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Grillo striglia i suoi: il patto resta – ilmessaggero.it

ilmessaggero.it – Grillo striglia i suoi: il patto resta  – di Stefania Piras

ROMA Beppe Grillo li (ri)chiama «portavoce» perché molti parlamentari sembrano essersi dimenticati questa etichetta che si erano cuciti con tanto orgoglio addosso. Come ha detto ieri un portavoce di alto rango «si sono trasformati in pezzi di arredamento di Montecitorio».

Il capo politico del M5S ieri è intervenuto sul suo blog per ribadire che la legge elettorale (a grandi linee) è stata votata dagli iscritti, per cui i parlamentari non possono emendarla in alcun modo. Il quesito votato online, sottolinea Grillo «con oltre il 95 per cento» dei sì, era formulato in modo tale da tenere aperto il dialogo che il M5S sta intavolando con il Pd.

Era formulato così: «Siete favorevoli all’approvazione di un sistema elettorale di impianto tedesco rispettoso della Costituzione, eventualmente con l’introduzione di correttivi di governabilità costituzionalmente legittimi?».

Ieri però sul blog è comparsa la versione aggiornata della proposta pentastellata: proporzionale con 5% di sbarramento e divisione tra seggi proporzionali e collegi uninominali con predominanza dei primi per assegnare i seggi.

Il che vuol dire: avanti con i capilista bloccati su cui Toninelli aveva ammesso che non rappresentavano più un paletto insormontabile.
Atteggiamento che ha fatto storcere il naso a molti M5S, però. Il mare pentastellato resta in tempesta.

E lo testimoniano i commenti, durissimi, degli iscritti. «Lasciagliela fare a loro questa porcata. Teniamoci fuori», scrive Gaetano sintetizzando i mal di pancia che torturano una parte del Movimento. «Questo comunicato puzza di diktat», incalza un altro utente.

LA TRATTATIVA
Ora solo Danilo Toninelli ha la procura speciale di Grillo e Casaleggio per poter trattare in commissione Affari Costituzionali.

Ai due garanti non è piaciuta per nulla la rivolta dei parlamentari che sono piuttosto disorientati di fronte all’avanzata minacciosa del modello elettorale tedesco per cui ad oggi nessuno è riuscito a decifrare la combinazione perfetta per centrare l’elezione. Vorrebbero le preferenze, ma niente da fare.

Per Grillo la rielezione sicura è l’ultimo dei problemi e lo scrive: «Il tedesco non prevede preferenze, ma prevede liste talmente corte da renderle superflue, che sono proprio quelle raccomandate dalla Corte nella sua sentenza ammazza-Porcellum perché in grado di far riconoscere gli eletti agli elettori, e in ogni caso il M5S indirà le parlamentarie online che si svolgeranno su Rousseau. Non ci interessa garantire la rielezione di questo o quell’altro portavoce».

Il voto online dovrà quindi far scegliere alla rete chi andrà nei collegi e chi nei listini. Un bel risiko, insomma. Ieri si sono tutti riallineati, in primis Roberto Fico che da Erice dice «Il Movimento nasce per dare voce a chi non ce l’aveva».

Se Grillo stronca sul nascere la dissidenza 5Stelle, crescono i mal di pancia all’interno del Pd. Gli orlandiani premono – e su questo hanno i 5Stelle dalla loro – per cancellare la norma che consentirebbe le candidature plurime.

I sette orlandiani preparano pochi emendamenti mirati pur garantendo che non faranno ostruzionismo. «Le pluricandidature non hanno senso se non quello di assicurare un ulteriore maggior controllo ai leader», spiega Giuseppe Lauricella. Luigi Di Maio torna sulla necessità di avere un premio di governabilità.

Renzi incassa garanzie sull'accordo
la data delle elezioni però è in bilico

E un altro nodo che potrebbe avere appoggio da più di un partito è quello del voto disgiunto, previsto tra l’altro dal modello tedesco.

Il testo Fiano, intanto, continua a non piacere ad una fetta eccellente del centrosinistra italiano. Walter Veltroni ricorda sul Corriere la vocazione maggioritaria del partito: «Con il proporzionale si torna agli anni Ottanta», attacca. «È una legge elettorale peggio della Prima Repubblica, quando almeno si potevano scegliere i parlamentari.

Questa volta nemmeno questo potrà essere concesso agli elettori italiani», è il durissimo commento dell’ex premier Enrico Letta. Maria Elena Boschi però è ottimista: «Io sono sempre fiduciosa, quindi spero che l’accordo fra i tre principali partiti possa avere ovviamente un esito favorevole».

Sorgente: Grillo striglia i suoi: il patto resta

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