’euforia per la vittoria della Guerra dei Sei Giorni al pantano dell’occupazione infinita. Mezzo secolo dopo la realtà coloniale, la distruzione del tessuto democratico – anche per gli israeliani ebrei -, la corruzione dell’occupazione e del nazionalismo fondamentalista diventano dominanti

Occupare lo spazio, uccidere il tempo

Ruba Salih

L’occupazione tridimensionale si fonda su una rete di checkpoint, strade separate, permessi, muri, terre inaccessibili. Un sistema imprevedibile e arbitrario, i tratti tipici dei regimi coloniali

Il Leviatano coloniale si è fatto apartheid

Neve Gordon

L’opposizione ai Due Stati dell’élite di ultradestra punta a mutare l’annessione de facto in un’annessione di diritto. «Vuoi la dote, ma non la sposa», disse nel 1967 Eshkol a Golda Meir. Le terre sono state prese, i residenti palestinesi no

Dalla liberazione alla finzione di Stato

Jamil Hilal

La sostituzione dell’Olp con l’Anp ha trasformato la società palestinese: operai invisibili, borghesia «reclutata». E sul piano politico la lotta di liberazione ha fatto posto all’illusione di poter creare uno Stato sovrano

L’amore spiegato a una figlia

Mariangela Mianiti

Benvenuti nel difficile mondo dell’educazione sentimentale che oggi è molto più complessa di un tempo, semplicemente perché una volta non se ne parlava proprio e i figli dovevano arrangiarsi a costruire da soli un proprio percorso, con relativi errori

Cristi Puiu, «Noi registi dovremmo capire il mondo»

Nicola Falcinella

Intervista al cineasta romeno di «Sieranevada», in uscita giovedì 8 giugno nelle sale italiane. «Definire il sottoscritto, Radu, Mungiu, Jude e altri come appartenenti al «nuovo cinema romeno», è una semplificazione che aiuta a scrivere ma risulta fuorviante»

Sorgente: il manifesto del 06.06.2017 – il manifesto

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